[ missing ]    Vivem la montanha

invia mail   print document in pdf format

Avem fach un sumi

Da Ostana: Leda e Fredo

Da Ostana: Leda e Fredo

di Maurizio Dematteis

Da Ostana: Leda e Fredo
italiano Frazione San Bernardo di Ostana: frazione alpina situata sul versante orografico sinistro della Valle Po, a 1350 metri di altitudine, all'interno del Comune di Ostana. Il Comune, di lingua e cultura occitana, è costituito, oltre che da San Bernardo, da altre sei frazioni attorno a quella centrale di Villa, sede del municipio, e conta in totale 119 abitanti. E' collegato, fin dall'antichità, all'Occitania d'oltralpe attraverso il Buco del Viso, o Galleria delle Traversette (dal nome dell'omonimo passo sovrastante) o Pertuis du Viso, a 2882 metri. Si tratta di una galleria lunga 75 metri, alta mediamente 2 metri e larga 3 metri, costruita a braccia per consentire il transito di muli con basto carico. Il tunnel, primo traforo della storia, fu realizzato tra il 1475 ed il 1480 per volere del Marchese di Saluzzo Ludovico II, che volle in tal modo favorire il commercio nel proprio Marchesato con un collegamento diretto e rapido col Delfinato e la Provenza. Il territorio di Ostana, come gran parte dei comuni delle valli limitrofe, appartenne dapprima ai signori di Barge per passare ai Marchesi di Saluzzo (costruttori del famoso Pertus) e quindi ai Savoia.
L'economia del paese è basata quasi esclusivamente sul turismo domenicale, mentre l'agricoltura è pressoché scomparsa. In questa piccola frazione, che nelle giornate limpide offre un panorama mozzafiato sui 3841 metri del Monviso, abitano Leda Zocchi e Fredo Valla con i loro figli. Una coppia davvero speciale, che siamo saliti a trovare in una calda e soleggiata giornata di gennaio.
Per amore, solo per amore...
«Quando la mattina Leda e i bambini mi chiamano per vedere dalla finestra le nebbie che salgono mi convinco che la scelta di venire a vivere a Ostana è stata quella giusta». Fredo Valla, scrittore, regista e grande conoscitore della cultura occitana, riflette guardando il Monviso stagliarsi nitido di fronte a casa sua. Seduta al tavolo della sala da pranzo la compagna Leda Zocchi cerca di intrattenere il figlioletto Peire, due anni, convinto che l'intervistatore intruso gli rubi la ribalta con i genitori. Tadej, 10 anni, è a giocare a calcio con i compagni. La giornata è bellissima, il panorama da cartolina. Fin troppo facile invidiare la scelta di Leda e Fredo in una giornata così. Diverso pensare alla vita di tutti i giorni. Ma Leda non ha dubbi: «Il bello è vedere il passaggio delle stagioni - spiega Leda -. La neve fuori dalla porta, le nuvole che viaggiano, le stellate notturne».
L'incontro tra i due avviene grazie a un convegno europeo sulle minoranze linguistiche a Strasburgo. Leda, triestina di nascita, fa parte della minoranza italiana di lingua slovena. Fredo, nativo di Sampeyre (Valle Varaita), fa parte della minoranza di lingua occitana. Pochi anni dopo decidono di "mettere su famiglia" e scelgono di andare vivere a Ostana. «Vivevo a Longera - spiega Leda - piccolo paese del Carso triestino dove risiede una comunità di lingua slovena. E facevo la direttrice didattica. Dal primo settembre 2006 mi sono trasferita qui con i miei figli, e oggi faccio la dirigente scolastica a Paesana». Oltre a Peire e Tadej, Leda ha un figlio quindicenne di nome Janiki, che a deciso di continuare gli studi a Trieste. «Io vivo a Ostana dal 1985 - spiega Fredo - da quando ho lasciato il lavoro che avevo a Verzuolo per seguire il mio compianto maestro Serge Bertino». Da allora Fredo si e dedicato alla scrittura di libri sulla natura per ragazzi, a collaborazioni con riviste e giornali e alla realizzazione di video e documentari. Sempre con la causa occitana nel cuore. «Venire a vivere qui è stata una scelta di coerenza di vita - continua Fredo -. Sono trent'anni che mi occupo di Valli occitane e ormai sento che queste montagne sono il mio posto. Ho sempre diffidato di chi si occupa delle nostre valli stando altrove». Per Leda è stato diverso: «La mia scelta è stata dettata dall'amore. Non è stato facile, perché a Trieste avevo una situazione molto strutturata, con due figli grandi. Ma per quanto riguarda la situazione lavorativa, per me lo spostamento era più semplice che per Fredo».
L'accoglienza della coppia da parte della società locale è stata da subito ottima perché, spiega Leda, «Per quanto mi riguarda, anche se non c'è stata certo la fretta di dire "venga a casa mia", mi hanno sempre visto non solo come la compagna di Fredo, ma anche come la mamma del piccolo Peire. Quindi come una donna potenzialmente fertile. E questo per una società soggetta a spopolamento è molto importante». Diversa la situazione di Fredo, che dopo tanti anni fa ormai parte a tutti gli effetti della società locale. E che è stato addirittura nel consiglio comunale: «Il fatto di parlare occitano - spiega - mi ha sicuramente aiutato ad entrare nella società locale. Anche se ancora oggi i nativi mi sentono come uno della Valle Varaita che è venuto a stare ad Ostana. Ma a me questo non dispiace, anzi mi serve per mantenere un certo distacco». Fredo infatti, pur non disdegnando le occasioni di convivialità, ama la solitudine, che spesso ricerca per realizzare i suoi lavori.
Una società strana quella di Ostana, fatta di poche anime residenti e molti villeggianti che arrivano nel weekend. Spesso ex abitanti del piccolo comune costretti a emigrare per cause lavorative, che hanno lasciato il cuore in valle, e tornano ogni qual volta il tempo libero lo permette. Una situazione particolare, in cui l'eccezione è costituita da chi il paese lo vive tutto l'anno. Con le difficoltà che tale scelta comporta. «Una cosa che mi pesa - spiega Leda - è la mancanza di un pediatra per i bambini. Peire e Tadej vengono curati dal nostro stesso medico della mutua. E pur non essendo io una madre apprensiva questo mi pesa non poco». Per tacere della mancanza di un servizio di scuolabus, visto che Tadej è l'unico scolaro del paese, o delle pessime condizioni delle strade d'inverno. O della mancanza di una linea telefonica per usare internet. «Ma naturalmente il fatto di vivere a Ostana ha anche i suoi lati positivi - spiega Fredo -. Come la possibilità di riappropriarsi del tempo eliminando il superfluo. O la possibilità di disdire impegni sgraditi adducendo problemi di viabilità o brutto tempo».
L'idea di Leda e Fredo è quella di "invecchiare" in Valle Po, facendo della casa di Ostana il loro punto di riferimento. «Non abbiamo altre aspettative al di fuori della famiglia - dice Leda -, anche se non ci dispiacerebbe arrivassero a Ostana altre famiglie con bambini». Nel frattempo i due si organizzano per dare un futuro in valle ai figli: «A Peire parlo in occitano - spiega Fredo - e abbiamo chiesto alla scuola materna di attuare la 482 (legge per la tutela delle minoranze linguistiche in Italia, nda), mettendo a disposizione un insegnante che parli la lingua». Perché l'appartenenza a un territorio passa anche dalla conoscenza della lingua. «Per ripopolare la montagna poi, bisogna dare ai ragazzi degli strumenti per rendere appetibile il territorio - sostiene Leda -. Fino a che gli si offrono corsi da geometra a Saluzzo le loro aspettative rimarranno quelle di andarsene. Ci vuole uno sforzo di creatività per invogliare i ragazzi a sognare un lavoro vero qui in valle. Tipo dei corsi da guida naturalistica o altre opportunità del genere».
Anche se Tadej, per ora, sogna di fare il calciatore. E a meno che non cambi idea, sarà molto difficile realizzare il suo sogno in Valle Po.

occitan San Bernard d'Ostana: ruaa de la Comuna d'Ostana a 1350 mètres d'autessa, dal cant de l'adrech de la Val Pò. La Comuna, de lenga e cultura occitana, compren decò autras sieis ruaa a l'entorn d'aquela centrala, La Vila, ente se tròba lo Municipi. La comuna còmta en tot 119 abitants. Es liaa, da longtemp, a l'Occitània de l'autre cant a travèrs lo Pertuis dal Vísol, o Galeria de las Traversetas (dal nom dal còl que lhi es dessús) a 2882 mètres. Es aquela na galeria lònja 75 mètres, auta mai o menc 2 e larja 3 mètres, tota chavaa embe la fòrça di braç per consentir lo passatge de carovanas de muls charjats embe lo bast. Lo pertuis, lo premier tunèl dins l'istòria, foguet realizat entre lo 1475 e lo 1480 per voler dal Marqués de Saluces Ludovic II, per favorir lo commerci embe lo Delfinat e la Provença. Lo territòri d'Ostana, coma la granda part de las Comunas de las autras valadas da pè, foguet derant di senhors de Barge, puei passet ai Marqués de Saluces (que bastiron lo famós pertuis), e d'en darrier ai Savòia.
L'economia dal país es basaa esquasi dal tot sus lo turisme de fin setmana, dal temp que l'agricoltura es a pauc près despareissua. Dins aquesta pichòta ruaa, que dins las jornaas de solelh dona una maravilhosa vista sus lhi 3841 mètres dal Vísol, demòron Fredo Valla e Leda Zocchi embe lhi lors filhs. Una cobla franc especiala, que sem anat a trobar dins una chauda e clara jornaa de genoier.
Per amor, pas que per amor...
«Quora lo matin Leda e las mainaas me sònon per beicar da la finestra las neblas que monton sento dedins mi que venir a viure a Ostana es estaa una bòna chausia». Fredo Valla, escriveire, regista e profond coneisseire de la cultura occitana, agacha pensierós lo Vísol que s'auça maestós e fòrt derant la maison. Ailai, setaa a la taula de la sala a minjar, sa companha Leda demòra un pauc embe Peire, lo filhet de dui ans, tot sagrinat que nosautri lhi raubem la companhia. Tadej, 10 ans, es anat ariar al balon embe si amís. La jornaa es ben solelhaa, lo païsatge da cartolina. Es fin tròp dabelfar d'envidiar la chausia de Leda e Fredo dins una jornaa com aquò. Mas es diferent pensar a lor vita de tuchi lhi jorns. Mas Leda me ditz segura: «Lo bèl es de veire lo seguir de las sasons, la neu que chei al de fòra de l'uis, las nivolas que passon dins lo cèl, las estèlas que luzon la nuech».
Lhi dui se son rescontrats per lo premier bòt a l'ocasion d'un convenh sus las minoranças linguísticas que se tenia a Strasborg. Leda, d'origina triestina, aparten a la minorança de lenga eslovena en Itàlia; Fredo, naissut a Sant Peire (en Val Varacha), fai part de la minorança de lenga occitana. Après una man d'ans decidon de se "far una familha", e parelh cernon d'anar a viure a Ostana. «Viviu a Longeva - ditz Leda - pichòt país dal Cars triestin ente demòra una comunitat de lenga eslovena. Ailai fasiu la directritz didàtica dins un'escòla. Dal settembre 2006 me siu meiraa aicí embe las mainaas, e encuei fau lo mesme trabalh a l'escòla de Paisana». En mai que Peire e Tadej, Leda a un filh de quinze ans que se sona Janiki, que a decidat de contuniar si estudis a Trieste. «Ieu vivo a Ostana dal 1985 - ditz Fredo - da quora ai laissat lo travalh qu'aviu a Verzòl per seguir mon magistre bonanima, Serge Bertino». D'enlora Fredo s'es dedicat a l'escritura de libres per lhi joves sus la natura, a colaborat a de rivistas e de jornals, e a la realizacion de vídeo e documentaris. Mas totjorn embe la causa occitana ental còr. «Venir a istar aicí es estaa una chausia coerenta de vita - contúnia Fredo - Son trenta ans que trabalho per las Valadas Occitanas, e aüra sento qu'aquestas son las mias montanhas. Me siu totjorn mesfiat de las personas que trabalhon per las Valadas, mas que demòron al defòra». Per Leda es estat diferènt: «Ma chausia es estaa dictaa da l'amor. Es ren estat simple, perque a Trieste aviu já una vita, e dui filhs grands. Mas respèct a la situacion dal trabalh, per ieu lo trameirament es mai simple que per Fredo».
La cobla a agut dal premier moment una bòna aculhença da part de la gent dal pòst perque, nos esplica Leda, «Per quant me regarda, decò se lhi a agua una granda pressa de me dir "venetz a ma maison", m'an totjor beicaa ren masque coma la calinhaira de Fredo, mas tanben coma la maire de lo pichòt Peire. Donca coma una frema que pòl donar de mainaas. E aquò, per una societat que suefr lo despopulament es una causa importanta». Ben diferènta es la situacion de Fredo, che après un baron d'ans passats al país es part integranta de la societat. Es fin estat conselhier comunal: «Lo fach de parlar occitan, m'a segurament ajuat a intrar dins la societat dal país. Bèla se encara encuei la gent me sent coma un de la Val Varacha que s'es meirat a Ostana. Mas aquò me desplai ren, es útil per mantenir un pauc de distança». Daus que Fredo, decò se desdenha ren de participar a la vita dal país, ama la solituda, que sovent recèrcha per realizar lhi siei trabalhs.
Una societat dròlla aquela d'Ostana, gaire de gent que demòra al país e un baron de vacanciers que venon amont a passar lo fin de setmana. Sovent son de gent qu'a devalat, constrencha a emigrar per trabalh, mas qu'a laissat lo còr aquí al país, e torna dins lo temp libre.Una situacion particulara, ente l'exepcion es constituïa da qui viu amont tot l'an. Embe las dificultats que aquò pòrta. «Una causa que me pesa - ditz Leda - es la mancança d'un medge per lhi filhets. Peire e Tadej venon curats dal nostre medge de basa. Siu ren una maire aprensiva, mas aiçò es una causa genanta». E aquò es ren la soleta dificultat que dona lo viure aici amont: manca un servici públic per menar Tadej, qu'es lo solet escolar dal país, a l'escòla, las vias d'uvèrn son mal far, o encara, manca una linha telefonica per adobrar internet. «Mas naturalment viure a Ostana a decò si cant positius - ditz Fredo - coma l'aver un baron de temp per viure en ganvant l'aquò de mai, o ben la possibilitat de renonciar a d'impenhs que t'agradon pas, en disent que la via o lo temp son marrits».
L'idea de Fredo e Leda es aquela de "venir vielhs" aicí, en Val Pò, en fasent de lor maison d'Ostana lo ponch de riferiment. «Volem ren d'autre que viure ben dins nòstra familha - ditz Leda - bèla se nos desplaseria ren se venesson a Ostana d'autras familhas embe de mainaas». Entrementier lhi dui s'organizon per donar un futur dins la valada ai filhets. «A Peire parlo en occitan - ditz Fredo - e avem demandat a l'escòla mairala d'actuar la lei 482 (lei que tutèla las minoranças linguísticas en Itàlia - nda), en butant a disposicion un insenhant que parle la lenga». Perque l'apartenença a un territori passa decò da la coneissença de la lenga. «Puei, per popular mai la montanha, chal donar a lhi filhs d'enstruments per rendre agradiu lo territori - sosten Leda -. Fins a que se uefron de pòst de trabalh da mesuraor a Saluces, lor vuelha restarè aquela de s'én anar via.Chal aver un pauc de creativitat per envulhar lhi filhs a sumiar un ver trabalh aicí dins la valada. Pòl èsser de cors da guida naturalistica, o d'autras oportunitats com aquò».
Bèla se Tadej, per aüra, sumia de far lo joador de balon. E, a menc que chambie pas idea, serè dura realizar son sumi en Val Pò.