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Edizione 2011

Le ragioni di un premio

Le ragioni di un premio
Dal dicembre 1999, in attuazione all’art. 6 della Costituzione - frutto delle riflessioni e delle proposte del gruppo di intellettuali e politici provenienti dalle vallate alpine di Piemonte e Valle d’Aosta che siglarono nel 1943 la Carta di Chivasso -, la Repubblica italiana dispone di una apposita legge che tutela e valorizza le minoranze linguistiche della penisola.
Nel nostro territorio la legge è riferita al francese, al francoprovenzale, all’occitano e al walser.
Il Piemonte vanta una particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione del proprio originale patrimonio linguistico, che sostiene legislativamente in modalità e forme diverse a partire dal .
Sia la legge nazionale 492/1999, “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” che le normative regionali vanno però ben al di là delle nostre realtà, investendo tematiche oggi più che mai di stringente attualità.
Ciò che emerge, di fronte alle sfide della globalizzazione e al rischio che si risponda ad esse con la miopia di chiusure localistiche è la necessità di mettere a punto programmi e progetti che favoriscano il dialogo tra le diversità culturali presenti sul pianeta.
Proprio in questa direzione l’Unesco (istituzione culturale dell’Onu), ha attribuito valore strategico alla diversità culturale, interpretata come elemento essenziale su cui avviare la costruzione di un futuro basato sulla curiosità, la conoscenza, il dialogo interculturale, quali uniche chiavi di accesso a un futuro di pace per il nostro pianeta.
Le Convenzioni Unesco sul patrimonio immateriale e sulla diversità culturale, declinate l’indomani della tragedia epocale delle Torri Gemelle, vanno proprio in questa direzione.
La diversità linguistica assurge oggi a emblema di questo progetto di reciprocità in cui pur. affermando con forza le radici valoriali di ogni espressione orale arcaica - cui la lingua ancestrale non solo appartiene di diritto, ma ne rappresenta il riferimento essenziale - le si mette a disposizione per condividerle con altre cui si riconosce analoga importanza, senza gerarchia alcuna.
Per questo è necessario un impegno particolare a sostegno delle lingue originarie del territorio.
Uno sforzo progettuale e culturale che si situa non solo nell’ambito del giusto orgoglio per una recuperata identità territoriale, ma soprattutto nella dimensione consona a favorire e facilitare il dialogo interculturale come chiave di un futuro di rispetto, di solidarietà e di condivisione del comune destino che attende l’umanità.
La sicurezza che solo la consapevolezza della proprie radici può assicurare è l’unica garanzia per la sfida secolare che ci sta davanti e che richiede l’impegno di ogni persona di buona volontà nella costruzione di una società in armonia con se stessa e con il suo habitat, unico e fragile.
Pensando a queste prospettive di impegno e di lavoro responsabile per il futuro di tutti noi, nacque il Premio Civiltà delle minoranze, che dalla seconda edizione ha assunto la denominazione definitiva di Premio Ostana - Scritture in lingua madre/Escrituras en lenga maire.
Il proposito e gli obiettivi rimangono gli stessi per i quali abbiamo immaginato e tenuto a battesimo l’iniziativa del 2008: non solo far conoscere a un pubblico, sempre più vasto, gli autori che utilizzano per le opere letterarie la lingua di appartenenza, seppur minoritaria.
Ma anche stimolare un sempre maggiore e più incisivo impiego di questi idiomi in letteratura nella dimensione di una sempre più incisiva contaminazione tra lingue e linguaggi diversi.
Certamente, con questo strumento, vogliamo anche portare la realtà del nostro piccolo Comune e della vivace e intraprendente comunità che lo anima, al centro dell’attenzione di un pubblico sensibile e attento alla qualità delle vita e dunque alle occasioni culturali che non si rassegnano a proporre eventi buoni per ogni angolo del Pianeta - come succede per i “format” televisivi – ma che hanno l’obiettivo e l’ambizione di offrire momenti di riflessione e di approfondimento sui veri valori cui riferire la nostra esistenza.
Da tempo Ostana si propone, con uno sforzo non indifferente e sempre coerente, quale Comune all’avanguardia nelle politiche culturali e ambientali: dall’attenzione al recupero filologico delle architetture tradizionali, all’utilizzo delle energie rinnovabili; dalle attività di animazione culturale che vedono nel locale museo la punta di diamante, all’intensa azione di promozione della lingua occitana.
Il Premio Ostana - Scritture in lingua madre/Escrituras en lenga maire, si inserisce con coerenza in questo contesto affiancandosi alle tante iniziative che ad Ostana vengono promosse.
Si tratta di una sfida che assegna alle qualità del territorio, alla sua eccellenza di paesaggio ambientale e culturale, ma anche di “sentimento”, valori da giocare sul terreno della competitività territoriale.
Non possiamo, come amministratori locali, stare fermi a guardare, rassegnati, l’abbandono delle terre alte delle nostre amate montagne.
Per questo bisogna, oggi più che mai, chiamare a raccolta le intelligenze locali e investire tutte le risorse umane, intellettuali e finanziarie di cui la montagna dispone, in imprese nelle quali la fantasia e la creatività possano essere messe a disposizione di progettualità in grado di pensare al rilancio di aree, come la nostra, dalle grandi potenzialità e prospettive, segnata da due elementi straordinari come il Monviso e il Po. La prima montagna d’Italia, storico testimone, tra l’altro, della nascita del Club Alpino Italiano e il primo fiume d’Italia, risorsa naturale di vita per l’intero Paese.
Le iniziative culturali restituiscono il giusto orgoglio dei propri saperi alle nostre comunità, che riscoprono di essere depositarie di ideali, di valori, conoscenze, capacità, che per troppo tempo sono state dimenticate o disconosciute.
La lingua dei propri padri non è che un simbolo - peraltro di grande forza evocativa - di questo bisogno di autostima.
Tornare a esprimersi, parlare, cantare, nella propria lingua madre è segnale di ritrovata vitalità per comunità che vogliono ritrovare ragioni serie per riproporsi come protagoniste del nuovo futuro.
Il Premio vuole aiutare questo percorso di riconciliazione con la storia privata e collettiva delle nostre comunità, proprio a partire dal riconoscimento delle espressioni linguistiche.
La formula del nostro Premio Ostana si articola in quattro categorie: Premio internazionale, nazionale, letteratura d’Oc e speciale.
Le categorie internazionale e nazionale individuano Autori che abbiano scritto o utilizzato, anche in parte, le lingue minoritarie riconosciute, nelle loro opere.
Per la sua collocazione in area occitana, accanto a queste categorie viene attribuito uno specifico riconoscimento per un Autore di lingua d’Oc.
Infine, per ogni edizione è assegnato un Premio speciale a un protagonista della cultura che si sia distinto particolarmente nella difesa, nella valorizzazione e nella diffusione della diversità linguistica e del suo straordinario valore culturale.

Le ragioni di un premio

Le ragioni di un premio
Dal dicembre 1999, in attuazione all’art. 6 della Costituzione - frutto delle riflessioni e delle proposte del gruppo di intellettuali e politici provenienti dalle vallate alpine di Piemonte e Valle d’Aosta che siglarono nel 1943 la Carta di Chivasso -, la Repubblica italiana dispone di una apposita legge che tutela e valorizza le minoranze linguistiche della penisola.
Nel nostro territorio la legge è riferita al francese, al francoprovenzale, all’occitano e al walser.
Il Piemonte vanta una particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione del proprio originale patrimonio linguistico, che sostiene legislativamente in modalità e forme diverse a partire dal .
Sia la legge nazionale 492/1999, “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” che le normative regionali vanno però ben al di là delle nostre realtà, investendo tematiche oggi più che mai di stringente attualità.
Ciò che emerge, di fronte alle sfide della globalizzazione e al rischio che si risponda ad esse con la miopia di chiusure localistiche è la necessità di mettere a punto programmi e progetti che favoriscano il dialogo tra le diversità culturali presenti sul pianeta.
Proprio in questa direzione l’Unesco (istituzione culturale dell’Onu), ha attribuito valore strategico alla diversità culturale, interpretata come elemento essenziale su cui avviare la costruzione di un futuro basato sulla curiosità, la conoscenza, il dialogo interculturale, quali uniche chiavi di accesso a un futuro di pace per il nostro pianeta.
Le Convenzioni Unesco sul patrimonio immateriale e sulla diversità culturale, declinate l’indomani della tragedia epocale delle Torri Gemelle, vanno proprio in questa direzione.
La diversità linguistica assurge oggi a emblema di questo progetto di reciprocità in cui pur. affermando con forza le radici valoriali di ogni espressione orale arcaica - cui la lingua ancestrale non solo appartiene di diritto, ma ne rappresenta il riferimento essenziale - le si mette a disposizione per condividerle con altre cui si riconosce analoga importanza, senza gerarchia alcuna.
Per questo è necessario un impegno particolare a sostegno delle lingue originarie del territorio.
Uno sforzo progettuale e culturale che si situa non solo nell’ambito del giusto orgoglio per una recuperata identità territoriale, ma soprattutto nella dimensione consona a favorire e facilitare il dialogo interculturale come chiave di un futuro di rispetto, di solidarietà e di condivisione del comune destino che attende l’umanità.
La sicurezza che solo la consapevolezza della proprie radici può assicurare è l’unica garanzia per la sfida secolare che ci sta davanti e che richiede l’impegno di ogni persona di buona volontà nella costruzione di una società in armonia con se stessa e con il suo habitat, unico e fragile.
Pensando a queste prospettive di impegno e di lavoro responsabile per il futuro di tutti noi, nacque il Premio Civiltà delle minoranze, che dalla seconda edizione ha assunto la denominazione definitiva di Premio Ostana - Scritture in lingua madre/Escrituras en lenga maire.
Il proposito e gli obiettivi rimangono gli stessi per i quali abbiamo immaginato e tenuto a battesimo l’iniziativa del 2008: non solo far conoscere a un pubblico, sempre più vasto, gli autori che utilizzano per le opere letterarie la lingua di appartenenza, seppur minoritaria.
Ma anche stimolare un sempre maggiore e più incisivo impiego di questi idiomi in letteratura nella dimensione di una sempre più incisiva contaminazione tra lingue e linguaggi diversi.
Certamente, con questo strumento, vogliamo anche portare la realtà del nostro piccolo Comune e della vivace e intraprendente comunità che lo anima, al centro dell’attenzione di un pubblico sensibile e attento alla qualità delle vita e dunque alle occasioni culturali che non si rassegnano a proporre eventi buoni per ogni angolo del Pianeta - come succede per i “format” televisivi – ma che hanno l’obiettivo e l’ambizione di offrire momenti di riflessione e di approfondimento sui veri valori cui riferire la nostra esistenza.
Da tempo Ostana si propone, con uno sforzo non indifferente e sempre coerente, quale Comune all’avanguardia nelle politiche culturali e ambientali: dall’attenzione al recupero filologico delle architetture tradizionali, all’utilizzo delle energie rinnovabili; dalle attività di animazione culturale che vedono nel locale museo la punta di diamante, all’intensa azione di promozione della lingua occitana.
Il Premio Ostana - Scritture in lingua madre/Escrituras en lenga maire, si inserisce con coerenza in questo contesto affiancandosi alle tante iniziative che ad Ostana vengono promosse.
Si tratta di una sfida che assegna alle qualità del territorio, alla sua eccellenza di paesaggio ambientale e culturale, ma anche di “sentimento”, valori da giocare sul terreno della competitività territoriale.
Non possiamo, come amministratori locali, stare fermi a guardare, rassegnati, l’abbandono delle terre alte delle nostre amate montagne.
Per questo bisogna, oggi più che mai, chiamare a raccolta le intelligenze locali e investire tutte le risorse umane, intellettuali e finanziarie di cui la montagna dispone, in imprese nelle quali la fantasia e la creatività possano essere messe a disposizione di progettualità in grado di pensare al rilancio di aree, come la nostra, dalle grandi potenzialità e prospettive, segnata da due elementi straordinari come il Monviso e il Po. La prima montagna d’Italia, storico testimone, tra l’altro, della nascita del Club Alpino Italiano e il primo fiume d’Italia, risorsa naturale di vita per l’intero Paese.
Le iniziative culturali restituiscono il giusto orgoglio dei propri saperi alle nostre comunità, che riscoprono di essere depositarie di ideali, di valori, conoscenze, capacità, che per troppo tempo sono state dimenticate o disconosciute.
La lingua dei propri padri non è che un simbolo - peraltro di grande forza evocativa - di questo bisogno di autostima.
Tornare a esprimersi, parlare, cantare, nella propria lingua madre è segnale di ritrovata vitalità per comunità che vogliono ritrovare ragioni serie per riproporsi come protagoniste del nuovo futuro.
Il Premio vuole aiutare questo percorso di riconciliazione con la storia privata e collettiva delle nostre comunità, proprio a partire dal riconoscimento delle espressioni linguistiche.
La formula del nostro Premio Ostana si articola in quattro categorie: Premio internazionale, nazionale, letteratura d’Oc e speciale.
Le categorie internazionale e nazionale individuano Autori che abbiano scritto o utilizzato, anche in parte, le lingue minoritarie riconosciute, nelle loro opere.
Per la sua collocazione in area occitana, accanto a queste categorie viene attribuito uno specifico riconoscimento per un Autore di lingua d’Oc.
Infine, per ogni edizione è assegnato un Premio speciale a un protagonista della cultura che si sia distinto particolarmente nella difesa, nella valorizzazione e nella diffusione della diversità linguistica e del suo straordinario valore culturale.