Enti in rete L.482/99   

Edizione 2011

«Premio Ostana, scritture in lingua madre», racconto d'autore
di Aurélia Lassaque

« Prèmi Ostana, Escrituras en lenga maire », raconte d’autor.
Per Aurélia Lassaque.

«Premio Ostana, scritture in lingua madre», racconto d'autoredi Aurélia Lassaque
italiano Vi invito sul cammino che mi ha portato per mano al di là delle montagne...
La mia prima tappa è stata in Abruzzo, a Teramo, per le « Giornate dei diritti linguistici », poi Giulianova, in riva all'Adriatico, dove è stato proiettato il film di Simone del Grosso « Arte del viaggio, arte dell'incontro » dedicato alla cultura arbarësh e al « Festival delle letterature minoritarie d'Europa e del Mediterraneo » di cui sono la direttrice dallo scorso anno.
Poi verso nord, da un treno all'altro, nel bel mezzo di una rivoluzione elettorale, ho raggiunto le valli occitane dove si parla « a nòstra mòda », come si dice.

Dal 3 al 5 giugn si è tenuto il « Premio Ostana, scritture in lingua madre ». Un progetto bello, sostenuto dalla Chambra d'oc e un gruppo che raduna ai piedi del Monviso attori della vita culturale del posto (come Ines Cavalcanti, che deve essere al contempo strega e fata per aver dato tanta vivacità culturale alle valli occitane d'Italia), artisti (come Fredo Valla, sceneggiatore del film « Il vento fa il suo giro »), ricercatori a livello internazionale (come Maurizio Gnerre dell'università Orientale di Napoli, referente per ciò che riguarda le culture e le lingue indigene dell'equatore)... Nelle due precedenti edizioni sono stati premiati, fra gli altri, Max Roquette, Boris Pahor, Ives Roquette, Gavino Ledda, Witi Ihimaera. Quest'anno sono stata premiata a fianco di Vincenzo Consolo (per l'insieme della sua opera); Reuven Miran, israeliano (il quale è stato il primo ad impiegare l'ebraico contemporaneo come lingua letteraria); Tukian Katan Jua, equadoregno di lingua shuar (che per la prima volta nella sua vita lasciava il sua paese); Hakaitz Cano, autore basco polimorfe (BD, film, poesia e prosa), Nicolussi Golo, italiano di lingua cimbra (lingua affascinante di origine germanica che da alcuni secoli ha perso contatto con la sua terra natale ed è evoluta a contatto con l'italiano, il veneziano e il friulano). Avevamo tutti un « padrino », il mio era Roland Pecout, ce ringrazio per la sua presenza amichevole e per lo sguardo che ha dato sulla mia creazione poetica.
In quella gioiosa confusione babelica ci trovavamo ogni sera nell'albergo di ostana. E nel dolce torpore di una cena pantagruelica ascoltavamo in shuar, castigliano o italiano racconti di anaconde e di pesci mangiatori di uomini.
La mia scoperta del Piemonte è iniziata con alcuni giorni passati accanto ai musicisti della Carovana Balacaval. Quattro carri, quattro cavalli che girano per il basso piemonte per quattro mesi portando spettacoli di teatro, balli e proiezioni di film musicati dal vivo... Pare un sogno e tuttavia mentre sto scrivendo sono in qualche prato in riva a un fiume o nel cortile di qualche castello romanico1. .
Nelle Valli, i nostri non hanno smesso di sognare e i loro folli sogni riempiono di vita.

1 Le loro avventure si possono seguire ogni giorno sul blog: http://carovanabalacavalfr.wordpress.com/

occitan Vos convidi sul camin que me menèt de la man deilà de la montanha...
Ma primièra etapa foguèt en Abruzzo a Teramo pels « Giornate dei Diritti linguistici » puèi Giulianova, riba de l’Adriatic, ont èra projectat lo film de Simone del Grosso Arte del viaggio, Arte del Incontro dedicat a la cultura arbarësh e al « Festenal de la Literaturas Minoritàrias d’Euròpa e de la Mediterranèa » que n’ai presa la direccion l’an passat.
Puèi cap al nòrd, d’un tren a l’autre, al bèl mitan d’una pichòta revolucion electorala, rejonhèri las valadas ont lo monde parlan « a nòstra mòda » coma dison.

Del 3 al 5 de junh se teniá lo « Prèmi Ostana, Escrituras en lenga maire ». Un projècte bèl, sostengut per la Chambra d’Oc e una còla que recampa al pè del Monviso actors de la vida culturala del païs (coma Ines Cavalcanti, que dèu èsser a l’encòp masca e fada per aver donat aquel vam cultural a las valadas d’Italia), artistas (coma Fredo Valla, lo scenarista del film Il Vento fa il suo giro), cercaires de dimension internacionala (coma Maurizio Gnerre de l’Universitat de Napoli, referéncia per çò que tòca las culturas e las lengas indigenas de l’equator)... Las doas precedentas edicions premièron, entre autre, Max Roqueta, Boris Pahor, Ives Roqueta, Gavino Ledda, Witi Ihimaera. Ongan me retrobèri premiada als costats de Vincenzo Consolo (per l’ensem de son òbra) ; Reuven Miran, israëlian (que foguèt lo primièr a emplegar la lenga ebraïca contemporanèa per far òbra literària) ; Tuntiak Katan Jua, equatorian de lenga shuar (que quitava sa tèrra natala pel primièr còp de sa vida) ; Hakaitz Cano, autor basc polimòrfa (BD, films, poësia e pròsa), Nicolussi Golo italian de lenga cimbra (lenga pivelanta, d’origina germanica que perdèt tot contacte amb son brèç dempuèi maites sègles e evoluèt al contacte de l’Italian, del Venecian e del Friolan). Aviam totes un « pairin », un companhon de scena, lo mèu èra Roland Pecot, que mercegi de sa preséncia amistosa e per l’agach que pausèt sus ma creacion poëtica.
Dins aquela gaujosa confusion babeliana se retrobavèm lo ser dins l’alberga d’Ostana. E dins la doça torpor d’un sopar pantagruelic escotavèm en shuar o castilhan o italian racontes d’anacondàs e de peisses manjaires d’òmes.
Ma descobèrta del Piemont foguèt iniciada per qualque jorns passats als costats dels musicaires de la Carovana Balacaval. Quatre cariòlas, quatre cavals que van pels camins del las valadas per quatre meses e donan espectacles de teatre, balètis e projeccions de films acompanhats de musica sul viu… Sembla un sòmi e pertant al moment qu’escrivi se son pausats dins qualque prat a l’abroa d’un riu o dins la cort de qualque castel romanic .
Dins las valadas, los nòstres an pas quitat de somiar e de lors sòmis fòls fan la vida.



«Premio Ostana, scritture in lingua madre», racconto d'autore
di Aurélia Lassaque

« Prèmi Ostana, Escrituras en lenga maire », raconte d’autor.
Per Aurélia Lassaque.

«Premio Ostana, scritture in lingua madre», racconto d'autoredi Aurélia Lassaque
italiano Vi invito sul cammino che mi ha portato per mano al di là delle montagne...
La mia prima tappa è stata in Abruzzo, a Teramo, per le « Giornate dei diritti linguistici », poi Giulianova, in riva all'Adriatico, dove è stato proiettato il film di Simone del Grosso « Arte del viaggio, arte dell'incontro » dedicato alla cultura arbarësh e al « Festival delle letterature minoritarie d'Europa e del Mediterraneo » di cui sono la direttrice dallo scorso anno.
Poi verso nord, da un treno all'altro, nel bel mezzo di una rivoluzione elettorale, ho raggiunto le valli occitane dove si parla « a nòstra mòda », come si dice.

Dal 3 al 5 giugn si è tenuto il « Premio Ostana, scritture in lingua madre ». Un progetto bello, sostenuto dalla Chambra d'oc e un gruppo che raduna ai piedi del Monviso attori della vita culturale del posto (come Ines Cavalcanti, che deve essere al contempo strega e fata per aver dato tanta vivacità culturale alle valli occitane d'Italia), artisti (come Fredo Valla, sceneggiatore del film « Il vento fa il suo giro »), ricercatori a livello internazionale (come Maurizio Gnerre dell'università Orientale di Napoli, referente per ciò che riguarda le culture e le lingue indigene dell'equatore)... Nelle due precedenti edizioni sono stati premiati, fra gli altri, Max Roquette, Boris Pahor, Ives Roquette, Gavino Ledda, Witi Ihimaera. Quest'anno sono stata premiata a fianco di Vincenzo Consolo (per l'insieme della sua opera); Reuven Miran, israeliano (il quale è stato il primo ad impiegare l'ebraico contemporaneo come lingua letteraria); Tukian Katan Jua, equadoregno di lingua shuar (che per la prima volta nella sua vita lasciava il sua paese); Hakaitz Cano, autore basco polimorfe (BD, film, poesia e prosa), Nicolussi Golo, italiano di lingua cimbra (lingua affascinante di origine germanica che da alcuni secoli ha perso contatto con la sua terra natale ed è evoluta a contatto con l'italiano, il veneziano e il friulano). Avevamo tutti un « padrino », il mio era Roland Pecout, ce ringrazio per la sua presenza amichevole e per lo sguardo che ha dato sulla mia creazione poetica.
In quella gioiosa confusione babelica ci trovavamo ogni sera nell'albergo di ostana. E nel dolce torpore di una cena pantagruelica ascoltavamo in shuar, castigliano o italiano racconti di anaconde e di pesci mangiatori di uomini.
La mia scoperta del Piemonte è iniziata con alcuni giorni passati accanto ai musicisti della Carovana Balacaval. Quattro carri, quattro cavalli che girano per il basso piemonte per quattro mesi portando spettacoli di teatro, balli e proiezioni di film musicati dal vivo... Pare un sogno e tuttavia mentre sto scrivendo sono in qualche prato in riva a un fiume o nel cortile di qualche castello romanico1. .
Nelle Valli, i nostri non hanno smesso di sognare e i loro folli sogni riempiono di vita.

1 Le loro avventure si possono seguire ogni giorno sul blog: http://carovanabalacavalfr.wordpress.com/

occitan Vos convidi sul camin que me menèt de la man deilà de la montanha...
Ma primièra etapa foguèt en Abruzzo a Teramo pels « Giornate dei Diritti linguistici » puèi Giulianova, riba de l’Adriatic, ont èra projectat lo film de Simone del Grosso Arte del viaggio, Arte del Incontro dedicat a la cultura arbarësh e al « Festenal de la Literaturas Minoritàrias d’Euròpa e de la Mediterranèa » que n’ai presa la direccion l’an passat.
Puèi cap al nòrd, d’un tren a l’autre, al bèl mitan d’una pichòta revolucion electorala, rejonhèri las valadas ont lo monde parlan « a nòstra mòda » coma dison.

Del 3 al 5 de junh se teniá lo « Prèmi Ostana, Escrituras en lenga maire ». Un projècte bèl, sostengut per la Chambra d’Oc e una còla que recampa al pè del Monviso actors de la vida culturala del païs (coma Ines Cavalcanti, que dèu èsser a l’encòp masca e fada per aver donat aquel vam cultural a las valadas d’Italia), artistas (coma Fredo Valla, lo scenarista del film Il Vento fa il suo giro), cercaires de dimension internacionala (coma Maurizio Gnerre de l’Universitat de Napoli, referéncia per çò que tòca las culturas e las lengas indigenas de l’equator)... Las doas precedentas edicions premièron, entre autre, Max Roqueta, Boris Pahor, Ives Roqueta, Gavino Ledda, Witi Ihimaera. Ongan me retrobèri premiada als costats de Vincenzo Consolo (per l’ensem de son òbra) ; Reuven Miran, israëlian (que foguèt lo primièr a emplegar la lenga ebraïca contemporanèa per far òbra literària) ; Tuntiak Katan Jua, equatorian de lenga shuar (que quitava sa tèrra natala pel primièr còp de sa vida) ; Hakaitz Cano, autor basc polimòrfa (BD, films, poësia e pròsa), Nicolussi Golo italian de lenga cimbra (lenga pivelanta, d’origina germanica que perdèt tot contacte amb son brèç dempuèi maites sègles e evoluèt al contacte de l’Italian, del Venecian e del Friolan). Aviam totes un « pairin », un companhon de scena, lo mèu èra Roland Pecot, que mercegi de sa preséncia amistosa e per l’agach que pausèt sus ma creacion poëtica.
Dins aquela gaujosa confusion babeliana se retrobavèm lo ser dins l’alberga d’Ostana. E dins la doça torpor d’un sopar pantagruelic escotavèm en shuar o castilhan o italian racontes d’anacondàs e de peisses manjaires d’òmes.
Ma descobèrta del Piemont foguèt iniciada per qualque jorns passats als costats dels musicaires de la Carovana Balacaval. Quatre cariòlas, quatre cavals que van pels camins del las valadas per quatre meses e donan espectacles de teatre, balètis e projeccions de films acompanhats de musica sul viu… Sembla un sòmi e pertant al moment qu’escrivi se son pausats dins qualque prat a l’abroa d’un riu o dins la cort de qualque castel romanic .
Dins las valadas, los nòstres an pas quitat de somiar e de lors sòmis fòls fan la vida.