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Edizione 2010

Carlo Sgorlon

Carlo Sgorlon
Nasce nel 1930 a Casacco, un piccolo centro vicino a Udine. Carlo Sgorlon, che non è solo narratore, ma anche saggista, pubblicista, scrittore di teatro e traduttore, è un autore e scrittore di fama internazionale. Nei suoi libri si possono rintracciare alcuni fili conduttori: la forza dei sentimenti che prevale sulle ideologie, i temi intimi ed esistenziali, l’incombente e inevitabile problema ecologico, il rapporto tra uomini e natura. Scrittore epico, Sgorlon racconta vicende che hanno sempre un carattere corale. Le sue sono storie di famiglie, di paesi, di popoli subalterni, offesi e spesso perseguitati come gli zingari, gli ebrei, gli istriani, i cosacchi e i friulani. Una nota costante dei personaggi dei romanzi di Sgorlon è la fiducia nella parola a cui essi si affidano per la trasmissione della cultura dei popoli. Tra le sue opere pubblicate in friulano ricordiamo: Prime di sere (Società Filologica friulana, 1970) e Il Dolfin (La Panarie-Vattori, 1982).
Nel romanzo Gli dei torneranno (Mondatori, 1977), pubblicato in italiano, il protagonista ritornato in Friuli, affida alla sua capacità di parlare il compito di trasmettere e conservare le memorie e la fierezza del suo popolo.

Carlo Sgorlon

Carlo Sgorlon
Nasce nel 1930 a Casacco, un piccolo centro vicino a Udine. Carlo Sgorlon, che non è solo narratore, ma anche saggista, pubblicista, scrittore di teatro e traduttore, è un autore e scrittore di fama internazionale. Nei suoi libri si possono rintracciare alcuni fili conduttori: la forza dei sentimenti che prevale sulle ideologie, i temi intimi ed esistenziali, l’incombente e inevitabile problema ecologico, il rapporto tra uomini e natura. Scrittore epico, Sgorlon racconta vicende che hanno sempre un carattere corale. Le sue sono storie di famiglie, di paesi, di popoli subalterni, offesi e spesso perseguitati come gli zingari, gli ebrei, gli istriani, i cosacchi e i friulani. Una nota costante dei personaggi dei romanzi di Sgorlon è la fiducia nella parola a cui essi si affidano per la trasmissione della cultura dei popoli. Tra le sue opere pubblicate in friulano ricordiamo: Prime di sere (Società Filologica friulana, 1970) e Il Dolfin (La Panarie-Vattori, 1982).
Nel romanzo Gli dei torneranno (Mondatori, 1977), pubblicato in italiano, il protagonista ritornato in Friuli, affida alla sua capacità di parlare il compito di trasmettere e conservare le memorie e la fierezza del suo popolo.