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Per un dizionario etimologico dell’Occitano alpino (n.5): esbachar [əzbaʧa:, əzbaʦa:]; bachar [baʧar] - oc. (Alibert) esfaçar; it. cancellare; fr. effacer

Per un diccioari etimològic de l’occitan alpenc (n.5): esbachar [əzbaʧa:, əzbaʦa:]; bachar [baʧar] - oc. (Alibert) esfaçar; it. cancellare; fr. effacer

de Franco Bronzat 
http://www.chambradoc.it/Per-un-dizionario-Etimologico-dellOccitano-Alpino1.page

Per un dizionario etimologico dell’Occitano alpino (n.5): esbachar [əzbaʧa:, əzbaʦa:]; bachar [baʧar] - oc. (Alibert) esfaçar; it. cancellare; fr. effacer
italiano

Uno dei maggiori poeti delle Valli, Bep Ros dal Jove, ci ha lasciato un certo numero di poesie sparpagliate in diverse pubblicazioni o in raccolte come I mìou journ, pubblicato posterormente alla sua morte.

Bep Ros ha pubblicato la suo opera soprttutto sul giornale Coumboscuro; tuttavia una, apparsa nel nel 19701 Peno, aveva attirato la mia attenzione soprattutto per la lingua utilizzata e subito dopo per una parola che non conoscevo: il verbo esbachar = it. cancellare, fr. effacer.

La pubblicazione mi era stat donata dallo stesso autore durante una passeggiata fatta in val Gesso.

In base a ciò che mi raccontò, la sua parlata era quella del vallone del Cant, nel comune di Demonte.

Questo verbo fu inoltre utilizzato in un’altra poesia : As esbacha lou pes pougnent dal journ2 .

Pure Glaudi Salvanh de Bernezzo ha usato questo verbo in una delle sue poesie del volume L’Autra Armada ”vuelh que totjorn retorne l’uvern abó la neu per esbachar lo borre “ . In base ai miei informatori3 che conoscono bene la parlata della val Stura , questo verbo non sembrerebbe conosciuto in questa valle mentre è presente in val Vermenagna:

Limone P.te: sbatsá [zbaʦá] = cancellato/ effacé, rayé

Vernante: ësbachâ [əzbaʧa:] = cancellare/ effacer, rayer

Robilante/ Roccavione: ësbachâ [əzbaʧa:] = cancellare/ effacer, rayer

A Robilante esiste pure una parola esbach [əsbaʧ] “ saetta, pezzo di stoffa obliqua”. Uno degli autori del vocabolario mi ha spiegato che si tratta di un’assetta, utilizzata per tenere in squadra il telaio d’una porta; praticamente un legno diritto, messo di sbiego, inchiodato da due parti.

esbachar avrebbe quindi il senso di togliere, di annullare grazie ad un tratto di penna, un esbach, qui non di legno, uno scritto e per estensione: annullare qualsiasi cosa.

La forma esbach è pure presente in val Pellice, a Rorà4, a Bobbio Pellice5 nella stessa accezione di Robilante. Forse è pure presente in altri luoghi delle valli ma per ora non ne siamo a conoscenza.

A Elva abbiamo una forma bachar6 ”cancellare lo scritto sulla lavagna” che sembra vicina a quella della val Vermenagna ma senza la particella ex che rafforza il concetto.

In buona parte delle parlate delle Valli oggi il verbo più adoperato è l’italianismo kanʧelá < cancellare legato soprattutto alla scolarizzazione dei parlanti. Il tipo presente nei testi valdesi esfaza7 simile al francese effacer, è stato registrato in val Germanasca eifasâ ”cassare, cancellare”, in alta val Chisone efaso: , a Salbertrand ifasâ.

Innanzi tutto è necessario fare una considerazione, a parer mio importante. Vi sono diversi modi per annullare uno scritto, per toglierlo alla nostra vista: una è quella, semplice, di tirare con una matita, una linea sopra.

Effettivamente l’italiano cancellare < lat. cancellāre significa ‘ingraticolare’ per il fatto che per annullare uno scritto si facevano sopra dei segni che sembrvano dei cancelli “porta fatta di assicelle diritte tenute assieme da due o tre traverse “ che molti denominano, per estensione semantica, rastrello, il rastrello dell’orto.

Ma da dove provengono sia esbachar che bachar?

Il Dizionario Etimologico di Ottorino Pianigiani, fa derivare la voce italiana bacchio ( pertica per far cadere la frutta dagli alberi > abbacchiare8) dal lat. BÀCULUS attraverso la forma contratta BÀCLUS, da una voce *BÀC-US che secondo l’autore è diffusa nei linguaggi dell’Italiá dal nord da un celtico bach, radice che ritroviamo nel greco baktron “ bastone”. Effettivamente esiste una parola bak/-u che grosso modo significa “bastone”, diffusa soprattutto in Lombardiá9, in Romagna10 in Liguria11 e in Piemonte12 .

baku è stato pure rilevato dall’l’A.I.S. 1139 “ bastone del pollaio” al punto 185, Noli; la carta 1213 “ bastone per sminuzzare la cagliata” ha rilevato al punto 133, Vico Canavese la forma bakǘ.

Il FEW 201 baculum stok non ci dice molto al riguardo.

Il REP alla voce bach [bak] m. ‘ palo, bastone; battipalo, riporta ciò che scrive il LEI che vede in * BACCUM ‘bastone’, una forma secondaria di BACŬLUM mentre il DELT, pensa ad un origine dal celtico BACCOS riprendendo il pensiero di Luigi Heilmann13 che ha collaborato con E. Galli 14per il suo dizionario.

Heilmann ha pensato a un gallico *baccos presente nel vecchio irlandese bacc “ baston”. In irlandese moderno15 abbiamo ancora ora bac = ang. barrier, obstacle ; bacainn = stesso senso; bacán = ang. peg ( caviglia in legno, palo, traversa in legno).

Nelle valli * baccos pare non aver lasciato una gran quantità di testimoni ; tuttavia la parola bac [bak] è conosciuta in val Pellice e nell’area di Bagnolo P.te e di Barge dove sono presenti le cave 16 [lusere] di pietra di Luserna. Si tratta di un lungo bastone dove sulla cima è fissato un cuneo di acciaio che serviva per tracciare la pietra. Un lausatiaire teneva il bac in posizione e l’altro batteva con la mazza sul cuneo.

Tra la bassa val Varaita e val Maira [Venascha, Lèma, Vilafalét] abbiamo un derivato da bac, bakalin “ ramo grosso come un dito “.

bachar e esbachar dovrebbero quindi provenire da una antica forma * BAKAR che doveva avere il senso primario di sbarrare, annullare e che in ambiente alpino ha dato origine prima di tutto a baʧar e successivamente a exbaʧar; il deverbale esbach [əzbaʧ], invece di una forma più regolare esbak si avvicina a forme del tipo rawʧ < rawk ( rauco) o roʧ < rok ( roccione) diffuse nelle valli, rifatte sul femminile o sul verbo.

A queste forme possiamo aggiungere il verbo sbaciochè [zbaʧukè], “ sgorbiare, cancellare” presente nel vocabolario di M. Ponza e in base al vocabolario Lou Saber di Bellino bachoc “scarabocchio”; bachouqueaire “chi scarabocchia”; bachouquear “scrabocchiare, sgorbiare“.

baciòch-o [baʧok]“ sgorbio , macchia”e baciucá [baʧuká]“ macchiare o fare troppe correzioni su di una pagina scritta” a Sampeyre.

Una forma presente nella Drome deibachousà [deybaʧuzá] “essuyer un visage malpropre, debarbouiller, surtout les lèvres” potrebbe appartenere a questa famiglia lessicale come bacho “ stretta apertura, fessura” della val Germanasca o di Rochemolles [baśə].

1In Giovane Montagna, Rivista di Vita Alpina, LVI, luglio-settembre 1970

2B. Rosso, I mìou journ/ Ij mè di/ I miei giorni, Edizioni Tecniche, 1998

3Inf. Stefano Martini, Andrea Celauro

4Inf. Matteo Rivoira

5Inf. Enzo Negrin

6 Bruna Rosso/ Dao; bachar ( ciò che è scritto) e esfaçar; dins lo Vocabulari de L’Occitan Alpin Oriental bachar (ciò che è scritto) e esfaçar

7M. dal Corso, l. Borghi Cedrini, Vertuz e altri scritti, l’arma de luy sere esfaza del sio poble (Sermon Luc) pg 99, 1984

8En val Cluzon debattre lā noyza, val Doeira abasuṙa:

9B. Samarani, Vocabolario Cremasco-Italiano,1852: bach = bacchio, batacchio, bastone

Gli Alunni del Seminario, Vocabolario Bresciano e Toscano…,1759: bac = bacchio, batacchio, bastone

bacà= abbacchiare, bacchiare; bacáda = bacchiata, percossa de bacchio

G.B. Melchiori, Vocabolario Bresciano-Italiano,1817: bacà= abbacchiare, bacchiare, battere con bacchio; bacada= percossa di bacchio, batacchiata; bach = bacchio, batacchio,bastone

R. Tognina, Lingua e Cultura della Valle di Poschiavo,1981: bach =fusti verdi e legnosi del tabacco ( la valada de Poschiavo, de parlar lombard, aparten a la Suissa)

10A. Masotti, Vocabolario Romagnolo Italiano, 2000: bac = bastone

11F. Bampi, Nuovo Dizionario Italiano-Genovese Illustrato e Commentato, 2008: bàcco = bastone ( dal lat. baculus); bacâ= bastonata

G.B. Nicolò Besio, Dizionario del Dialetto Savonese, 1980: bàcu= bastone, asta, palo,stanga, sostegno; baccä = bastonata, percossa ( ä secondo l’autore indica il perdurare del suono)

G.Nari, Dizionario del Dialetto di Gorra e Olle, 2000: baccu= bastone; bacä= bastonata

A. Bixio, Dizionario delle Parlate Finalesi, 2000: baccu= bastone; bacô= bastonata

H. Plomteux, I Dialetti della Liguria Orientale Odierna, La Val Graveglia, 1981: baka = bastone lungo; bakā = colpo dato con un bastone; baku = bastone grosso

12 V. Di Sant Albino, Gran Dizionario Piemontese-Italiano, 1859-1981: bach = battipalo

N. Magenta, Dizionario del Dialetto di Novi Ligure, Supplementi al BALI, 1969: baku =bastone; uno dei due aggeggi di legno che servono a stringere l’imboccatura del collare dei cavalli; bak = bastonata

G. Morello, Vocabolario Italiano-Acquese, 2009 : båco = bastone da passeggio e non

Briga (v. bibliografia) bachi ( m.pl.)“ archi del giogo del mulo” ,sing. bak ( inf. R. Moriani)

13Luigi Heilmann, professor de glotologia a l’Universitat de Bolònha (1908-!988)

14E. Galli, Dizionario pavese-italiano, 1965

15Harper Collins, Irish Dictionary, 2015

16Da pare ‘n fieul/ dal pare al filh/ di padre in figlio, quaderni di cultura popolare,Ij Lusatiaire, pg. 26 bach o arsëntiur.

occitan

Un dals majors poetas de las Valadas, Bep Ros dal Jove, nos a laissat un certen numre de poesias esboleiaas dins plusieras publicacions o dins de recuèlh comà I mìou journ, sortit apres sa mort.

Bep Ros a publiat son òbra sobretot ental jornal Coumboscuro; totun una, pareissuá dal 19701 Peno, aviá atirat mon atencion primierament per la lenga anobraa e aprés per una paraula que conoissiuc pas: lo verbe esbachar = it. cancellare, fr. effacer.

La publicacion m’era istaa donaa de el personalment dal temps d’una promenada en val Ges.

En basa a çò que me dizec, son parlar era quel dal valon dal Cant, dins la comuna de Demont.

Aicest verbe l’anobrec dins un’autra poesia: As esbacha lou pes pougnent dal journ2 .

Decò Glaudi Salvanh de Bernés a anobrat lo meseime verbe dins una de sas poesia dal volume L’Autra Armada ”vuelh que totjorn retorne l’uvern abó la neu per esbachar lo borre “ .En basa a de enformators3 que conoisson ben lo parlar de la val d’Estura, aicest verbe semblariá pas conoissut dins cèsta valada dal temps que es present en val Vermenanha:

Limon: sbatsá [zbaʦá] = cancellato/ effacé, rayé

Vernant: ësbachâ [əzbaʧa:] = cancellare/ effacer, rayer

Robilant/ Rocavion: ësbachâ [əzbaʧa:] = cancellare/ effacer, rayer

A Robilant existis decò una paraula esbach [əsbaʧ] “ saetta, pezzo di stoffa obliqua”. Un dals autors dal vocabolari m’a explicat que la se tracta de una lata, anobraa per tenir en quadre lo chassis d’una pòrta; praticament un bòsc dreit, butat de guinch, clavelat de dos caires.

esbachar auriá donca lo sens de tòlre, de anular mercés d’una linha de pluma, al es a dire d’un esbach, aicest viatge pas de bòsc, un escrit e per estencion anular tot çò que un vòl.

La forma esbach es decò presenta en val Pèli, a Rorà4, a Buèbi5 abó lo mesme sens de quel de Robilat. Beleu es decò presenta en d’autri endreits de las Valadas mas per aüra n’avem pas de signalacions.

A Elva avem una forma bachar6 ”cancellare lo scritto sulla lavagna” que la pareis ben vezina a quèla de la val Vermenanha mas sença la parcèla ex que renfòrça lo concepte.

Dins bona part dals lengatges de las Valadas encuèi lo verbe plus anobrat al es l’italianisme kanʧelá < cancellare dogut sobretot a l’escolarizacions dals parlaires. Lo tipe present dins lo textes valdes esfaza7 vezin al francés effacer, al es istat registrat en val San Martin eifasâ ”cassare, cancellare”, en auta val Cluzon efaso: , a Salbertrand ifasâ

Drant tot chal far una concideracion, a mon veiaire emportanta. La li a pluzieras manieras de anular un escrit, de lo chavar de nòstros uèlhs: una ilh es quèla, tot simplament, de tirar, abó un craion, una linha de sus.

En efet l’italian cancellare < lat. cancellāre signifiá ‘ingraticolare’ dal fait que per anular un escrit la se faziá de sobre de signes que semblavan a de cancelli “pòrta faita de latas dreita tenguás encemb de dos, tres potilhons” que bien demandan, per estension semantica, “rastel”, lo rastel de l’òrt.

Mas d’adont venan siè esbachar que bachar ?

Lo Dizionario Etimologico de Ottorino Pianigiani, fai venir la votz italiana bacchio ( pèrtia per far chaere la fruta dals albres > abbacchiare8) dal lat. BÀCULUS a travers la forma contracta BÀCLUS, de una votz *BÀC-US que segond l’autor es diffuzaa dins los lengatges de l’Italiá dal nòrd de un celtic bach, raitz que se retròba dins lo grec baktron “ baston”. En efet existis una paraula bak/-u que vòl dire grosso modo “baston”, difuzaa sobretot en Lombardiá9, en Romanha10 en Liguria11 e en Piemont12 .

baku es istat decò relevat per l’A.I.S. 1139 “ bastone del pollaio” al ponth 185, Noli; la charta 1213 “ bastone per sminuzzare la cagliata” a relevat al ponth 133, Vico Canavese la forma bakǘ.

Lo FEW 201 baculum stok,nos ditz pas gran chausa al regard.

Lo REP a la votz bach [bak] m. ‘ palo, bastone; battipalo, repòrta çò que escriu lo LEI que vei en * BACCUM ‘bastone’, una forma segondaria de BACŬLUM dal temps que lo DELT, pensa a un origina dal celtic BACCOS en reprenend lo pensament de Luigi Heilmann13 qu’a donat sa collaboracion a E. Galli 14per son dissionari.

Heilmann a pensat a un galés *baccos present dil velh irlandés bacc “ baston”. En irlandes moderne15 avem encara aüra bac = ang. barrier, obstacle ; bacainn = meseime sens; bacán = ang. peg ( chavilha, paloc, cleion).

Dins las Valadas * baccos sembla pas aguer laissat una gròssa quantitat de testimònis; totun la paraula bac [bak] es conoissuá en val Pèli e dins l’airal de Banhuèl e de Barge16 adont sion las lausieras [lusere] de peira de Luzerna. La se tracta de un long baston adont sus la cima al es fixat un conh de aciel que serviá per marcar la peira. Un lausatiaire teniá lo bac en posicion e l’autre batiá sul conh abó la maça.

Entre la bassa val Varaita e val Maira [Venascha, Lèma, Vilafalét] avem un derivat de bac, bakalin “ rama de la grossor d’un dèt”

bachar e esbachar deurian donca venir de una anciana forma * BAKAR que duviá aguer lo sens primari de barrar, anular e que en mitan alpenc a donat drant tot baʧar e segondariament a exbaʧar; lo deverbal esbach [əzbaʧ], non pas de una forma plus reguliera esbak s’avezina a de formas comà rawʧ < rawk o roʧ < rok difuzaas dins las Valadas, refaitas sus lo fumel o sul verbe.


A cètas formas poem encara jonher lo verbe sbaciochè [zbaʧukè], “ sgorbiare, cancellare” present dins lo vocabolari de M. Ponza e en basa al vocabolari de Lou Saber de Belins bachoc “scarabocchio”; bachouqueaire “chi scarabocchia”; bachouquear “scrabocchiare, sgorbiare“.

baciòch-o [baʧok]“ sgorbio , macchia”e baciucá [baʧuká]“ macchiare o fare troppe correzioni su di una pagina scritta” a San Peire,

Una forma presenta dins la Droma deibachousà [deybaʧuzá] “essuyer un visage malpropre, debarbouiller, surtout les lèvres” poriá apartenir a cèsta familha lexicala comà bacho “ stretta apertura, fessura” de la val San Martin o de Rochamolas [baśə].


Bibliografia


Comission Internacionala per la Normalizacion Linguística de l’Occitan Alpin, Nòrma Ortogràficas, Chausias Morfològicas e Vocabulari de L’Occitan Alpin Oriental, 2008

A.I.S Atlas Italo- Suisse

A.L.F. Atlas Linguistique de la France

A.L.I. Atlante Linguistico Italiano

A.L.E.P.O Atlante Linguistico Etnografico del Piemonte Occidentale

ALP Atlas Linguistique de la Provence

G.C. Glossarium Circumpadanum

LEI Lessico Etimologico Italiano

FEW Französisches Etymologisches Wörterbuch von Walther v. Wartburg

REP Repertorio Etimologico Piemontese, 2015

Dizionario Etimologico del Dialetto Piemontese di A. Levi, 1927

L. Artusio, P. Audisio, G. Giraudo, E.Macario, Disiounari Ousitan Roubilant-Roucavioun, 2005

L. Alibert, Dictionnaire Occitan-Français, 1977

C. Baccon Bouvet, A l’umbra du cluchī Salbertrand, 1987

G.Bernard, Lou Saber, 1996

B. Conte, Piccolo Dizionario della Lingua Occitana di Celle macra (Selles) Valle Maira, 2002

R.Jourdan/ Adorino Giordano, Lou Vërnantin, 2010

E. Mambretti, R. Bracchi, Dizionario etimologico-etnografico dei Dialetti di Livigno e Trepalle, 2011 DELT

P. Massajoli, R. Moriani, Dizionario della Cultura Brigasca, 1992

F. Mistral, Lou Tresor dóu Felibrige, ed. du 1979

Pey di Lizan (Pietro Dao), Occitano Alpino, 1986

T.G.Pons, A. Genre, Dizionario del Dialetto Occitano della Val Germanasca, 1997

M. Ponza, Vocabolario Piemontese-Italiano, 1859

C.Rabo/ Cima di Crosa, Ricerca di un metodo pratico per comprendere e scrivere facilmente il patuà sampeyrese, 1982

1In Giovane Montagna, Rivista di Vita Alpina, LVI, luglio-settembre 1970

2B. Rosso, I mìou journ/ Ij mè di/ I miei giorni, Edizioni Tecniche, 1998

3Inf. Stefano Martini, Andrea Celauro

4Inf. Matteo Rivoira

5Inf. Enzo Negrin

6 Bruna Rosso/ Dao; bachar ( ciò che è scritto) e esfaçar; dins lo Vocabulari de L’Occitan Alpin Oriental bachar (ciò che è scritto) e esfaçar

7M. dal Corso, l. Borghi Cedrini, Vertuz e altri scritti, l’arma de luy sere esfaza del sio poble (Sermon Luc) pg 99, 1984


8En val Cluzon debattre lā noyza, val Doeira abasuṙa:

9B. Samarani, Vocabolario Cremasco-Italiano,1852: bach = bacchio, batacchio, bastone

Gli Alunni del Seminario, Vocabolario Bresciano e Toscano…,1759: bac = bacchio, batacchio, bastone

bacà= abbacchiare, bacchiare; bacáda = bacchiata, percossa de bacchio

G.B. Melchiori, Vocabolario Bresciano-Italiano,1817: bacà= abbacchiare, bacchiare, battere con bacchio; bacada= percossa di bacchio, batacchiata; bach = bacchio, batacchio,bastone

R. Tognina, Lingua e Cultura della Valle di Poschiavo,1981: bach =fusti verdi e legnosi del tabacco ( la valada de Poschiavo, de parlar lombard, aparten a la Suissa)

10A. Masotti, Vocabolario Romagnolo Italiano, 2000: bac = bastone

11F. Bampi, Nuovo Dizionario Italiano-Genovese Illustrato e Commentato, 2008: bàcco = bastone ( dal lat. baculus); bacâ= bastonata

G.B. Nicolò Besio, Dizionario del Dialetto Savonese, 1980: bàcu= bastone, asta, palo,stanga, sostegno; baccä = bastonata, percossa ( ä secondo l’autore indica il perdurare del suono)

G.Nari, Dizionario del Dialetto di Gorra e Olle, 2000: baccu= bastone; bacä= bastonata

A. Bixio, Dizionario delle Parlate Finalesi, 2000: baccu= bastone; bacô= bastonata

H. Plomteux, I Dialetti della Liguria Orientale Odierna, La Val Graveglia, 1981: baka = bastone lungo; bakā = colpo dato con un bastone; baku = bastone grosso

12 V. Di Sant Albino, Gran Dizionario Piemontese-Italiano, 1859-1981: bach = battipalo

N. Magenta, Dizionario del Dialetto di Novi Ligure, Supplementi al BALI, 1969: baku =bastone; uno dei due aggeggi di legno che servono a stringere l’imboccatura del collare dei cavalli; bak = bastonata

G. Morello, Vocabolario Italiano-Acquese, 2009 : båco = bastone da passeggio e non

Briga (v. bibliografia) bachi ( m.pl.)“ archi del giogo del mulo” ,sing. bak ( inf. R. Moriani)

13Luigi Heilmann, professor de glotologia a l’Universitat de Bolònha (1908-!988)

14E. Galli, Dizionario pavese-italiano, 1965

15Harper Collins, Irish Dictionary, 2015

16Da pare ‘n fieul/ dal pare al filh/ di padre in figlio, quaderni di cultura popolare,Ij Lusatiaire, pg. 26 bach o arsëntiur.


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