Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2017

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Nòvas n.172 Novembre 2017

Cosa dicono in Occitania sulla questione catalana

Que dison en Occitània sus la question catalana

È stato pubblicato il Manifesto di Tolosa in sostegno alla Catalogna.

italiano

Vi diamo qui alcune prese di posizione di organizzazioni occitane sulla questione dell’indipendenza catalana

Il PNO (Partito della Nazione Occitana)

Sostegno al popolo catalano

Il PNO riunito in Consiglio Nazionale a Banhòus de Cèser il 4 novembre 2017 conferma il suo sostegno alla dichiarazione di indipendenza e alla creazione della Repubblica di Catalogna.

Il PNO condanna fermamente le misure repressive prese dal governo e dalla giustizia della monarchia spagnola in completo disprezzo dei diritti dei popoli all’autodeterminazione.

Il PNO esige l’immediata scarcerazione di tutti i prigionieri politici catalani.

Il PNO plaude all’esemplare comportamento pacifico del popolo catalano e occitano aranese.

Il PNO è solidale alle scelte strategiche del presidente catalano Puigdemont e del suo governo.

ANÒC (Assemblea Nazionale Occitana) 

Bollettino d’informazione del 8-11-2017

DEMOCRAZIA CATALANA CONTRO L’IMPERIALISMO SPAGNOLO

Da più d’un mese la Catalogna occupa la prima pagina dell’attualità europea.

Per ricordare, il 1 ottobre scorso abbiamo assistito ad un referendum di autodeterminazione con un vittoria del SI con più del 90%. Il tasso di partecipazione fu importante con il 42% malgrado le misure repressive e violente lanciate da Mariano Rajoy, capo del governo spagnolo, per impedire il referendum: mobilitazione delle forze dell’odine, intimidazione contro i seggi, sequestro del materiale per il voto, confisca di schede elettorali già votate, evacuazione fisica dei cittadini che volevano esprimere pacificamente il voto.

Le reazioni internazionali sono state vergognose: silenzio completo dell’Unione Europea, incoerenza del presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker che deplora la violenza poliziesca ma conferma la fiducia al suo responsabile Mariano Rajoy, sostegno incondizionato dello stato francese al governo spagnolo.

Malgrado l’opposizione di Madrid, il Parlamento catalano il 10 ottobre ha preso con grande sostegno del popolo le seguenti decisioni:

  1. Il presidente Carles Puigdemont ha assunto il mandato del referendum del 1º ottobre che diceva che la Catalogna sarà uno stato indipendente in forma di Repubblica.

  2. Ha confermato la volontà di dialogo sospendendo temporaneamente l’indipendenza.

  3. 72 deputati della maggioranza hanno firmato la Dichiarazione di indipendenza della repubblica Catalana.

Il governo di Rajoy è all’origine della crisi

Il governo di Rajoy si è sempre rifiutato di affrontare i problemi dei catalani e ha portato all’attuale crisi. Il suo partito, il Partit Popular, è dagli anni 2000 all’origine di quella crisi istituzionale. Quel partito di destra fondato da un anziano ministro della dittatura franchista ha applicato una volontà giacobina, ultaconservatrice e ultranazionalista. Cioè:

  • Spagnolizzare la Catalogna e l’occitana Val d’Aran utilizzando il modello di assimilazione violenta francese, col sabotaggio dell’autonomia della Generalità di Catalogna visto che i suoi eletti, a differenza degli eletti occitani dello stato francese, proteggono la loro lingua e cultura.

  • Assicurare la dominazione economica dell’alta borghesia e dell’aristrocrazia madrilena col soffocamento di Barcellona. Questa misura è iniziata da vari anni con l’obiettivo di trasferire la dirigenza delle imprese in Catalogna verso Madrid. Madrid come una Parigi iberica che sottomette le sue province.

  • Rafforzare lo stato centrale e provincializzare le regioni periferiche sul modello francese con regioni amministrative prive della capacità finanziaria e una confusione di poteri e competenze che permette allo stato di controllare tutto nei più piccoli dettagli.

  • Mortificare i catalani, gli occitani della Val d’Aran e i baschi per accrescere il dominio dei castigliani e degli spagnolisti.

  • Appropriarsi delle ricchezze del paese in tutta tranquillità e indebolire le opposizioni democratiche del popolo.

In questa logica, il Tribunale Costituzionale spagnolo (composto da soci del Parti Popular al potere a Madrid e da soci del partito Socialista Operaio Spagnolo, al potere in alternanza, non rispetta l’autonomia della Catalogna intervenendo regolarmente per invalidare le leggi sociali che il suo parlamento adottava: tassa sulle banche; leggi di tutela dei cittadini succubi di ipoteche fraudolente; leggi per garantire alle famiglie povere l’energia elettrica, l’acqua e il gas; tassa per gli alloggi sfitti; politiche di uguaglianza tra uomini e donne; interdizione della corrida; leggi di divieto dell’estrazione di idrocarburi con la tecnica della frammentazione idraulica; imposizione d’una tassa alle società multinazionali di Internet per sostenere la cultura.

I media francesi hanno adottato i discorsi spagnolisti

Fin’ora la maggior parte dei media francesi sulla questione catalana hanno fatto disinformazione presentando gli indipendentisti catalani nelle più subdole maniere, riprendendo tutti gli argomenti dei nazionalisti spagnoli e concedendo prevalentemente la parola ai politici spagnoli, agli pseudo esperti fedeli a Parigi o solamente a spagnoli o catalani contrari all’indipendenza della Catalogna.

Hanno descritto l’elettorato indipendentista catalano come “eterocliti”, “radicalizzati”, “irresponsabili”, “privi di progetto per la società” e sistematicamente “in preda alle divisioni”. Risulta una minoranza minacciosa, con propositi di invasione, fanatica, settaria e legata all’islamismo radicale.

L’indipendentismo catalano è considerato un “veleno” ideologico e contagiosa sorgente di guerra, una “sceneggiata narcisistica” e un “populismo nazionalista” comparabile a “Trump e alla Brexit” e naturalmente con un sostegno popolare minimo.

Per contro viene esaltata ed esagerata la parte anti indipendentista vista l’8 ottobre in manifestazione e presentata come “maggioranza silenziosa” catalana mentre una gran parte dei manifestanti venivano dalla Spagna condotti da bus gratuiti pagati dal Partit Popular spagnolo. Naturalmente la Duchiarazione Unilaterale di Indipendenza viene considerato un “colpo di stato”.

Tale visione partigiana dei media francesi ha raggiunto il parossismo con un articolo del giornale Le Point del 1º novembre che qualificava Mariano Rajoy l’uomo incredibile del quale gli indipendentisti avevano sottovalutato le capacità.

Questa manipolazione dell’informazione ha come obiettivo di legittimare la politica repressiva del governo Rajoy agli occhi dell’opinione pubblica al fine che questa non faccia pressione sulle classi politiche e non esiga un intervento dell’Unione Europea, che continua a considerare la crisi catalana un “affare interno della Spagna”. Tutto ciò malgrado le violazioni operate dalle forze di sicurezza spagnole contro una popolazione civile e pacifica (come denuncia Amnesty International) e che infrange la Carta dei Diritti fondamentali dell’UE e la Convenzione Europea dei Diritti Umani (CEDU).

Tutto ciò aggrava il pericolo, per la nostra democrazia, che tutti i media “nazionali” francesi siano a Parigi e legati ai partiti dei circoli politici parigini. Non vi è diversità d’opinione fra gli intessi politici dello stato francese e quelli economici delle società del mercato straniero.

Il governo spagnolo, con la sua deriva mafiosa, autoritaria e antidemocratica è ben sorretto dai “grandi” del mondo. Siamo tutti in pericolo della privazione delle nostre libertà.

Verso una crescita della repressione del potere madrileno

Rajoy non è riuscito a provocare una radicalizzazione violenta degli indipendentisti per giustificare la repressione solo perchè i catalani hanno uno spirito civile. Tuttavia lunedì 16 ottobre la repressione anticatalana aumentò: vi fu l’arresto preventivo, col pretesto della sedizione, dei liders indipendentisti Jordi Cuixart (presidente di Òmnium) e Jordi Sanchez (presidente di ANC) divenuti di fatto prigionieri politici per delitto d’opinione.

Infine il governo spagnolo perseverò nell’intenzione di applicare l’articolo 155 e di sospendere quindi l’autonomia catalana. Il Primo ministro catalano rispose che avrebbe dato applicazione dell’indipendenza se Madrid fosse ricorsa all’articolo 155 della costituzione.

Ciò avvenne il 27 ottobre 2017 che è divenuto in giorno storico per la Catalogna, il Parlamento catalano proclamò l’indipendenza.

La repressione del governo spagnolo aumentò: destituzione del Governo e Parlamento catalani, convocazione di nuove elezioni in Catalogna per il 21 dicembre, arresto preventivo e abusivo della metà del Governo catalano compreso il capo del ERC (Esquèrra Republicana de Catalonya) raggiungendo così 10 prigionieri politici che rischiano 30 anni di carcere.

Non vi è alcuna garanzia che le elezioni del 21 dicembre siano democratiche visto che Xavier García Albiol, presidente del Partit Popular in Catalogna ha annunciato che la repressione continuerà se gli indipendentisti vinceranno nuovamente. Si pronuncia già per rendere illegali i partiti pro indipendenza catalana.

È vergognoso che il partito socialista all’opposizione a Madrid, l’Unione Europea e lo stato francese si associno ad un procedimento d’ispirazione franchista che nega la democrazia e i diritti umani. Il diritto all’autodeterminazione dei popoli è al di sopra di tutte le leggi o costituzioni statali.

ANÒC, scossa per la situazione in Catalogna e per i legami fraterni e storici tra occitani e catalani, sostiene le decisioni del Governo e del Parlamento catalani ed è convinta che la maggioranza indipendentista riuscirà a portare la Catalogna e la Val d’Aran all’indipendenza, pur con una lotta lunga e feroce.

L’attualità catalana è in evoluzione ogni giorno e la situazione può modificare velocemente e fatti nuovi possono succedere.

MANIFESTO DI TOLOSA

È stato pubblicato il Manifesto di Tolosa in sostegno alla Catalogna. Il manifesto “per la democrazia vista la situazione attuale in Catalogna” chiede a tutti i deputati europei di agire secondo la loro coscienza per difendere i diritti dell’uomo e il diritto all’autodeterminazione dei popoli sancito dalla Costituzione europea.

Questo manifesto è stato pubblicato dopo la manifestazione a Tolosa per la liberazione dei prigionieri politici catalani. Pubblicato su Change.org, il manifesto ha ottenuto più di tre mila adesioni.

Manifeste de Toulouse Pour la Démocratie, au vu de la situation actuelle en Catalogne

Comité Catalogne OC

Au vu de la situation actuelle en Catalogne,

Au vu de la répression violente vécue par le peuple catalan,

Au vu de l’emprisonnement du vice-président et de 7 membres du gouvernement élu(e)s de Catalogne, et de deux personnalités de la société civile,

Au vu de l’interdiction de manifestation pacifique dans toute l’Espagne,

Au vu du mandat d’arrêt international illégal dans le cadre européen lancé à l’encontre d’un président de gouvernement et de ministres élus ayant appliqué leur programme électoral dans le plus grand respect des règles démocratiques,

Au vu de la persécution judiciaire et accusations de délit d’opinion, rébellion et incitation à la haine, infondées à l’encontre des maires catalans, instituteurs, chefs d’entreprises et personnalités de la vie associative,

Au vu du musellement autoritaire des médias et de la perte de liberté de la presse,

Au vu des pressions subies par les entreprises pour que celles-ci ferment leur siège social en Catalogne dans le but de déstabiliser l’économie catalane,

Au vu de l’installation d’un gouvernement non élu à la tête de la Catalogne,

Au vu de l’illégalité des décisions prises par le gouvernement espagnol et du tribunal constitutionnel, 

Nous demandons à chaque député européen d’agir en son âme et conscience pour défendre les droits de l’homme et le droit d’autodétermination des peuples inscrits dans la constitution européenne.

Fait à Toulouse, le 11 novembre 2017

occitan

Donem aicí qualque presa de posicion d’organismes occitans su la question de l’indipendença catalana.

Lo PNO (Partit de la Nacion Occitana)

Sosten al pòble catalan

Lo Partit de la Nacion Occitana acampat en Conselh Nacional a Banhòus de Cèser lo 4 de novembre de 2017 confirma lo seu sosten a la declaracion d’independéncia e a la creacion de la republica de Catalonha.

Lo Partit de la Nacion Occitana condemna fermament las mesuras repressivas presas pel govèrn e la justícia del reiaume d’Espanha al mesprètz del drech dels pòbles a dispausar de se.

Lo Partit de la Nacion Occitana exigís la liberacion sul pic de totes los presonièrs politics catalans.

Lo Partit de de la Nacion Occitana saluda lo comportament pacific exemplar dels pòbles catalan e occitan aranés.

Es solidari de las causidas estrategicas del president Puigdemont e de son govèrn.

 


ANOC (Assemblada Nacionala Occitana)

Bulletin d'informacion del·08.11.2017

Democracia catalana contra imperialisme espanhòu

Dempuish mei d’un mes, Catalonha qu’ocupa la primèra pagina de l’actualitat europèa. Per remembrança, qu’avèm assistit lo 1r d’octòbre passat a un referendum d’autodeterminacion dab ua victòria neta de l’“òc” per mei deu 90%. Lo taus de participacion qu’estoc important dab un 42%, maugrat las mesuras repressivas e violentas lançadas per Mariano Rajoy, lo cap deu govèrn espanhòu, entà empedir lo referendum, mejançant la mobilizacion de las fòrças de l’òrdre: intimidacions contra las personas encargadas deu vòte, sasidas prèvias deu materiau de vòte, confiscacion de las urnas pleas de bulletins pendent lo referendum, evacuacions fisicas deus ciutadans venguts exercir pacificament lo lor dret de vòte. 

Las reaccions internacionalas que son estadas vergonhosas: silenci enshordant de l’Union Europèa, incoeréncia deu president de la Comission Europèa Jean-Claude Juncker qui deplòra la violéncia policièra espanhòla tot en mantienent la sua hisança a Mariano Rajoy qui n’ei responsable, sostien incondicionau de l’estat francés au govèrn espanhòu... 

Maugrat l’oposicion de Madrid, la session deu Parlament catalan, fòrça esperada per lo pòble, s’ei tenguda lo diluns 10 d’octòbre, e que’n resultan los punts seguents:

1. Lo president Carles Puigdemont qu’a assumit lo mandat deu referendum deu 1r d’octòbre en precisant que Catalonha e serà un estat independent en forma de republica.

2. Qu’a ahortit la sua volontat de dialòg en metent en suspens l’efectivitat d’aquera independéncia e en prenent en compte las cridas internacionalas au dialòg.

3. Los 72 deputats de la majoritat qu’an signat la Declaracion d’Independéncia de la Republica Catalana.

 

Lo govèrn Rajoy a l’origina de la crisi

Que’s cau remembrar que Mariano Rajoy a tostemps causit de refusar d’abordar los problèmas deus catalans qui an miat a la crisi actuala. E que s’explica hèra clar: lo son partit qu’ei a l’origina d’aquera crisi institucionala dempuish los ans 2000. Rajoy qu’aplica solament las volontats jacobinas, ultraconservatritz e ultranacionalistas deu son camp politic, lo Partit Popular, un partit de dreta conservatritz fondat per un ancian ministre de la dictatura franquista. Que vòu har las causas seguentas.

  • Castelhanizar Catalonha e Aran en se sarrant deu modèl de l’assimilacion violenta francesa. Aquò que necessita de sabotar l’autonomia de la Generalitat de Catalonha pr’amor que los elegits catalans, au contrari deus elegits occitans de l’estat francés, e protegishen la lor cultura e la lor lenga.

  • Assegurar la dominacion economica de la nauta borgesia e de l’aristocracia madridencas en estofant l’auta megalopòli de l’estat espanhòu: Barcelona. Aquera manòbra qu’a començat dempuish annadas dab divèrsas mesuras destinadas a desplaçar las entrepreses catalanas cap a la region de Madrid. La crisi en Catalonha que l’an utilizada entà accelerar lo movement, dab granas entrepresas catalanas qui an cambiat la lor adreiça fiscala per pression de Madrid. Madrid si que’s veiré coma lo París iberic sometent las suas províncias.

  • Ahortir l’estat centrau e provincializar las regions perifericas suu modèl francés, dab regions administrativas sens capacitat financièra e dab ua mescla deus poders qui permet a l’estat d’ac contrarotlar tot dens los mendres detalhs.

  • Har baishar la cara aus catalans, aus occitans d’Aran e aus bascos entà har retrobar lo sentiment de dominacion aus castelhans e aus espanholistas.

  • Aproprià’s las riquesas deu país en tota tranquillitat e har misèrias a las oposicions democraticas deu pòble.  

Dens aquera logica, lo Tribunau Constitucionau espanhòu (compausat de sòcis deu Partit Popular, lo partit au poder a Madrid, e de sòcis deu Partit Socialista Obrèr Espanhòu, au poder en alternància) non a pas jamei respectat l’autonomia de Catalonha ja qu’es intervengut regularament dens los sons ahars entà invalidar las leis socialas que lo son Parlament avèva adoptadas: taxa sus las bancas, lei de proteccion deus ciutadansabusats per ipotècas fraudulosas, legiferacion entà garentir a las familhas praubas lo lum, l’aiga e lo gas, taxa per cada apartament voide, politica d’egalitat entre òmes e hemnas, interdiccion de la corrida, taxa sus las centralas nuclearas, lei d’interdiccion de la tecnica de fracturacion idraulica utilizada dens l’extraccion deus idrocarburs, imposicion aus provesidors d’Internet d’ua tarifa entà sostiéner la cultura.

Los mèdias francés qu’an adoptat lo discors espanholista

Dinc ara, la màger part deus mèdias francés qu’an hèit desinformacion tocant la situacion en Catalonha, en presentar los independentistas catalans de la sordeish de las manèras, en se recuperant tots los arguments deus nacionalistas espanhòus e en deishant la paraula, en generau, aus politicians espanhòus, aus pseudoexpèrts establits a París o solament a espanhòus e catalans opausats a l’independéncia de Catalonha. 

Atau, l’electorat e la coalicion deus independentistas catalans que son descriuts coma “eteroclits”, “radicalizats”, irresponsables, “sens projècte de societat” e sistematicament “en preda a las divisions”. Sordeish, que son quitament presentats coma ua minoritat menaçosa, envasishenta, fanatica, sectària e ligada a l’islamisme radicau

L’independentisme catalan qu’ei considerat coma ua “pulsion” ideologica contagiosa sorgent de guèrra, ua “ficcion narcissica” e un “populisme nacionalista” comparable a “Trump e [au] Brexit”, e la sua importància dens l’opinion publica catalana qu’ei fòrça minimizada. En fàcia, la deus antiindependentistas qu’ei aumentada e quitament exagerada: qu’ac vesom pendent la manifestacion unionista qui’s debanèc a Barcelona lo 8 d’octòbre passat e qui pretendèva recampar la “majoritat silenciosa” catalana, mentre qu’ua grana part deus manifestants e vienèvan d’Espanha tota dens bus gratuits comandats peu Partit Popular espanhòu. E de segur, la Declaracion Unilaterau d’Independéncia qu’ei considerada coma un còp d’estat

Aquera vision partisana deus mèdias francés qu’a gahat lo son paroxisme dab un article deu jornau Le Point deu 1r de novembre qui qualifica Mariano Rajoy d’òme incresable dont los independentistas aurén sosestimat lo gaubi.  

Vesèm plan qu’aquera manipulacion de l’informacion a per tòca de legitimizar la politica repressiva deu govèrn de Rajoy aus uelhs de l’opinion publica entà qu’aquera non hàcia pas pression sus las classas politicas e que non exigisca pas ua intervencion de l’Union Europèa, qui contunha de considerar la crisi catalana coma un ahar intèrne d’Espanha. Que’s passa atau maugrat las violacions comesas per las fòrças de l’òrdre espanhòlas contra ua populacion civila pacifica: aquò qu’ac denóncia Amnesty International e qu’enfranh la Carta deus Drets Fondamentaus de l’UE e la Convencion Europèa deus Drets Umans (CÈDU).  

Aquò qu’amuisha lo perilh, per la nòsta democracia, que tots los mèdias dits “nacionaus” francés e sian a París e ligats a conglomerats pròches deus cercles politics parisencs. Entre los interès politics de l’estat francés e los interès economics d’entrepresas dependentas d’un mercat estrangèr, la diversitat d’opinion non ei pas ua prioritat, qu’ei clar. Lo govèrn espanhòu, dab la sua deriva mafiosa, autoritària e antidemocratica, b’ei sostengut per los grans d’aqueste mond. Qu’èm tots en perilh de privacion de las nòstas libertats!

 

Devèrs ua accentuacion de la repression deu poder madridenc

 

Rajoy non a pas capitat a provocar ua radicalizacion violenta deus independistas entà justificar la repression pr’amor que los catalans son d’esperit civic. E totun, lo diluns 16 d’octòbre passat, la repression anticatalana qu’anèc mei luenh encara: la justícia espanhòla qu’ordenèc l’arrestacion preventiva, jos pretèxt de “sedicion”, deus lidèrs independentistas Jordi Cuixart (president d’Òmnium) e Jordi Sanchez (president de l’ANC), devenguts de hèit presoèrs politics per delicte d’opinion. Enfin, lo govèrn espanhòu qu’ahortiscoc clarament la sua intencion d’aplicar l’article 155 qui significava la suspension de l’autonomia de Catalonha. Carles Puigdemont que responoc qu’arrestaré la suspencion de la proclamacion d’independéncia se per cas Madrid apliquèsse aqueth article. 

Es çò qui s’ei debanat lo 27 d’octòbre de 2017, qu’ei vengut un dia istoric per Catalonha: lo de la proclamacion de l’independéncia per lo Parlament catalan, en seguida de l’aplicacion deu dit article 155. 

La repression deu govèrn espanhòu qu’ei anada mei creishenta alavetz: destitucion deus membres deu Govèrn e deu Parlament catalans, convocacion a eleccions navèras ditas “autonomicas” per lo 21 de decembre, e dementre, arrestacion preventiva e abusiva de la mitat deu Govèrn catalan dont lo cap deu partit Esquèrra Republicana de Catalonha (ERC), çò qui pòrta a 10 lo nombre de presoèrs politics qui riscan trenta ans d’encarceracion.

Non i a pas guaire d’espèr que las eleccions deu 21 de decembre e sian democraticas, ja que Xavier García Albiol, president deu Partit Popular en Catalonha, a anonciat que la repression e contunharé se per cas los independentistas ganhèssen un aute còp. Tanben que parla ja d’illegalizar los partits favorables a la Republica Catalana.

Qu’ei vergonhable que lo partit socialista de l’oposicion espanhòla, l’Union Europèa e l’estat francés e s’assòcien a un procediment d’inspiracion franquista qui denèga la democracia e los drets umans. Lo dret d’autodeterminacion deus pòbles qu’ei au dessús de totas las leis o constitucions estatalas

Pertocada per la situacion en Catalonha pr’amor deus ligams hrairaus e istorics entre occitans e catalans, l’ANÒC que sostien naturalament e per principi l’accion e las decisions deu Govèrn e deu Parlament catalans, e que demòra convencuda que la majoritat independentista e capitarà a portar Catalonha e Aran cap a l’independéncia, quan la luta e seré longa e ferotja.

L’actualitat catalana evoluciona cada dia. A l’ora qu’escrivèm aquestas linhas, la situacion que pòt cambiar lèu e hèits navèths que’s pòden debanar dementre.


MANIFEST DE TOLOSA

Ven de se publicar lo dich Manifèst de Tolosa, en sosten a Catalonha. Lo manifèst  "per la democracia en vista de la situacion actuala en Catalonha" demanda a cada deputat europèu d'agir en son arma e consciéncia per defendre los dreches de l'òme e lo drech d'autodeterminacion dels pòbles inscriches dins la Constitucion europèa"

L'an publicat en seguida de la manifestacion que la visquèt Tolosa per la liberacion dels presonièrs politics catalans. Publicat sus Change.org, lo manifèst a atench mai de tres mila adesions.


Manifeste de Toulouse Pour la Démocratie, au vu de la situation actuelle en Catalogne

Comité Catalogne OC

Au vu de la situation actuelle en Catalogne,

Au vu de la répression violente vécue par le peuple catalan,

Au vu de l’emprisonnement du vice-président et de 7 membres du gouvernement élu(e)s de Catalogne, et de deux personnalités de la société civile,

Au vu de l’interdiction de manifestation pacifique dans toute l’Espagne,

Au vu du mandat d’arrêt international illégal dans le cadre européen lancé à l’encontre d’un président de gouvernement et de ministres élus ayant appliqué leur programme électoral dans le plus grand respect des règles démocratiques,

Au vu de la persécution judiciaire et accusations de délit d’opinion, rébellion et incitation à la haine, infondées à l’encontre des maires catalans, instituteurs, chefs d’entreprises et personnalités de la vie associative,

Au vu du musellement autoritaire des médias et de la perte de liberté de la presse,

Au vu des pressions subies par les entreprises pour que celles-ci ferment leur siège social en Catalogne dans le but de déstabiliser l’économie catalane,

Au vu de l’installation d’un gouvernement non élu à la tête de la Catalogne,

Au vu de l’illégalité des décisions prises par le gouvernement espagnol et du tribunal constitutionnel, 

Nous demandons à chaque député européen d’agir en son âme et conscience pour défendre les droits de l’homme et le droit d’autodétermination des peuples inscrits dans la constitution européenne.

Fait à Toulouse, le 11 novembre 2017


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