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Si è tenuto ieri il convegno di cui al titolo (promettente: l’occasione per dibattere sui nuovi possibili ordinamenti e governi locali).

Dopo le improvvisate, altalenanti, disordinate, contraddittorie riforme degli ultimi anni poteva essere un’occasione di confronto: così non è stato in questo convegno (che convegno non era ma solo relazioni pro fusioni comuni).

A parte le relazioni più “tecniche” o generiche, il bisturi si è affondato con la relazione di Carlo Daldoss (Assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa della Provincia Autonoma di Trento) e quella di Rita Filippini (Servizio Riordino, Sviluppo istituzionale e territoriale della Regione Emilia-Romagna) che hanno edotto la platea sui risultati delle forsennate e abili opere di fusione operate nei relativi territori.

A parte la riflessione di quanto sia originale che in Trentino la politica per addivenire alle fusioni sia operata da forze autonomiste, nulla è stato dimostrato rispetto ai vantaggi economici delle fusioni fin qui realizzate.

Anche se in Italia è difficile ragionare su cifre concrete e attendibili (non sappiamo ancora dopo anni quanti fossero gli esodati..) un minimo di serietà vorrebbe che non si parlasse a vanvera tacciando chi la pensa diversamente di “campanilismo” ignorando (ignoranza o convenienza di parte?) elementi che, non pesando in termini direttamente economici, non vengono presi in considerazione. Per l’aspetto economico basterebbe leggere la relazione dell’Assessore al bilancio Fabio Federici sul consuntivo del bilancio 2015 del supercomune di Valsamoggia (nato dalla fusione il 1/1/2014 dei comuni di Bazzano, Casello di Serravalle, Crespellano,Monteveglio, Savigno). Occorrerebbe indagare seriamente sulla perdita dei servizi nei comuni “inghiottiti” e di cosa ne pensa la gente “fusa”. Ovviamente sentendo anche le persone “felici” delle avvenute fusioni. A disposizione per chi fosse seriamente interessato a conoscere la reale situazione c’è una voluminosa documentazione.

Tornando al convegno.

Le relazioni non hanno avuto possibilità di contradditorio in quanto il tempo per eventuali interventi dal pubblico è stato, improvvisando, fissato in UN MINUTO. Anche perché doveva parlare, giustamente (ma magari dopo aver sentito anche voci fuori dal coro), l’Assessore Reschigna.....

Il convegno quindi tendeva a convincere il pubblico sulla necessità di fondere i piccoli comuni.

E sorge una domanda: perché? Perché non si è anche parlato delle UNIONI che funzionano?

Perché questa operazione voluta dalla politica nazionale di fondere i comuni a suon di euro ( per il resto i soldi non ci sono e i piccoli comuni anno dopo anno vengono depredati di IRPEF e altre tasse restituendo sempre minori risorse, ormai vicine allo zero)? In Italia i comuni sono ormai meno di 8000 mentre in Francia sono 36.000.

Non sarà che i sindaci dei piccoli comuni di solito non hanno un padrone politico mentre i comuni più grandi sono più manovrabili in quanto legati alla politica?

Il discorso potrebbe scendere nei dettagli ma mi limito a citare una riflessione di Annibale Salsa, galantuomo amante della montagna, antropologo, geografo, past-presidente generale del CAI cui il Comune di Ostana il 25 giugno conferirà la cittadinanza onoraria.

Il concetto di "fusione" implica la eliminazione delle parti (i piccoli Comuni) che andranno a comporre la nuova realta' da fondere. Le singole componenti perdono ogni autonomia e riconoscibilita' anche nel nome che spesso viene sostituito con nomi di fantasia, poco collegati al territorio di riferimento. Una operazione di rimozione della memoria storico-identitaria iniziata con Napoleone e proseguita sotto il fascismo. Non si tratta di evocare anacronistici campanilismi ma di contrastare fenomeni di spaesamento e di perdita del sentimento di appartenenza alla comunita'. 

Nella "unione" si possono realizzare le stesse necessarie economie attraverso la gestione associata dei servizi ma salvaguardando l'autonomia dei singoli comuni sia in termini di riconoscibilita' che di denominazione. Il concetto di "unione" riprende anche filosoficamente quello di "unita' nella diversita", concetto nobile e rispettoso della rappresentanza di tutti.

Di mio sottolineo SOTTO IL FASCISMO.

Giacomo Lombardo (sindaco pro tempore del Comune di Ostana)