Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2016

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Nòvas n.155 Abril 2016

Pont Canavese, incontro tra fiumi e storia

Poun Canaves, encountr fra tourent e storia

di Marta Tondo

Pont Canavese, incontro tra fiumi e storia
italiano

Tra le acque di Orco e Soana, nel punto del loro incontro all'imbocco delle omonime vallate francoprovenzali, sorge Pont Canavese. Paese di fiumi e ponti che hanno attraversato la sua storia tanto da influenzarne l'etimologia: dal celto-ligure Rordilitegna al romano Ad duos pontes fino a giungere all'attuale Pont. Una cittadina che disvela le sue origini e le sue mescidanze culturali. Leggende, popoli, lotte, ribellioni permeano ogni suo anfratto. Struttura urbana medievale di impianto prettamente carolingio narra il passato. I marchesi d'Ivrea, Arduino in primis e i suoi discendenti poi, hanno lasciato le impronte più rilevanti, come l'antica Pieve di Santa Maria, sorta ove un tempo era un luogo di culto precristiano, le torri Ferranda e Tellaria che dominano dall'alto della loro maestosità l'abitato. Ma le influenze culturali si snodano dal Paleolitico e dal Neolitico, a cui risalgono i primi insediamenti, passando per il Cinquecento con il suo borgo, sviluppatosi attorno alla via porticata. Un'aurea ieratica e misteriosa avvolge Santa Maria in Doblazio, pieve costruita nella seconda metà del Quattrocento, matrice delle chiese delle valli Orco e Soana, caratterizzata da due altari frontali che campeggiano alla fine dell'unica navata centrale. Dei sotterranei e un masso coppellato sul Monte Uliveto amplificano questa atmosfera, incorniciata da due campanili: uno circolare, risalente all'XI secolo, in origine torre di avvistamento dei De Doblatio; e un secondo settecentesco, voluto dalla confraternita di San Giovanni Decollato.

Altre chiese dipingono il paesaggio pontese. Quella di San Costanzo, originaria del 1328, eretta sulle fondamenta di una cappella dei San Martino. Parrocchia nel 1879, per il cui ampliamento, l'anno successivo, furono abbattuti i maestosi olmi sotto le cui fronde erano delle panche in pietra dove, secondo gli statuti del 1562, si radunava il consiglio comunale.

E ancora, la chiesa di San Francesco, edificata nel 1594 dalla congregazione di San Francesco, nel luogo in cui anticamente sorgeva un forno. 
Due torri, poi, si innalzano imponenti sull'abitato. Rapsodi di un passato di guerre. Là, su un'altura, si stagliano e cantano quei trecento anni di lotte che hanno interessato il Canavese. Ferranda dei conti di Valperga, accanto ai resti del “Castrum Pontis”, e Tellaria di proprietà dei San Martino, detta anche Castlass, si guardano e sembrano
ancora sfidarsi, memori dei loro nemici. Ora, la Ferranda, dopo il restauro, è sede del “Museo del Territorio”, mentre l'area circostante ospita concerti e spettacoli all'aperto.
Stesso palcoscenico ma sceneggiature diverse ove la storia corre scrivendo nuovi capitoli.

franco-provenzale

A l’incountr dl’aiva dli tourent Orco e Souana, a l’enbouch dle douì val as trova Poun Canaves. Pais ed tourent e pount ca l’an traversà la soua stroria, tan da enflouensane l’etimologia: dal celto-ligure Rordilitegna al rouman Ad duos pontes fin a rivar a lou nom d’ourà: Pount. Na quitiva cità ca moustra le soue ourigin coultourai. Legende, popoui, ribelioun e bataie a permeant touiti i so angoui.La stroutoura dla cità a le medioeval , a impiant carolingio, e a testimonia lou pasà. Li marques d’Ivrea, Ardouin prima d’tuoiti e dopou li so discendent, a l’an lasà trase empouortant, me l’antica Pieve d’Santa Maria, edificà en ten post ed culto precristiano, le tor Ferranda e Tellaria ca dominan da l’aouto dla soua maestousità l’abità. Ma l’inflouense coultourai a partan dal Paleolitico e dal Neolitico, canque ieren i primi insediament. Pasant per lou Cincsent coun lou soun borch, sviloupà d’entourn a la via pourticà. N’aria d’mister a circounda Santa Maria di Doblazio, pieve coustrouia en tla secounda metà dlou Cuatsent, matris dle gezie dle Vai Orco e Souana, caraterizà da duì auter frountai a la fin dl’ounica navà central. Li soutpasage e en roch coppellato en tlou Mount Uliveto amplifican st’atmousfera ischì, encournizà da duì ciuquer: un circoular, risalent al XI secoul, ouriginariament tor d’avistament dli De Doblazio; l’auto dlou Setsent, voulù da la counfraternita ed San Giouan Decollato.

Atre gezie as trovan a Pount. Coula ed San Costanzo, dlou 1328, edificà ensimma a le foundamenta d’na capela ed San Martin. Parrouquial en tlou 1879 e per ampliala, l’an dopou, a resiaroun le grose pientes en te que souta, secont li statout dlou 1562, as tegnia lou counsei coumounal.

E ancor, la grzie ed San Fransesch, edificà en tlou 1594 da la Coungregasioun ed San Fransesch, en tlou post en te que niagio ieret en forn.

Duì tor as ausan enpounente ensimma a le mizoun en ricort den pasà d’gouere. Lasù a dominan e a chantan li terzent an ed bataie pasà en Canaveis. Ferranda dli count ed Valperga, vizin a li rest dlou “Castrum Pontis”, e Tellaria ed prouprietà dli San Martin, dita co Castlass, as beican e smian ancor sfidase, ricounrdant li so nemis. Ourà la Ferranda, dop lou restauro, a le sede dlou “Museo del Territorio”, mentre en tla area circoustant as fan councert e spetacoui.

Midem palcouscenic ma scennegiature diverse en te que la storia a cor scrivent ed nov capitoui.   


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