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Nòvas n.143 Març 2015

Parce qu’ils sont arméniens. Un interessante libro di Pinar Selek pubblicato da Liana Levi

Parce qu’il sont arméniens. Un interessant libre de Pinar Selek publiat da Liana Levi

di Alessandro Michelucci

Parce qu’ils sont arméniens. Un interessante libro di Pinar Selek pubblicato da Liana Levi
italiano

Il centenario del genocidio armeno viene accompagnato da un'intensa attività editoriale italiana e straniera. Se questo era prevedibile, molto meno scontato era invece che numerosi scrittori turchi partecipassero sinceramente a questa commemorazione, rompendo lo stereotipo che li vorrebbe tutti allineati sul negazionismo di Ankara.

Negli anni scorsi il genocidio armeno era stato apertamente denunciato da Orhan Pamuk, Premio Nobel 2006 per la letteratura; da Elif Shafak autrice del romanzo "La bastarda di Istanbul"; dal politologo Taner Akcam, autore del saggio "Nazionalismo turco e genocidio armeno". Ma le loro voci, per quanto autorevoli, erano rimaste voci isolate.

Le cose cambiano radicalmente, invece, se consideriamo anche tanti giornalisti turchi, ignoti in Italia, come Yavuz Baydar, Erkol Özkoray e Dogan Ozgüden, dissidente che vive in Belgio da molti anni.

A loro dobbiamo aggiungere un'altra figura autorevole della cultura turca, la scrittrice Pinar Selek, autrice di Parce qu'ils sont arméniens (Liana Levi, Paris 2015, pp. 96, € 10, ebook € 7,99).

L'autrice racconta quello che ha significato per lei crescere in un paese come la Turchia, affetto da un forte complesso di superiorità nei confronti delle minoranze; dove i nomi armeni sono stati cancellati dalle insegne; dove anche molti movimenti dell'estrema sinistra, che la donna ha conosciuto bene, hanno fatto proprio il negazionismo ufficiale.

Con questa testimonianza toccante e autocritica Pinar Selek denuncia apertamente la violenza verbale e fisica sulla quale è stata edificata la repubblica turca.

Al tempo stesso, auspica che dai fermenti sociali degli ultimi anni possa nascere quel mutamento radicale di cui il paese ha bisogno.

Pinar Selek (Istanbul, 1971), sociologa femmminista, è nota per il suo impegno in difesa delle minoranze di vario tipo (Kurdi, omosessuali, poveri, etc.). Ha scritto vari libri che sono stati pubblicati in Turchia, Francia e Germania. Accusata di aver partecipato a un attentato, è stata condannata e infine assolta. Oggi vive in Francia. Liana Levi ha pubblicato anche il suo romanzo "La maison du Boshphore" (2015).

Per altre informazioni:

www.lianalevi.fr

occitan

Lo centenari del genocidi armèn ven acompanhat da una bòna activitat editoriala italiana e estrangera. Se aquò era da preveire, menc segur era lo fach que nombrós escriveires turcs partecipesson sincerament an aquesta commemoracion, en rompent l’extereotipe que lhi voleria tuchi en linha sal negacionisme d’Ankara.

Dins lhi ans passats lo genocidi armèn era estat clarament denonciat da Orhan Pamuk, Premi Nobel 2006 per la literatura, da Elif Shafak autritz dal romanç “La bastarda di Istambul”, dal politòlog Taner Akcam, autor dal libre “Nacionalisme turc e genocidi armen”. Mas lors vòutz, ben que autorèvolas, eron restaas completament isolaas.

Las causas chambion per còntra en maniera radicala se considerem decò ben de jornalisas turcs, pas coneissuts en Itàlia, come Yavuz Baydar, Erkol Özkoray e Dogan Ozgüden, dissident que viu en Belgica da fòrça ans. A lor devem ajontar un autra figura autorèvola de la cultura turca, l’escriveira Pinar Selek, autritz de “Parce qu’ils sont armeniens” (Liana Levi, Paris 2015 pp. 96 Euro 10, ebook euro 7,99).

L’Autritz cóntia aquò qu’a signifiat per ela crèisser dins un país come la Turquia, enfectat da un fòrt complèxe de superioritat envèrs las minoranças, ente lhi noms armens sono estats bachats da las targas, onte decò diferents moviments de l’extrema manchina, que la frema a ben coneissuts, an fach lor lo negacionisme oficial.

Abo aquesta testimoniança truchanta e autocrítica Pinar Selek denóncia clarament la violença verbala e fisica sua la qual es istaa edifiaa la republica turca.

Al mesme temp, espèra que dai ferments socials di darriers ans pòsche nàisser aquela mutacion radicala de la qual lo país a ben besonh.

Pinar Selek (Instanbul 1971), sociòloga e femenista, es ben conoissua per son empenh en defensa de las minoranças (kurds, omosessuals, paures, ecc.) A escrich ben de libres publiats en Turquia, França, Alemanha. Acusaa d’aver partecipat a un atentat, es estaa condamnaa e a la fins declaraa innocenta. Encuei viu en França. Liana Levi a publiat tambèn son romanç "La maison du Boshphore" (2015).

Per d’autras informacions: www.lianalevi.fr


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