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Nòvas n.136 Junh 2014

Riflessioni in merito al Premio Ostana “Scritture in lingua madre”. Sesta edizione, molto più di un premio

Reflexions sus lo “Premi Ostana: escrituras en lenga maire”. Sesta edicion, ben de mai qu’un Premi

di Valter Giuliano

Riflessioni in merito al Premio Ostana “Scritture in lingua madre”. Sesta edizione, molto più di un premio
italiano

Sesta edizione per il Premio Ostana.

Scritture in lingua madre ” è ormai molto più di un Premio.

Forse bisognerebbe cominciare a chiamarlo con il nome che merita.

Perché i tre giorni di varia umanità e di letteratura che si vivono tra le borgate del piccolo e affascinante comune della Valle Po, noto per le sue architetture in armonia con l’ambiente alpino e per la sua magica visione sul Monviso, sono davvero diventati un’occasione imperdibile.

Merito di una formula, messa a punto dopo la prima edizione affidata al Premio Grinzane, che è risultata vincente non solo per le categorie dei premi (Speciale; Internazionale; Nazionale; Giovani; per la lingua occitana; per la traduzione), quanto per il fatto di aver saputo creare una simbiosi creativa tra il pubblico e gli autori, messi a contatto diretto in una relazione che finisce con l’essere empatica: alla fine, nonostante la brevità della frequentazione si finisce con il sentirsi amici.

E poi le emozioni, scintille che nella cerimonia finale si accendono come d’incanto, proprio per quel che è stato prima. Perché negli scrittori premiati sembra, a quel punto, scattare quasi un naturale moto d’istinto che si fa regalo, un dono di sè che va oltre la scrittura.

Si ricorda un Gavino Ledda alla fisarmonica, emozionato interprete delle canzoni raccolte in Padre padrone, piuttosto che lo scrittore maori Witi Ihimaera (la cui opera ha ispirato il noto film La ragazza delle balene, per intenderci) eseguire una haka, l’ancestrale danza tribale del suo popolo nativo dell’Oceania.

Quest’anno è toccato a Lance David Henson, nativo Cheyenne, una delle grandi voci della letteratura americana contemporanea, cui è andato il Premio internazionale.

Sulle note di Fiume Sand Creek di Fabrizio De Andrè ha regalato a tutti i convenuti una benedizione rituale, attinta dall’ancestrale tradizione del suo popolo per il periodo del solstizio estivo. E mentre il fumo generato dalle erbe sacre bruciate in un improvvisato braciere di carta stagnola veniva diffuso da Lance con il suo strumento fatto di penne del corvo imperiale, una concentrata commozione cominciava a farsi strada tra i partecipanti, per raggiungere il culmine nel momento delle parole a volte appena sussurrate, ma pronunciate con forza, che hanno raccontato l’esperienza di vita di un discendente di una donna uccisa nel massacro di Wuonded Knee.

E poi le sue poesie... Un crescendo emotivo che è stato capace di smuovere la parte più profonda e comunemente intima di ognuno, parlando con il cuore in mano di tradizione e di memoria. L’alchimia si è fatta canto, versi cesellati sui ricordi ancestrali delle sue laceranti perdite, a cominciare da una madre imprigionata e torturata, del suo impegno di attivista per i diritti dei nativi d’America, fino alla scelta del “mestiere” di poeta, passando attraverso l’amorevole cura dei nonni che lo hanno saputo sintonizzare sulle onde delle sue origini identitarie.

Ma la commozione ha allargato le sue onde nel momento in cui il Premio ha ricordato Franco Marchetta, scomparso da pochi giorni, divorato da una malattia tanto improvvisa quanto devastante. A ricordarlo, il video di uno dei suoi ultimi interventi a difesa della “sua” lingua friulana come di tutte le lingue madri; poi il momento di raccoglimento sulle note di Se chanta e infine la testimonianza toccante, delicatamente forte, dei figli Gloria e Gianmaria.

Il Premio Speciale a Marcel Courthiade ci ha ricordato la promessa, mai mantenuta, del Parlamento italiano che al momento della promulgazione della legge 482 si impegnava a occuparsi al più presto possibile della lingua dei Rrom, non territorialmente individuabile. Marcel ci ha fatto capire l’importanza della lingua Rromani e ci ha illustrato l’impegno pluridecennale per la sua salvaguardia, sino alla realizzazione del primo portale in questa lingua minorizzata. Non solo ma è emersa la lunga e singolare storia del popolo Rrom, dalle ricche tradizioni strenuamente difese. Un popolo orgoglioso e fiero della sua alterità, sempre più in difficoltà nel confronto con i modelli di sviluppo più diffusi. Un popolo perseguitato sino ad essere ricompreso nello sterminio scientificamente programmato del nazifascismo, e ancor oggi colpevolmente poco tollerato in vaste parti d’Europa. Conoscerne storia, memoria, cultura e civiltà sarà il modo per apprezzarne il contributo alla diversità culturale e in questo modo accoglierlo con gioia, senza più pregiudizi, nel nuovo progetto europeo dei popoli.

L’importanza del ruolo e della funzione del traduttore è stata ben rappresentata con il premio andato al maltese Anthony “Toni” Aquilina, mentre l’attiva editoria occitana ha visto premiata, quest’anno, la provenzale Danielle Julien, figlia d’arte, narratrice che non trascura l’impegno per la letteratura d’infanzia, seminando così buone tracce di lingua madre nelle terre d’Oc.

Che dire infine del giovane, ma già letterariamente affermato, scrittore romancio Arno Camenisch?

Spesso ci si sofferma sull’importanza del suono delle lingue: le sonorità diventano sintonie - si dice - spesso armonie, che catturano prima ancora del significato delle parole. Ebbene Arno ne ha data dimostrazione pratica. Accompagnando con la mano, quasi fossero i gesti di un direttore d’orchestra, il suono che via via assumevano le parole delle sue composizioni, ha documentato dal vivo che il miracolo di trasferire i suoni dell’oralità nella pagina scritta è possibile. E tutti sono rimasti appesi a quelle note distillate in lingua romancia.

Da questa sommaria cronaca avrete compreso che il Premio Ostana non è affatto un premio letterario qualsiasi.

Intanto perché non ha giurie, ma è a inviti.

Poi perchè va oltre le paludate cerimonie che, in ogni caso, segnano quasi sempre un profondo distacco tra pubblico e premiati.

Si è, una volta di più, apprezzata la ricchezza delle lingue madri non solo per la loro capacità di esprimere i sentimenti profondi delle popolazioni che le parlano, ma anche per la penetrante commozione che sanno destare.

Nelle giornate del Premio ci sono parole e abbracci spontanei, commozioni e lacrime vere, e non soltanto in chi è tra il pubblico.

Ci si sente un tutt’uno nell’atmosfera che piano piano si crea - senza artificio alcuno, nè tantomeno forzature - tra passeggiate con gli autori, cene con baraonde poetiche e canti condivisi, possibilità di contatti e scambio di idee fuori da ogni convenzione e ritualità...

Si rispetta, a Ostana, per il Premio come nella vita quotidiana della comunità, il principio dell’autenticità, del desiderio di conoscere e di conoscersi.

Una sfida che ha la pretesa di diventare modello almeno per i nostri territori montani, che il senso di comunità e di mutuo soccorso lo hanno nel Dna.

Non si diventa ricchi, materialmente, con il Premio: una croce occitana d’oro e una scultura in vetrofusione dell’artista Silvio Vigliaturo, che ha intrappolato nel vetro l’aucelon dell’inno Occitano “Sa Chanta” insieme alla croce d’Occitania.

Per tutto questo, per le suggestioni uniche che il Premio Ostana sa dare, si sta già pensando a qualche novità per le prossime edizioni.

Sì, perché davvero “Scritture in lingua madre” è ormai molto più di un Premio...

occitan

Sesta edicion per lo Premi Ostana.

Escrituras en lenga maire” es aüra ben mai d’un Premi. Magara es necessari començar e lo sonar abo lo nom que merita.

De fach lhi tres jorns de vària umanitat e de literatura que se vivon entre las ruaas de la pichòta e jòlia comuna de la Val Pò, conoissua per son arquitectura en armonia abo l’ambient que l’entorna e per la màgica vision sal Vísol es da bòn devengua un’ocasion da ren perdre.

Merit d’una formulacion, ideaa après la premiera edicion organizaa dal Premi Grinzane, que es resultaa ganhanta pas solament per las categorias di premi (Especial, Internacional, Nacional, Joves, per la lenga occitana, per la traduccion), mas decò per aver sabut crear una simbiòsi creativa entre lo públic e lhi autors, butat en contacte dirèct dins una relacion que finís per èsser empàtica: en bònna sostança, mesme se la frequentacion es pas lònja, se finís per se sentir en amistat.

E après las emocions, esbelues que dins la cerimònia finala s’aviscon coma d’enchant, pròpi mercès an aquò que s’es passat derant. Dins lhi escriveires premiats, semelha que e un certen moment escate esquasi un natural moviment d’istint que se fai don,e que vai al delai de l’escritura.

Én enavisa Gavino Ledda que sòna l’armònic, emocionat a enterpretar las chançons recuelhias dal Paire padron, o l’escriveire maori Witi Ihimaera (son òbra a inspirat lo ben conoissut film La ragazza delle balene, per s’entendre) eseguir una haka, l’ancestrala dança tribala de son pòple natiu de l’Oceània.

Aquest’an a tochat a Lance David Henson, natiu Cheyenne, una de las vòutz mai grandas de la nòva literatura americana d’encuei, al qual es anat lo Premi Internacional.

Sus las nòtas de Fiume Sand Creek de Frabrizio de Andrè a fach don a tuchi lhi convenguts d’una benediccion rituala, que arriba da la vielha tradiccion de son pòple, liaa al solstici estiu. Dal temp que, dins un emprovisat brasier de carta estanhòla, montava al cel la tuba de las erbas sacras espantiaa da Lance abo lo siu instrument fach de plumas de corbas emperial, una granda commocion entre lhi partecipants se fasia sentir, per arribar mai auta al moment des paraulas besbelhaaa mas fòrtas, que contiavon l’experiença de vita d’un discendent d’una frema tuaa dins lo massacre de Wuonded Knee.

E après las sias poesias…Un creissent emotiu qu’es estat bòn d’esmòure la partia mai pregonda dedins chascun de nosautri, en parlant abo lo còr en man de tradicion e de momòria. L’alquimia s’es facha chant, de vèrs a recòrd d’aquò qu’es estat perdut, a començar da una maire empreisonaa e torturaa, dal siu empenh d’activista per lhi drechs di natius d’Amèrica, fins a la chausia dal “mestier” de poeta, en pasant a travèrs l’amorevol ensenhament di reires que l’an sabut sintonizar sus la ondas de las sias oríginas identitàrias.

Mas la commocion a eslarjat sas alas ental moment ente lo Premi a enavisat Franco Marchetta, mancat gaire jorns derant, dovorat da una mal tan emprovís que marit. A enavisa-lo, lo video d’un di si darriers entervents a defensa de “sa” lenga friulana e de totas las lengas maires; après lo moment de intimitat sus las nòtas de Se Chanta e enfin la testimoniança fórta e delicaa di filh Gloria e Gianmaria.

Lo Premi Especial a Marcel Courthiade nos a enavisaa la promessa, mai mantengua, dal Parlament italian que al moment de la promulgacion de la lei 482 s’empenhava a s’ocupar lo mai lest possible de la lenga di Rrom espanteats en Itàlia. Marcel nos a fach comprene l’emprtança de la lenga Rromani e nos a dich de l’empenh de sa vida per la sia sauvagàrdia, fins a la realizacion dal premier portal dins aquela lenga minorizaa. En aquel moment es salhia fòra la lonja e singulara istòria dal pòple rrom e de sas richas tradiccions que defenduas abo las dents. Un pòple orgulhós e fier de son alteritat, de mai en mai en dificultat respèct a lhi modèls d’esvilup d’encuei. Un pòple perseguitat fins a èsser comprés dins l’estermini scientificament programat dal nazifascisme, e encà encuei colpevolment gaire acceptat en ben d’airal d’Euròpa. Ne’n conóisser l’istòria, la memòria, la cultura e la civiliszcion es la bòna maniera per l’aculhir, s’aprochar a una cultura diferenta e se librar di pregiudici dins lo nòu projècte europeu entre lhi pòples.

L’emportança dal ròtle e de la foncion dal traductor es estaa ben rapresentaa abo lo premi donat al maltés Anthony “Toni” Aquilina, mentre que la via activitat literaria occitana a vist premiaa aquest’an, la provençala Danielle Julien, filha d’art, contaira que trascura pas l’empenh per la literatura de l’enfància, en semenant bònas traças de lenga maire dins la tèrra d’Oc.

Que dir enfin dal jove, mas dejà literariament afermat, escriveire romanch Arno Camenisch? Sovent én parla de l’emportança dal sòn de las lengas: lo sòn devén sintonia - se ditz - sovent armonias que te prenon encà derant de la sens de las paraulas.E ben, Arno nos n’a donat la dimostracion pràctica. En acompanhant abo la man, esquasi foguesson lhi gests d’un director d’orquestra, e abo las paraulas de las sias compausicions que se fan sòn, a documentat dal viu que lo miracle de tranferir lhi sòns de l’oralitat dins la pagina escricha es possible. E tuchi son restats penduts a n’aquelas nòtas dichas en lenga romancha.

D’aquest pichòt conth rendut auretz comprés que lo Premi Ostana es pas un Premi literari qual se vuelhe. Derant de tot per lo fach que a pas una juria ma es a envit. Après perque vai al de lai de las enfraunhantas cerimònias que, en tuchi lhi cas, marcon totjorn un fòrt destach entre lo públic e lhi premiats.

Encara un bòt de mai, s’es apreciat la riquessa de las lengas maire pas sonque per lor capacitat de exprímer lhi sentiments mai prefonds de las populacions que las parlon, mas decò per lor capacitat de te truchar l’anma.

Dins la jornada dal Premi la lhi a de paraulas, d’embraçaments francs, de commocion e de veras grimas, e pas masque en qui es entre lo públic.

Tuchi se senton un tot un dins l’atmosfèra que plan planet se vai crear –sensa degun artifici e forçadura- entre passejadas abo lhi autors, baraondas poeticas e chants collectius, possibilitat de contact e eschambi d’ideas al defòra de que se sie convencion e ritualitat…

Se respecta, a Ostana, per lo Premi coma dins la vita de tuchi lhi jorns de la comunitat, lo principi de l’autenticitat, de la vuelha de conóisser e de se far conóisser.

Una esfida que a la pretencion de devenir modèl almenc per lhi nòstri territòri de montanha, que lo sens de la comunitat e de s’ajuar l’an dins lo Dna.

Es pas un Premi que te fasse ric materialment: una crotz occitana en òr e una escultura en veire fondut de l’artista Silvio Vigliaturo, que a engabiat dins lo vedre l’aucelon de l’imne occitan “Se Chanta” ensem a la crotz occitana.

Per tot aquò, per las suggestion únicas que lo Premi Ostana sa donar, s’ista já pensant a qualquas nòvas per las edicions venentas.

Òc, per da bòn “Escrituras en lenga maire” es ben de mai qu’un Premi….




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