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Nòvas n.134 Abril 2014

Apnea infinita? Qualche piccolo esempio di azioni positive
Da Alpes all’Umbria

Un’apnea infinia? Qualque pichòt exèmple d’accion positivas
Da Alpes a l’Úmbria

di Giacomo Lombardo

Apnea infinita? Qualche piccolo esempio di azioni positive  Da Alpes all’Umbria
italiano

Sono anni che gli italiani sono in una situazione di apnea: non della respirazione, ma della partecipazione attiva alla politica. Brevi sussulti, il più delle volte purtroppo a livello estremistico, e poi di nuovo sotto..

Negli infiniti talk-show televisivi gli stessi personaggi da decine d’anni: politici che vivono di politica e della propria immagine (plurimilionari ormai, che sovente passano da un partito all’altro, da una sconfitta all’altra ma che sempre risorgono, sovente incappati in incidenti giudiziari …) e giornalisti, a volte superstipendiati, con medesimi fini; più o meno compiacenti nei confronti degli interessi e dei venti che soffiano in quel momento.

Giornalisti che continuano a intervistare personaggi che dovrebbero essere ritenuti impresentabili se la dignità loro, ma anche di molti spettatori (che “ricevono” e trangugiano tutto senza far passare nulla attraverso la selezione che dovrebbe essere imposta dal proprio cervello) non permettesse ciò, in modo acritico. Personaggi che hanno portato l’Italia a questo disastro e che continuano a sputar sentenze come se fossero vissuti in un altro mondo e non fossero stati parte della generazione dello stesso. Non saranno le loro parole e le loro promesse che rimetteranno l’Italia sui binari dello sviluppo e della nuova occupazione. Una rete, che raggruppa anche altri potentati, esiziale per il Paese Italia.

Ad un imbonitore ne succede un altro: proposte e programmi che il perverso intreccio di interessi, personali o di categoria, di egoismo, non lascerà passare. Ma intanto si tengono le posizioni e il tempo passa (con relativo incasso delle ricche prebende che le funzioni giustificano: ovviamente più per livello normativo che per i risultati). Chi, negli organismi pubblici, ha stipendi di molto superiori a Obama, naturalmente non accetterà riduzioni di remunerazione e impugnerà i provvedimenti, ove si concretino, perché non vorrà mollare un euro di questi soldi “rubati”.

Nessuna funzione e nessuna capacità manageriale può giustificare questi eccessi retributivi!

Ovviamente questi non intervengono per dare efficienza (qui si ci sarebbero i risparmi..) agli enti da loro diretti dove sovente la qualità del “lavoro” si avvicina pericolosamente allo zero. E’ dimostrato che più gli organismi pubblici sono grandi più sono inefficienti. Vengano a vedere i ritmi di lavoro nei nostri piccoli comuni!

Il Paese è incagliato da forze antagoniste che si contrappongono; non solo i partiti, ma anche i sindacati e le lobbies dalla vista corta posizionata sugli interessi delle proprie parti. E ancora: associazioni di categoria con le visuali che arrivano appena oltre il naso, incuranti del bene comune, e complicità vendute per quattro denari, istituzioni pubbliche come l’esercito dove ci sono più graduati che soldati con fior di generali strapagati: e via amaramente elencando!

Veti contrapposti che solo un potere forte, in una situazione di forte condivisione, riuscirebbe a demolire.

Renzi ci riuscirà, aldilà della demagogia preelettorale che ricorda altri personaggi che oltre alle parole non hanno realizzato nulla? Ultima spiaggia e ultima diga al peggioramento della situazione economica e al disordine che ne potrebbe derivare a causa anche di una degenerazione generale del senso di giustizia, dei valori civili, della solidarietà, del valore del lavoro (da fare bene qualsiasi esso sia)che coinvolge buona parte del Paese: elementi negativi che hanno origini ben precise.

Due per tutti: a) l’avvento di programmi televisivi che hanno portato tra la gente disvalori e un immaginario collettivo dove conta solo chi ha successo personale (veline e calciatori), non importa di che livello morale, e alla ricchezza materiale che dà onnipotenza e potere; b) una classe politica ormai priva, in larga parte, di quel sentimento che voleva la costruzione di una società giusta e solidale ( con la conseguente caduta dei valori che hanno alimentato, a sinistra, ma anche a destra, la politica, fino all’avvento del craxismo e derivati).

Il Paese Italia ha perso la bussola: tutti contro tutti (a volte anche per finta, in un gioco di ruoli) penalizzando i più deboli, cioè quelli che non hanno armi per difendersi e che vengono immolati sull’altare della demagogia. Basterà Papa Francesco a far da argine? Basterà rileggere Pericle?

E il paese affonda perché sparando al gatto non si uccide la tigre. Ma è più comodo e facile e …..meno pericoloso ……

La dimostrazione di questa situazione di governo di squilibrio(non solo politico in senso stretto) è dimostrato, in Piemonte, dalla mancata presenza nel Consiglio Regionale di un rappresentante della Montagna. Vale per il passato e varrà per le imminenti elezioni. Destra e sinistra porteranno in Regione i soliti noti che non sono sicuramente espressione della Montagna. Il quartiere di Santa Rita (Torino) poteva contare nella passata tornata di quattro rappresentanti nel Consiglio Regionale. La Montagna (600-700.000 voti) nessuno! Così sarà il prossimo 25 maggio. Bell’esempio di democrazia …. e di rappresentanza del territorio.

Ovviamente questa situazione è estendibile a tutta l’Italia ma forse la gente comincia a muoversi e ad uscire dall’apnea. In Piemonte si è ideato il simbolo ALPES per le liste comunali. Un simbolo puramente culturale è stato proposto a tutti i candidati della montagna per raccogliere le Amministrazioni che vorranno portare avanti in comune i loro problemi e dare un segnale al mondo politico. Un programma base (in parte derivato dalla carta di Chivasso) nel quale chi vuole si riconosce.

La proposta ha raccolto l’adesione degli amministratori più sensibili e che maggiormente riflettono sulla debolezza della montagna, non solo piemontese, perché anche comuni montani della Lombardia useranno ALPES in una versione più generica e adatta a loro. Segnali verso la POLITICA?

Un fatto curioso è successo in Umbria.

I sindaci di 5 comuni (tutti di liste di sinistra) hanno cercato, con un’operazione che ha avuto l’appoggio della Giunta Regionale Umbra che ha accorciato i tempi per addivenire ad un referendum, di fondere 5 “piccoli” comuni (Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone di Orvieto e Parrano, poco meno di 9.000 abitanti in tutto,alcuni distanti anche 30 km.) contro il volere della maggior parte della gente che ha fondato un agguerrito comitato per il NO. Dopo una campagna referendaria molto accesa, questi sono stati i risultati (hanno votato il 66,75 % degli aventi diritto):

Fabro 901 Sì – 501 No
Ficulle 668 No – 272 Sì
Monteleone 512 No – 402 Sì
Montegabbione 412 No – 296 Sì
Parrano 200 Sì – 90 No

Ha vinto quindi il NO

Da notare che ha vinto il si nel comune più grande dove sarebbero stati concentrati il municipio e parecchie attività di servizio.

Alle serate finali per il SI erano presenti, tra gli altri, molti “pezzi da 90”: la Presidente della Giunta Regionale Catiuscia Marini (PD), il segretario provinciale PD Carlo Emanuele Trappolino e regionale Stefano Bonaccini, Eros Brega ( Presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria, PD), la Vice Presidente (e senatrice)della Regione Umbria Ada Spadoni Urbani (Forza Italia), l’onorevole Lucio Barani (Forza Italia), consiglieri regionali PD e Forza Italia, qualche grillino. Al contrario, chissà perché, le serate del NO non hanno ottenuto la partecipazione di politici di rilievo. Solo SEL ha portato solidarietà al NO.

Un’ammucchiata sospetta che la gente ha bloccato. Un segnale per l’arroganza della classe politica che tutto decide in “riservata sede”?

Segnali che la POLITICA “ non pare raccogliere, non ricordandosi delle brioches di Maria Antonietta……!

Nella sua relazione a Renzi il commissario Cottarelli, per risparmiare (la musica è sempre quella..), propone di fondere i comuni sotto i 5000 abitanti e di eliminare le Comunità Montane (già fatto ma lui non se n’è accorto ….): ovviamente si dimentica di dire dei problemi creati dal Comune di Roma (ma anche da altri grandi comuni) che accumula 100 milioni di debito al mese … e da in affitto decine di migliaia di alloggi a prezzi scandalosi. Lui guarda a Davide e trascura Golia.

Così funziona e così i problemi non vengono risolti! E io pago … anche Cottarelli.

Poveri noi e povero Paese!

occitan

Fai d’ans que lhi italians sons dins una situacion d’apnea: ren de la respiracion, mas de la partecipacion activa a la política. De brèus tressauts, lo mai di bòts malaürosament a livèl estremístic, e puei tornamai dessot...

Dins lhi infinits talk-show televisius lhi mesmes personatges depuei de desenas d’ans: de polítics que vivon de política e de lor image (d’aüra enlai de plurimilionaris, que sovent passon da un partit a l’autre, da una desfacha a l’autra, mas que se revíscolon totjorn, bèla se tombats en d’incidents judiciaris...) e de jornalistas, de bòts sobrestipendiats, embe las mesmas miras: mai o menc complasents devèrs lhi interès e lhi vents que soflon en aquel moment.

De jornalistas que contúnion a entrevistar de personatges que deurion èsser considerats impresentables se la lor dinhitat, mas tanben aquela de tanti espectators ( que “recebon” o avalon tot sensa far passar ren a travèrs la seleccion que deuria èsser empausaa da lor cervèl) permetesse pas aquò, d’un biais acrític. De personatges qu’n portat l’Itàlia an aqueste desastre e ue contúnion a escupir sentenças coma se foguesson viscuts d’in un autre mond e foguesson pas estats part de la generacion dal mesme. Serèn pas lor paraulas e lors pormessas que rebutarèn l’Itàlia sus la dralha dal desvolopament e de la nòva ocupacion. Un malhum que regropa decò d’auts potentats, nefast per lo país Itàlia.

A un embonitor ne’n succed un autre: de propòstas e de programas que lo pervèrs entreçament d’interès, personals o de categoria, d’egoisme, laissarè pas passar. Mas entrementier se tenon de posicions e lo temp passa (embe lo relatiu encais di rics estipendis que justíficon las foncions: clarament mai per livèl normatiu que per lhi resultats). Qui, dins lhi organismes públics, a d’estipendi ben mai superior a Obama, naturalament acceptarè pas de reduccions de paga e empunharè de provediments, ente devenen concrets, perque volerè pas molar un euro d’aquesti sòuds “raubats”.

Deguna foncion e deguna capacitat manageriala pòl justificar aquesti eccès retributius!

Clarament aquesti intervenon pas per donar d’eficença (aquí lhi auria de resparmis...) a lhi organismes que dirijon, ente sovent la qualitat dal “trabalh” s’apròcha perilhosament a lo zèro. Es demostrat que mai lhi organismes públics son grands, mai son ineficients. Venen veire lhi ritmes de trabalh de nòstras pichòtas comunas!

Lo País es encalhat da de fòrças antagonistas que s’opauson: ren masque de partits, mas tanben de sindacats e de lobbies da a vista corta, plaçaa sus lhi interès de sas parts. E encara: d’associacions de categorias embe las visualas qu’arribon tot just al nas, incurantas dal ben comun, e de complicitats venduas per quatre sòuds, d’intitucions públicas coma l’armada ente lhi mai de gradats que de soldats embe de flors de generals sobrepagats... e anant parelh!

De vets opausats que masque un poder fort, dins un’associacion de fòrtt partatge, arribaria a demolir.

Renzi lhi arribarè, al delai de la demagogia pre-electorala que rementa d’autri personatges qu’al delai de las paraulas an pas ren realizat? Darriera plaja e darriera diga al pejorament de la situacion econòmica e al desòrdre que ne’n poleria derivar decò a causa d’una degeneracion generala dal sens de justícia, des valors civilas, de la solidarietat, de la valor dal trabalh (da far ben qual que se sie) que ímplica una bòna part dal País: d’elements negatius qu’an d’originas ben precisas.

Dui per tuchi: a) l’avent de programas televisius qu’an menat entre la gent de disvalors e un imaginari collectiu ente compta masque qui a de succés personal (velinas e cauçadors), empòrta pas de qual livèl moral, e a la richessa materiala que dona onnipotença e poder;

b) una classa política desenant priva, en larja part, d’aquel sentiment que volia la construccion d’una societat justa e solidala (embe la consequenta chaüta des valors qu’an alimentat, a manchina, mas bèla a drecha, la política fins a l’avent dal craxisme e derivats).

Lo país Itàlia a perdut la bússola: tuchi còntra tuchi (de bòts bèla per finta, dins un juec de ròtles) en penalizant lhi pus debles, o ben aquilhi qu’an pas d’armas per se defénder e que venon immolats sus l’altar de la demagogia. Bastarè Papa Francèsc a far da restanca? Bastarè tornar léser Péricle?

E lo país esfonza perque en tirant al chat se maça pas la tigra. Mas es pus comòde de bèl far e... menc perilhós...

La demostracion d’aquesta situacion de govèrn de desquilibri(ren masque polític en sens estrech) es demostrat, en Piemont, da la mancaa presença dal Conselh Regional da un representant de la Montanha. Val per lo passat e valerè per las eleccions imminentas. Drecha e manchina menarèn en Region lhi mesmes conoissuts, que son pas segurament un’expression de la Montanha. Lo quartier de Santa Rita (Turin) polia comptar dins la tornada passaa de quatre representants dal Conselh Regional. La Montanha (600-700.000 vots) degun! Parelh serè lo 25 de mai que ven. Bèl exemple de democracia... e de representança dal territòri.

Clarament aquesta situacion es estendibla a tota l’Itàlia, mas benlèu la leng comença a se bojar e a sortir da l’apnea. En Piemont s’es ideat lo símbol Alpes per las listas comunalas. Un símbol purament cultural es estat propausat a tuchi lhi candidats de la montanha per reculhir las administacions que volerèn portar anant en comuna lors problèmas e donar un senhal al mond polític. Un programa basa (en part derivat da la Carta de Quivàs) dins lo qual qui vòl se reconois.

La propòsta a reculhit l’adesion d’administrators mai sensibles e que refleècton majorment sus la deblessa e la montanha, ren masque piemontesa, perque decò de comunas de montanha de la Lombardia adobrarèn Alpes dins una version mai estratégica e adapta a lor. De senhals vèrs la Política?

Un fach curiós es capitat en Úmbria.

Lhi séndic de 5 comunas (tuchi en de listas de manchina) an cerchat, embe un’operacion qu’a agut l’apui de la Jonta Comunala Úmbra que’a escorchat lhi temps per arribar a un referendum, de fónder 5 “pichòtas” comunas (Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone di Orvieto e Parrano, en tot pauc menc de 9.000 abitants, qualqu’uns luenhs bèla 30 km) còntra lo voler de la major part de la gent qu’a fondat un aguerrit comitat per lo No. Après una campanha referendària pro enflamaa, aquesti son estats lhi resultats (an votat lo 66,75% de lhi avents drechs):

Fabro 901 Sì – 501 No
Ficulle 668 No – 272 Sí
Monteleone 512 No – 402 Sí
Montegabbione 412 No – 296 Sí
Parrano 200 Sí – 90 No

Donc a ganhat lo No.

Da notar que a gagnat lo Sí dins la comuna pus granda ente serion estats concentrats la maison de la comuna e un baron d’activitats de servicis.

A las seradas finalas per lo Sí eron presents, entre lhi autri, un baron de “tòcs da 90”: la presidenta de la Jonta Comunala Bonaccini, Eros Brega (president dal Conselh Regional de l’Úmbria, PD), la vice-presidenta (e senatritz) de la Region Úmbria Ada Spadoni Urbani (Forza Italia), l’onorévol Lucio Barani (Forza Italia), de conselhiers regionals PD e Forza Italia, qualqu’un dal M5S. Al contrari, vai saber perwué, las seradas dal No an pas obtengut la partecipacion de polítics de relièu. Masque SEL a portat de sosten al No.

Un abaronaa suspècta que a gent a blocat. Un senhal per l’arrogança de la classa política que decida tot en “luec reservat”)

De senhals que la política “pareis pas aculhir, sensa se sovenir de las brioches de Maria Antonieta…)

Dins sa relacion Renzi lo comissari Cottarelli, per resparmiar (la música es sempre aquela…),

propausa de fónder las comunas dessot lhi 5000 abitants e d’eliminar las Comunitats Montanas (já fach, mas el se’n es pas apercebut…): ben segur se desmentia de dir di problèmas creats da la Comuna de Roma (mas decò d’autras grandas comunas) qu’acomola 100 milions dal débit al mes… e dona en afít de desenas de miliers d’alotjaments a de prètz escandalós. El gacha a David e trascura Golia.

Foncona parelh e parelh lhi problèmas venon pas resolvuts! E mi pago…decò Cottarelli.

Paures nosautri e paure País!


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