Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2014

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Nòvas n.131 Genoier 2014

Il sardo una lingua normale

Lo sard una lenga normala.

Il Presidente Cappellacci: occorre riportare il sardo alla quotidianità

Il sardo una lingua normale
italiano

"In questi anni è stato segnato un solco molto profondo per la politica linguistica che deve appartenere a tutti i sardi e non a una sola parte politica. La lingua sarda fa parte della nostra identità e deve essere tutelata perché è una lingua normale. Noi vogliamo e dobbiamo riportare il sardo nella quotidianità. Dobbiamo parlare e scrivere in sardo per far diventare la nostra lingua motivo di distinzione culturale rispetto alla globalità. Perché le lingue minoritarie si salvano dal rischio estinzione solo se vengono considerate normali". Così ha detto il presidente Cappellacci a Castelsardo il 10 gennaio in occasione dell’ottava Conferenza Regionale della cultura e della lingua sarda.

"In questi anni - ha proseguito - ho sentito numerose considerazioni sul "sardo", sulla limba. Prese di posizione sulla limba sarda comune, considerazioni sulle parlate - anch'esse lingue, delle diverse zone della Sardegna. 
Credo che l'interrogativo principale sia, ancora oggi, cos'è la Limba? Serve ancora parlarla? 
Si tratta di un argomento del quale mi è capitato di discuterne in famiglia con i miei figli, che si pongono il problema proprio perché la percezione della lingua sarda è ancora legata ad una visione arcaica della lingua stessa, circoscritta esclusivamente ai temi della cultura e dell’identità.
In realtà la risposta su cosa sia lingua sarda è arrivata anche dalla recente campagna di comunicazione promossa dalla Regione sui media: il sardo è una lingua normale. Che può essere utilizzata in qualsiasi contesto del nostro quotidiano: in ufficio, in banca, al mercato quando si fa la spesa." 
"La stessa Regione - ha continuato il Presidente della Giunta - ha più volte scritto al Governo utilizzando il sardo, perché questa lingua è rappresentativa per la nostra isola, per la nostra identità. Io ne sono fortemente convinto! .
E in questi anni abbiamo fatto crescere la politica linguistica e tutelato gli operatori di questo settore. 
Ora ci impegniamo a un ulteriore passo avanti della questione della lingua regionale. E’ necessario che diventi una competenza di serie A . Deve diventare una competenza riconosciuta e legittimata, di livello presidenziale per gli aspetti sociali, istituzionali e giuridici, non relegata al solo ambito culturale. Si garantiranno investimenti in linea con gli ultimi anni a scuola, uffici linguistici, media e attività artistiche che useranno la lingua. 
La questione linguistica della Sardegna è importante e strategica per alcune considerazioni. 
E’ intimamente legata all’identità del popolo sardo e alla questione autonomistica istituzionale. 
E’ una risorsa economica perché gli ambienti e le società multilingue (anche con lingue regionali) sono sempre quelli più avanzati nei quali germogliano le imprese più dinamiche e l’innovazione più produttiva. Come ad esempio accade in Catalogna. 
L’uso contemporaneo delle lingue regionali, della lingua statale e di quelle di grande comunicazione (inglese, ad esempio) produce vantaggi cognitivi nell’educazione dei bambini, come testimoniano numerosi studi. 
Ufficializzare e dare dignità alla lingua sarda consente alle produzioni culturali e popolari autoctone di uscire dal ghetto della subcultura e del folclore per entrare a testa alta nel salotto della cultura mainstream. 
A questo fine ci impegniamo perché nei prossimi anni di governo siano realizzati i seguenti punti, che sono il naturale completamento di una politica linguistica condotta in questi primi 5 anni di governo regionale: 
- Mantenere, all’interno del bilancio regionale, gli stanziamenti in favore della politica linguistica e dei piani triennali su livelli pari a quelli degli ultimi anni; 
- Presentare una proposta di modifica costituzionale dello Statuto Speciale e legge regionale per realizzare la co-ufficialità della lingua sarda con l’italiano e la gestione regionale delle politiche scolastiche e universitarie di intervento; 
- Gestire la questione della lingua regionale agganciandola a quella dell’inglese e della realizzazione di una reale società sarda internazionale e multilingue; 
- Perfezionare, ufficializzare e diffondere lo standard di riferimento della lingua sarda scritta a tutti i livelli, in assenza del quale nessuna politica linguistica sarebbe efficace e reale, senza però limitare l’uso delle parlate locali: ciascuno deve poter utilizzare il proprio sardo; 
- Potenziare le strutture regionali che si occupano delle politiche linguistiche con rimodulazione di risorse a favore della creazione di nuove direzioni nell’Istruzione e presso la Presidenza della Giunta. 
- Creare una fondazione/istituzione regionale che si occupi di ricerca scientifica e definizione delle strategie operative della politica linguistica in collaborazione con atenei internazionali; 
- Stanziare risorse operative con pari dignità, nei rispettivi territori, a favore delle altre lingue presenti in Sardegna: catalano di Alghero, turritano, gallurese e tabarchino. 
- Potenziare e stabilizzare l’operatività delle reti degli operatori linguistici e degli uffici della lingua sarda che saranno gestiti direttamente dalla Regione in collaborazione con gli enti locali. 
- Valorizzare le attività artistiche tradizionali che fanno uso della lingua sarda con la messa a disposizione di risorse pari almeno a quelle degli ultimi anni per associazioni di canto e per la musica regionale in limba in genere; 
- Intervenire sulla diffusione del sardo nei mass media con sostegno a riviste, radio, web e televisioni che usino la lingua sarda in maniera esclusiva o preponderante. 
- Sostenere l’insegnamento del sardo nell'orario curricolare e sostenere la formazione degli insegnanti. 
- Istituire un albo degli insegnanti di lingua e implementare i piani triennali della lingua previsti dalla legge 26/97. 
Per l'assessore Sergio Milia l'impegno della Giunta è stato massimo visto che "anche grazie all'aiuto del consiglio regionale, gli stanziamenti riservati alle politiche linguistiche sono aumentati del 300 per cento.

Consideranzione redazionale: anni luce separano i ragionamenti del Consiglio Regionale sardo a quelli del Consiglio Regionale del Piemonte. La Regione Piemonte non ha mai fatto una legge attuativa della L. 482/99 “Norme a tutela delle minoranze linguistiche storiche”, cosìcchè all’interno della Regione le minoranze linguistiche occitane, francoprovenzale, francese e walser non trovano un loro spazio e sono sempre più emarginate.

occitan

Lo president Cappellacci: chal reportar lo sarde dedins la quotidianitat

Ente aquesti ans es estaa marcaa una reaa ben fonza per per la política linguística que deu apartenir a tuchi lhi sards e ren a una soleta part política. La lenga sarda fai part de nòstra identitat e deu èsser tutelaa perque es una lenga normala. Nosautri volem e devem reportar lo sard dedins la quotidianitat. Devem parlar e escriure en sard per far devenir nòstra lenga motiu de distincion culturala a l'esgard de la globalitat. Perque las lengas minoritàrias se salvon dal risc d'extincion masque se venon consideraas normalas”. Parelh a dich lo presdent Cappellacci a Castelsardo lo 10 de genoier en ocasion de la uechena conferença regionala de la cultura e de lenga sarda.

Ente aquesti ans – a continuat – ai sentit un baron de consideracions sus lo sard, sus “sa limba”. Presas de posicion sus la lenga sarda comuna, consideracions sus las parladas – decò elas de lengas, dins las divèrsas zònas de la Sardenha.

Creo que la question premiera sie, encara encuei, çò qu'es la Limba? Sièrv encara parlar-la?

Se tracta d'un argument dpnt mes capitat de ne'n discúter embe en familha embe mi filhs, que se pauson lo problèma justament perque la precepcion de la lenga sarda es encara liaa a una vision arcàïca de la lenga mesma, circonscricha exclusivament ai tèmas de la cultura e de l'identitat.

En realitat la responsa sus çò que sie la lenga sarda es arribaa tanben da la recenta campanha de comunicacion promogua da la Region sardenha sus lhi mèdias: lo sard es una lenga normala. Que pòl èsser emplegaa en qual se sie contèxt de nòstre quotidian: en ofici, en banca, al marchat quora se fai l'espesa”.

La mesma Region – a continuat lo president de la jonta – a escrich mai d'un bòt al govèrn en adobrant lo sard, perque aquesta lenga es representativa per nòstra isla, per nòstra identitat. Ne'n siu profondament convinçut!.

E ente aquesti ans avem afortit la politica linguística e tutetal lhi operators d'aqueste sector. Aüra nos empenhem a far un autre pas anant dins la question de la lenga regionala. Chal que devene una competença de premiera categoria, reconoissua e legitimaa, de livèl presidencial per lhi aspècts socials, institucionals e jurídics, ren relegaa a al solet ambient cultural. Serèn garantits d'investiments en linha embe lhi darriers ans a l'escòla, lhi oficis linguístics, lhi mèdias e d'activitats artísticas qu'emplegarèn la lenga.

La question linguística de la sardenha es importanta e estratègica per d'unas consideracions: Es liaa intimament a l'identitat dal pòple sard e a la question autonomística institucionala. Es una econòmica perque lhi ambients e las societats multilíngües (mesme aquelas regionalas) son totjorn aquilhi pus avançats ente bruelhon las empresas pus dinàmicas e l'innovacion mai productiva. Coma la se passa per exèmple en Catalonha.

L'usatge contemporàneu de las lengas regionalas, de lenga estatala e d'aquelas de granda comunicion (coma l'anglés, per exèmple), produi de vantatges cognitius dins l'educacion di filhets, coma testimònion de nombrós estudis.


Oficializar e donar de dinhitat a la lenga sarda consent a las produccions culturalas e popularas autòctonas de sortir dal ghetto de la sub-cultura e dal folklòr per intrar a tèsta auta dins lo salòt de la cultura majora.

Pr'aquò nos empenhem perque enti venents ans de govern sien realizats lhi ponchs seguents , que son lo natural completament d'una política linguística menaa ente aquesti premiers 5 ans de govern regiuonal:

  • Mantenir, al dedins sal bilanç regional , lhi estanciaments en favor de la política linguística e di plans triennals sus de livèls pariers an aquilhi di darriers ans;

  • -Presentar una propòsta de modífica constitucionala de l'estatut especial ede la lei regionala per realizar la co-oficialitat de la lenga sarda embe l'italian e la gestion des políticas escolàsticas e universitàrias d'intervent;

  • - Gestir la question de la lenga regionala en l'estachant an aquela de l'anglés e de la realizacion d'una reala societat sarda internacionala e multilíngüe;

  • Perfeccionar, oficializar e difónder lo standard de referiment de la lenga sarda escricha a tuchi lhi livèls, sença la quala deguna política linguística seria eficaça e reala, sença totun limitar l'usatge des parladas localas: chascun deu poler adobrar son sard;

  • Potenciar e estabilizar las estructuras regionalas que s'ocupon des polítics linguísticas embe una remodulacion des ressorsas a favor de la creacion de nòvas direccions dins l'intruccion e a la presidença de la jonta.

  • Crear una fondacion/institucion regionala que s'ocupe de la recèrcha scientífica e la definicion desd estrategias operativas de la política linguística embe d'atenèus internaciunals ;

  • Estanciar de ressorsas operativas embe para dignitat, enti respectius territòris, a favor des autras lengas presentas en Sardenha: catalan d'Alguèr, turritan, gallurés e tabarquin.

  • Potenciar e estabilizar l'operativitat de las rets de lhi operators linguístics e de lhi oficis de la lenga sarda que serèn gestits directament da la region en collaboracion embe lhi ents locals.

  • Valorizar las activitats artísticas tradicionalas que fan usatge de la lenga sarda en butant a disposicion de ressorsas almenc parieras an aquelas di darriers ans per d'associacions de chant e en general la música regionala en lenga;

  • Intervenir sus la difusion dal sard enti mèdias embe lo sostenh a revistas, radio, web, e television qu'empleguen la lenga sarda en maniera esclusiva o preponderanta.

  • -Sostenir l'ensenhament dal sard dins l'orari curricular e sostenir la formacion di ensenhants.

  • Instituïr un albo de lhi ensenhants de lenga e implementar lhi plans triennals de la lenga prevists da la lei 26/97.

Per l'assessor Sergio Milia l'empenh de la jonta es estat màxim, dal moment que l'ajut dal conselh regional, lhi estanciaments reservats a las políticas linguísticas son aumentats dal 300%.

Consideracion redacionala: d'ans lutz separon lhi rasonaments dal conselh regional sard an aquilhi dal conselh regional dal Piemont. La Region Piemont a jamai fach una lei actuativa de la L.482/99 “ Nòrmas a tutèla des minoranças linguísticas istòricas”, parelh que dedins la Region las minoranças linguísticas occitana, francoprovençala, francesa e walser tròbon pas un lor espaci e son sempre pus emarginaas.


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