Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2013

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Nòvas n.120 Genoier 2013

Vini e Mirtilli biologici dell'Azienda Galliano

Vins e aises biològics di fraires Galliano

di Esteve Anghilante

Vini e Mirtilli biologici dell'Azienda Galliano
italiano Siamo alla terza puntata di quella che oramai considero la mia piccola rubrica personale.
È giunto quindi il momento di chiarire meglio le intenzioni dei miei articoli,; non voglio infatti che possano sembrare delle semplici pubblicità fatte su misura per qualche azienda (magari dietro omaggiato compenso). Se ho deciso di parlare del miele di Giuseppe Barovero, dei formaggi dei fratelli Donadio o dei vini dell'azienda Galliano, tema di quest'articolo, è perché le aziende e i prodotti di cui parlo sono quelli che io, con la mia famiglia aquistiamo e consumiamo abitualmente.
La nostra filosofia di vita e di acquisto può essere qui riassunta in due punti:
1_tra la produzione e il consumo meno chilometri e meno passaggi di mano ci sono e meglio è (questo contempla la produzione in proprio quando possibile)
2_la qualità fa bene alla gola e alla salute ; se ci si abitua al gusto inteso di un pomodoro ben maturo, o di una pesca della vigna, è difficile trovare un qualche piacere nel mangiare i pomodori fuori stagione del supermarket. Questa qualità, quando non cresce nel proprio giardino, può costare un po' più cara, ma ne vale sicuramente la pena.
Noi ci consideriamo fortunati, nel raggio di pochi chilometri (ne ho percorsi al massimo 3 per ogni intervista) sono molte le aziende che soddisfano le nostre esigenze di consumatori attenti all'acquisto di prodotti biologici e sani, una produzione legata al territorio,
Lo scopo della mia rubrica è di far conoscere queste persone, le loro piccole aziende che ho incontrato (o che incontro abitualmente con la mia spesa settimanale), i loro metodi di lavoro, i loro prodotti, il loro legame con il territorio e indagare su cosa fanno le istituzioni, o possono fare, per incentivare e organizzare queste realtà locali.
Oggi voglio parlarvi di vino e di frutta fresca: vi racconterò dei fratelli Galliano e della loro “Azienda Biologica Galliano” che si occupa della coltivazione di mirtilli per il consumo fresco e della produzione di vini di alta qualità.
Quanche anno fa ad una cena per il mio compleanno (a “La Chabro Chanto”, il ristorante di Marta e Giogio che sono anche due esperti caseificatori di formaggi caprini - Frazione Podio a San Damiano Macra) ci venne servito un vino che non avevo mai visto: un Nebiolius dell'Azienda Galliano, un vino corposo e fruttato. “Questo è proprio un buon vino” fu il mio commento quella prima volta. Guardando poi la bottiglia ho scoperto la sua origine: Morra San Giovanni, Busca.”Non è possibile!” pensai “sono a 500 metri da casa nostra”.
Allora sono andato a conoscere i fratelli Galliano e a comprare il loro vino. Questo è successo tre anni fa e ancora oggi, due o tre volte all'anno perché non sono un gran bevitore, vado a comperare le mie buone bottiglie di Nerone, di Nebiolius, di Brunetta Antica, di Quagliano, di Rombo (un vino bianco molto profumato) o di Rosato.
I fratelli Renato e Silvano Galliano sono due giovani agricoltori lungimiranti. All'inizio degli anni Novanta hanno ereditato l'azienda agricola di famiglia, che contava una ventina di capi di bestiame, e hanno deciso investire nell'agricoltura e di puntare sulla qualità del biologico nella produzione di mirtilli e di vino.
La scelta di un'agricoltura biologica era forse in quegli anni ancora anacronistico, non c'era ancora una vera certificazione o un mercato di riferimento già sviluppato, ma la loro è stata una scelta dettata da convinzioni personali tesa a valorizzare le caratteristiche di un terreno pietroso e collinare, dove la parsimonia d'acqua e l'isolamento da fonti di inquinamento garantiscono un prodotto più sano e gustoso, certamente a scapito della quantità ma a favore delle proprietà organolettiche. E questa scelta a pagato, oggi l'azienda Galliano vive dei suoi prodotti e continua a garantire una certificazione biologica per ognuno di essi.
Nella lunga e interessante intervista che trovate a fondo pagina si comprende bene l'attenzione con cui i fratelli Galliano si occupano di tutta la filiera di produzione, a partire dalla selezione delle varietà coltivate. Accanto a quelle più conosciute come la barbera si utilizzano quelle che storicamente meglio si adattano a queste colline, come ad esempio le uve locali di quagliano o del chatus; oppure si conservano alcune varietà di mirtilli che producono frutti anche più gustosi, più ricchi di sostanze nutritive benefiche ma anche tardivi e quindi esclusi dai grandi mercati d'esportazione che si orientano invece sulla quantità, sulla trasportabilità ecc., come ci spiega bene Silvano nell'intervista.
Dai lavori di potatura, alla raccolta a mano, dallla fermentazione, alla pigiatura, fino all'invecchiamento in botti di rovere: ogni fase della produzione del vino è eseguita e gestita a livello famigliare, così come per tutte le fasi che riguardano la coltivazione dei mirtilli. Con i loro guadagni hanno reinvestito nell'azienda, ampliando i locali, innovando i processi produttivi e ristrutturando la cantina che oggi offre lo spazio e la disponibilità per corsi di degustazione e giornate di didattica per scuole e turisti.
Ma come dice bene Renato a fine intervista “se si voglio passare molte ore nei campi per curare il prodotto, e in più si hanno cinque figli in due, il tempo a disposizione non permette di fare tutto al massimo” e con questo penso voglia dire che senza un sostegno è difficile per dei piccoli produttori assolvere appieno anche all'ultima fase del processo produttivo, la pubblicizzazione. Anche i fratelli Galliano come altri intervistati sentono la mancanza di una politica di sviluppo del territorio coerente e di lungo respiro capace di incentivare, organizzare, promuovere un turismo e una economia nuova. Queste zone collinari sono spesso sconosciute, se non per i funghi in alcuni periodi dell'anno, ma hanno molto da offrire. Da quando abito qui ho scoperto un reticolo di sentieri che attraverso i boschi di castagni, di ciliegi, di roverella e betulle collegavano tutte le borgate sperdute o i casolari, oggi abbandonati, isolati e immersi nel verde. Tra il recupero di queste colline, dei terreni, dei sentieri, dei boschi e la promozione dei prodotti locali, del turismo, del patrimonio artistico si dorebbe creare, da parte delle istituzioni e non solo, una sinergia di intenti. In questi luoghi è possibile offrire luoghi di relax, di sport, di cultura, di didattica, di ristorazione. I fratelli Galliano sono andati in questa direzione, nella direzione di una economia sostenibile e radicata sul territorio, credo anche io che sia la scelta giusta.
Vi invito come al solito a verificare di persona quello che dico andando sul loro sito www.gallianobio.it o andandoli a trovare alla Morra San Giovanni di Busca; vi consiglio in particolare il periodo giugno – agosto in cui ogni giorno si può fare scorta di mirtilli biologici freschi, per fare marmellate, succhi e quant'altro.
Buon appetito.
occitan Son já tres mes qu'escrivo aquesta mia pichòta rubrica personala e es arribat lo moment d'esclarzir mielh las mias intencions perqué volerio ren far semelhar tot aquò una simpla publicitat. Se ai chausit de contiar: dal mèl de Giuseppe Barovero, di formatges di fraires Donadio o di vins de l'Azienda Galliano, tema d'aqueste article, es perqué aquestas aziendas e lhi lors produchs son lhi mesmes que mi, ambe ma familha, achatèm e mingèm chasque jorns.
Nòstra filosofia de vita, e de despensa, es simpla e se pòl explicar ambe dui ponchs:
1_entre la produccion e la consumacion, mens de quilomètre e mens de passatges de man la lhi a e mielh es (la causa melhor es totjorn la produccions personala)
2_la qualitat fai ben a la gola e a la santat, se un es acostumat al gust d'una tomàtica maüra, o d'un pèrsi d'la vinha, te pòs ren far plaser una tomàtica fòra estajon dal supermarket. Aquesta qualitat, quand creis ren dins ton òrt, pòl costar de mai, mas son de sòuds ben espenduts.
Nosautri siem fortunats, dedins pas gaire de quilomètres (al màxim tres per chasque intervista) la lhi a un baron de produccions localas, biològicas e liaas al territòri.
Ma volontat es de far conóisser aquestas personas, lors pichòtas empresas, lors metòdes de trabalh, lors produchs, lor liam ambe lo territòri e de comprene aquò que las istitucions fan, o pòlon far, per donar sosten e organizacion a totas aquestas realtas localas.
Encuei vos parlarei de vin e de frucha; vos contiarèi di fraires Galliano e de lor “Azienda Biologica Galliano” que fai d'aises e de vin d'auta qualitat.
La fai na mans d'ans que, per una cina de bòn aniversari, siem anats a la Chabro Chanto al Puèi de Sant Damian, da lhi amis Marta e Giorgio (que fan tamben un famós formatge de chabra), e nos an fach tastar un vin jamai vist: un Nebiolius de l'Azienda Galliano, un vin robust e perfumat. “Aquest'aicí es pròpri un bòn vin” es estaa mon premier pensier. Beicant mielh la botelha ai comprés son orígina: La Mora Sant Joan de Buscha. “es pas possible!” me siu dich “es a 500 mètres de ma maison”.
Donc siu anaa a conóisser lhi fraires Galliano e ai achatat lor vin. Tot aquó s'es passat fai tres ans e encara encuei, dui o tres bòts l'an (siu pas un grand beveire) vau pilhar mas bònas botelhas de Nerone, de Nebiolius, de Brunetta Antica, de Quagliano, de Rombo (un vin blanc fortement perfumat) o de Rosato.
Lhi fraires Galliano son dui joves agricultors qu'an beicat luenh. Al començament de lhi ans Novanta an arditat l'empresa de familha, que contiava una vintena de bèstias, e an chausit d'investir sus l'agricultura e de ponchar sus la qualitat del biològic per la produccion d'aises e de vin.
La chausia d'un metòde biològic era dins aquilhi ans fòra dal temp, la lhi avia pas encara una certificacion reala o un marchat precís per aquesti produchs, mas lor chausia es estaa facha per de convincions personalas que vòlon valorizar las particularitats d'aqueste territòri, fach de colinas peirosas que, sensa tanta aiga e sensa deguna contaminacion, donon de fruchs mai sans e mai bòns; segurament ne pòlon pas venir de barons per chasque planta, coma dins la plana, mas chasque fruch garda totas sas proprietats organolècticas. Aquesta chausia a pagat, encuei i fraires Galliano vivon di lors produchs e garantisson totjorn una certificacion biològica.
Dins la lònja e interessanta entrevista que lor ai fach, e que trobaretz sal fons, se comprén ben tota l'atencion que lhi dui fraires adòbron dins totas las operacions de trabalh, a començar da la chausia de las varietats. Dapè an aquelas mai conoissuas, coma la barbera, s'adòbron aquelas istòricas coma lo qüalhan o lo shatus; o ben se vòlon gardar de varietats d'aises ambe de fruchs mai bòns, mai rics de sostanças benèficas mas tardius e per aquò fòra dal gròs marchat d'exportacion que preferís la quantitat e la pontualitat, coma explica ben Silvano dins l'entrevista.
Tuchi lhi trabalhs per la produccion dal vin son fachs en familha: poar, culhir, la fermentacion, l'envielhament en cibres de rore; e lo mesme se pòl dir per lhi aises. Ambe lhi souds ganhats an continuat a creire dins lor empresa amodernant l'estructura que encuei pòl decò ospitar de cors de degustacion o d'activitat didàctica per escòlas e toristas.
Mas coma m'a dich Renato dins l'entrevista: “se vòs passar tant de temp dins lhi champs a gardar la tèrra, e as decò 5 mainats tra filhs e nebots, lo temp basta jamai per far pròpri ben tuchi lhi trabalhs”; aquò, second mi, per dir que sensa un sosten es complicat per las pichòtas aziendas d'arribar a se far conóisser e se desvelopar. Decò lhi fraires Galliano, coma d'autres qu'ai entrevistat senton la mancança d'una política de desvelopament dal territòri clara e coerenta, capabla de sostenir, organizar, crear un novèl torisme, una novèla economia. Aquesti territòris de colina son ren conoissuts, gavat lhi periòdes di bolèts, mas la lhi a un baron de causas a veire. Da quora vivo aicí ai descubèrt una ranhaa de viòls que passon dins lhi bòscs de chastanhiers, de rores, de cerieiseras, de beulas e arribon a las ruaas, a las meiras abandonaas. Entre lo fach de gardar aquestas colinas, las tèrras, lhi viòls, lhi bòscs e la promocion de l'economia locala, del torisme, del patrimòni artístic, se deveria unir tuchi lhi esforç per crear un novèl modèl de desvelopament, da part de las institucions e pas solament. En aquesti luecs se pòlon passar de jorns de relax, d'espòrt, de cultura, de didactica, de bòna cusina. Lhi Galliano son anats en aquesta direccion, la direccion d'una economia sostenibla e ambe de fòrtas raïtz, e mi siu d'acordi ambe lor.
Vos laisso lor adreça internet per lhi conóisser mielhwww.gallianobio.it mas vos conselho decò d'anar a lhi trobar de persona a La Mora Sant Joan de Buscha, sobretot dins lo periòde junh-avost, lo moment de lhi aises biològics e frescs.
Bòn Apetit.

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