Nòvas d’Occitània    Nòvas d'Occitània 2013

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Nòvas n.120 Genoier 2013

Un Manifesto occitanista
Raccolta sottoscrizioni, confronti e dibattiti in Occitania Grande

Un Manifest occitanista
Culhia de signaturas, confronts e discussions en Occitània Granda

di Dario Anghilante

Un Manifesto occitanistaRaccolta sottoscrizioni, confronti e dibattiti in Occitania Grande
italiano

Negli ultimi mesi, nell’Occitania d’oltralpe (l’Occitania Grande) è stato concordato e redatto un “Manifesto Occitanista che raccoglie sottoscrizioni in internet (www.manifeste-occitaniste.com) (340 persone al 17/1/2013) e viene dibattuto in incontri popolari.

Che cosa è? La premessa è questa: “Questo testo è un manifesto. Non è propriamente un programma politico, anche se ne segue un elenco di proposte. Ha per scopo di riunire donne e uomini attorno al concetto di occitanismo, culturale o politico. Il suo obiettivo è di evidenziare le idee principali che caratterizzano l’occitanismo”.

Il contenuto del manifesto è suddiviso in vari capitoli che qui riassumiamo:

  • Definizione di cosa significa “occitanismo”: Partendo dalla specificità dei territori occitani, ma con una visione allo Stato (francese), all’Europa e al mondo, l’occitanismo è la ricerca di soluzioni a problemi culturali, sociali, economici ed ecologici.

  • L’uniformizzazione impoverisce: La diversità delle culture, voluta e praticata, è il miglior rimedio contro l’intolleranza. L’uniformizzazione non è ineluttabile, ma è il risultato di una scelta politica e il prodotto d’una concezione inegualitaria delle culture, dei popoli e degli individui.

  • Il territorio occitano: Problemi di: urbanizzazione, sfruttamento fondiario, degrado ambientale, eteogeneità di popolazione e fenomeni di immigrazione, crescita demografica e invecchiamento della popolazione autoctona, ruolo della lingua e cultura occitane nel processo di integrazione, le vie di comunicazione.

  • Decentralizzare per democratizzare: L’avvenire di un territorio dipende dal modo in cui si esercita la democrazia; il centralismo francese limita l’esercizio della democrazia ed è un elemento di blocco per lo sviluppo durabile sul piano economico, sociale, culturale e linguistico. Il potere delle collettività territoriali è determinante per il futuro; il federalismo delle regioni, a livello statale ed europeo, è il mezzo per trovare le soluzioni ai grandi problemi attuali (energia, riscaldamento climatico, acqua, protezione della biodiversità, qualità del territorio...) sia nei diversi territori che a livello continentale.

  • La diversità per la democrazia: La diversità delle lingue e delle culture è necessaria allo sviluppo umano, e la sua difesa è necessaria per la costruzione d’un mondo equilibrato. Ogni lingua e cultura sono patrimonio dell’umanità. La questione della lingua è una questione politica perchè dipende dagli strumenti di democrazia di cui si dispone.

  • Sviluppo equilibrato dei territori: La lingua non sopravvive in un deserto economico, sociale ed ecologico; “vivere e lavorare al paese”. La sola vocazione turistica non è accettabile e neppure l’essere rivolti solo verso Parigi; necessità di collegamenti Est-Ovest nel territorio occitano.

  • Un’altra crescita: Non è accettabile l’idea d’una regolazione dell’economia soltanto da parte dei mercati; ormai è chiaro che è finito il vecchio modello di sviluppo e il nuovo si deve costruire non su “più produzione e consumo” ma sul concetto di “migliore”, sulla qualità della vita

  • Decentralizzare l’informazione: Con la centralizzazione mediatica il centro impone alla periferia i valori e le soluzioni. I territori periferici non esistono più se non possono partecipare all’immaginario collettivo e alla riflessione sul domani.

  • Diversità biologica e culturale: Sono intimamente legate. La preservazione degli spazi vitali per l’umanità, gli animali e i vegetali non può essere dissociata dalle questioni culturali e linguisiche; il modo in cui gli uomini hanno modellato il paesaggio e creato gli equilibri è un elemento culturale.

Tenuto conto di questi elementi, l’occitanismo deve organizzarsi in quanto forza di proposizione politica. Deve considerare che la gestione della cosa pubblica è affare di tutti e non solo delle organizzazioni riconosciute legittime dal centro. Pertanto considera necessaria l’esistenza di forze politiche facenti riferimento all’occitanismo e operanti unite o convergenti sui principi annunciati in questo manifesto alfine di suscitare un dibattito pubblico nel territorio occitano.

Gli obiettivi programmatici sono:

  • Cambiare uno Stato iper centralizzato che lo rende inefficace e inegualitario.

  • Siamo per un potere delegato alle regioni. Un potere regionale largo per una Repubblica federale in un’Europa federale.

  • Potere reale e collaborazione tra le regioni occitane nei campi linguistico e culturale che le unisce, ma altresì nell’educazione, salute, energia, impiego, trasporti, agricoltura, acque, protezione della biodiversità, turismo ...

  • Creazione di una Assemblea delle Regioni al posto dell’attuale Senato.

  • Estensione del potere del Parlamento europeo con la creazione di un governo europeo.

  • Creazione d’una seconda assemblea europea che rappresenti le regioni.

  • Le regioni devono gestire direttamente il credito europeo.

  • Si devono sopprimere i dipartimenti.

  • Adottare il sistema proporzionale nelle elezioni di ogni livello per garantire la parità uomo/donna.

  • Revisione dello statuto degli eletti e limitazione del cumulo dei mandati: 1 eletto/a – 1 mandato.

  • Revisione completa del sistema fiscale: 60% alle colletività locali, 30% allo Stato, 10% all’Europa.

  • Ratifica della Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie; revisione dell’Art. 2 della costituzione con il riconoscimento delle lingue territoriali ed emanazione di uno statuto per le stesse fondato sul principio che la diversità linguistica è un bene collettivo ed una necessità democratica.

  • Creazione di banche regionali per il finanziamento dei PME, PMI et TPE.

  • Favorevoli alla creazione di società regionali miste nei settori dei media, energia, servizi alla popolazione.

  • Uscita nel più breve tempo dal nucleare e attivazione di politiche regionali sulle energie alternative (produzione ed economia).

  • Politica urbanistica per economizzare lo spazio e diminuire gli spostamenti casa-lavoro e casa-approvigionamenti.

  • Attivazione di: circuiti corti nella distribuzione, agricoltura rispettosa del territorio e della salute dei consumatori, politica di protezione fondiaria.

  • Sviluppo di una rete ferroviaria per il trasporto merci e viaggiatori che non privilegi la velocità bensì l’affidabilità, la sicurezza e il confort.

occitan

Dins lhi darriers temps, dins l’Occitània delai (l’Occitània Granda) es estat concordat e fach un “Manifest Occitanista” que cuelh las firmas sus la telaranha (www.manifeste-occitaniste.com) (340 personas al 17/1/2013) e la lhi a de confronts dins d’amassadas popularas.

Qu’es-la aquò? Lo començament es aqueste: “Aqueste es un manifest. Es pas verament un programa polític, bèla que aie a la fin na lista de proposicions. L’intension es aquela d’abaronar fremas e òmes sus la sostança de l’occitanisme, cultural o polític que sie. L’objectiu es de manifestar las ideas mai fòrtas que caracterizon l’occitanisme”.

Lo contengut dal manifest es partatjat en arguments que aicí ne’n donem l’essençial:

  • Definicion de que vòl dir “occitanisme”: En partent da l’específic di territòris occitans, mas en agachant tanben a l’Estat (francés), a l’Euròpa e a l’univèrs, l’occitanisme es la recèrcha de solucions ai problèmas culturals, socials, econòmics e ecològics.

  • L’uniformizacion empaurís: La diversitat des culturas, volgua e practicaa, es la maniera mielh per combatre l’intolerança.

  • L’uniformizacion es pas ineluctabla, mas es la resulta d’una chausia política e lo fruch d’una actribucion de valor diferent a las culturas, a lhi pòples e a las personas.
  • Lo territòri occitan: Problemas de: urbanizacion, esfruchament dal terren, decadiment de l’ambient, mesclatge de populacions e immigracion, aument demogràfic e envielhiment de la gent d’origina, ròtle de la lenga e cultura occitanas dins lo procés d’integracion, las vias de comunicacion.

  • Decentralizar per democratizar: L’avenir d’un territòri depend da la maniera d’exercitar la democracia; lo centralisme francés redusís la democracia e fai da blocatge per lo desvolopament durable per l’economia, la vita sociala, la cultura, la lenga. Lo poder de las collectivitats localas es determinant per lo futur; lo federalisme de las regions, a livèl estatal e europeu, es la maniera de trobar las solucions ai gròs problèmas actuals (energia, reschaudament dal clima, aiga, proteccion de la biodiferença, qualitat dal territòri...) la sie localment que per lo continent entier.

  • La diferença per la democracia: Per lo desvolopament uman lhi de manca de la diferença des lengas e de las culturas e chal defendre aquela diferença per bastir un mond equilibrat. Totas lengas e culturas son un patrinòni per l’umanitat. La question de la lenga es política perqué depend da lhi instruments de democracia qu’én a.

  • Desvolopament equilibrat di territòris: La lenga muer dins un desèrt econòmic, social e ecològic; “viure e trabalhar al país”. La vocacion toristica da soleta pòl pas anar e pòl pas èsser tot virat vèrs París; dins lo territòri occitan la vai de collegaments Est-Oest.

  • Una creissua diferenta: Se pòl pus pensar que a reglar l’economia siebon lhi marchats; es clar que lo vielh modèl d desvolopament es fenit e chal bastir lo novèl pus sus “mai de produccion e de consum”, mas sus lo prencipi dal “melhor”, sus la qualitat de la vita.

  • Decentralizar l’informacion: Embe la centralizacion de l’informacion lo centre empausa a la periferia las valors e las solucions. Las zònas decentralizaas còmpton pus ren e pòlon pas partecipar a l’immaginari collectiu e a la reflexion sal futur.

  • Diferença biologica e culturala: Son ben liaas. Gardar ben l’ambient de vita de l’umanitat, de las bèstias e dal mond vegetal es pas autra causa respect a la cultura e la lenga; lo biais que los òmes an agut per modelar lo païsatge e crear l’equilibre es un element cultural.


Tengut còmpte d’aquò dich, l’occitanisme deu s’organizar coma fòrça de proposicion política. Deu considerar que la gestion dal ben públic es afar de tuchi e ren masque des organizacions que lo centre reconois coma legitimas. Ben per aquò l’occitanisme pensa que la chal de fòrças políticas viraas envèrs aquilhi prencipis anonciats dins lo manifest e que trabalhen amassa o en aliança per portar la paraula e la discussion dins lo territòri occitan.


Lhi objectius dal programa son:

  • Modifiar un Estat iper centralizat que lo fai mal foncionant e ren just.

  • Sem per un poder delegat a las regions. Un poder regional larg per una República federala dins un’Euròpa federala.

  • Un ver poder e una collaboracion entre regions occitanas sus questions que an en comun: lenga e cultura, mas tanben dins l’educacion, la sandat, l’energia, lo trabalh, lhi transpòrts, l’agricoltura, las aigas, la proteccion de la biodiferença, lo torisme....

  • Creacion d’una Chambra des Regions a la plaça dal Senat d’encuei.

  • Eslarjament dal poder dal Parlament europeu e creacion d’un govèn europeu.

  • Creacion d’una Chambra a l’Euròpa que represente las regions.

  • Las regions devon manovrar directament lo credit europeu.

  • Devon desparèisser lhi departiments.

  • Adoctar lo sistèma proporcional per las eleccions de tuchi lhi livèls per garantir la paritat òme/frema.

  • Revision de l’estatut de lhi elegits e limitacion de l’acumulacion di mandats: 1 elect –a = 1 mandat.

  • Revision totala dal sistèma fiscal: 60% a las collectivitat localas, 30% a l’ Estat, 10% a l’Euròpa.

  • Aprovacion le la Carta Europea de las lengas regionalas e minoritàrias; revision de l’Art. 2 de la constitucion embe lo reconòissiment de las lengas territorialas e l’aprovacion d’un estatut per aquelas lenga sus lo prencipi que la diversitat linguística es un ben collectiu e una richessa de democracia.

  • Creacion de bancas regionalas per lo financiament di PME, PMI et TPE.

  • En acòrd per la creacion de societats regionalas mesclaas per lhi sectors di medias, energia, servicis a la gent.

  • Salhia a temp cort dal nuclear e activacion de políticas regionalas sus las energias alternativas (produccion e economia).

  • Política urbanística per economizar l’espaci e diminuïr lhi viatges ente maison-trabalh e maison-aprovisonaments.

  • Activacion de: vir cort per la distribucion, un’agricoltura respectuosa dal territòri e de la sandat di consumaires, una política de preteccion dal terren.

  • Desvolopament d’una ret ferroviària per lo transpòrt de marchandisa e gent que done mai emportança a l’afidament, a la seguressa e a la comoditat que a la vitessa.




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