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Finanziaria 2013 e lingue minoritarie: le cifre parlano da sole…

Le recenti conferenze regionali su friulano e sloveno sono state l’occasione per ricordare l’importanza di queste lingue e la loro centralità per la difesa e la riqualificazione dell’autonomia del Friuli – Venezia Giulia, già da tempo sotto attacco. Che le dichiarazioni in tal senso fatte da esponenti di primo piano dell’attuale amministrazione regionale fossero tuttavia lontane dai fatti sembrava già evidente allora, ma la legge finanziaria regionale per il 2013 chiarisce ancora meglio la distanza tra parole e fatti. La lettura dei bilanci regionali, per quanto arida e ostica per i non addetti ai lavori, offre infatti il quadro esatto del valore che la Giunta guidata da Renzo Tondo attribuisce alle lingue proprie del Friuli - Venezia Giulia.

Risorse per la comunità linguistica friulana
Per quanto riguarda la lingua friulana, l’investimento più consistente presente nel bilancio di previsione per il 2013 si riferisce ai 950mila euro per l’uso curricolare della lingua propria del Friuli nelle scuole e presenta una riduzione di 50mila euro rispetto alle risorse stanziate per il 2012.
Ben altra entità hanno invece i fondi per il friulano gestiti dall’assessore Elio De Anna. Vengono infatti azzerate le risorse per i programmi radiotelevisivi in lingua friulana (-150mila euro) e quelle per le attività dedicate a tale lingua dalla biblioteca Joppi (-30mila), mentre riduzioni pesanti interessano gli stanziamenti per l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe furlane (-370mila), la Società Filologica Friulana (-90mila) e gli enti riconosciuti di primaria importanza per il friulano (-60mila). Si tratta di un taglio del 49,6% rispetto al 2012 che lascia appena 710mila euro a disposizione dei principali soggetti pubblici e privati che operano per la promozione della lingua friulana.
In totale, insegnamento compreso, la Regione ha stanziato per il friulano un milione e 660mila euro, il 45% in meno dell’anno scorso, e poco più dello 0,02% dell’intero bilancio regionale. Questo, al netto delle dichiarazioni e degli slogan, è il valore attribuito alla lingua propria di oltre 600 mila cittadini del Friuli – Venezia Giulia. Effetti della crisi – si dirà – per cui, solo a titolo di raffronto, ricordiamo che nella medesima finanziaria regionale si prevede una spesa di un milione e 840mila euro per l’ente autonomo del teatro comunale Verdi di Trieste (da non confondersi con il milione attribuito alla Fondazione Teatro Lirico Verdi di Trieste)…
Un caso emblematico per capire meglio la situazione è quello della cooperativa Informazione Friulana, società editrice di Radio Onde Furlane. Tra le realtà che operano per e con la lingua friulana è quella con più posti di lavoro e la cui attività è costante e facilmente verificabile (diverse ore di programmazione radio in friulano ogni giorno, organizzazione di eventi sul territorio, produzioni musicali ed editoriali, ecc.). Nonostante la promessa di sostenere con più decisione le realtà che danno occupazione, la cooperativa si ritrova con uno stanziamento in finanziaria di 40.100 euro, oltre il 40% in meno dello scorso anno, e con l’ennesimo azzeramento delle risorse per i programmi radiotelevisivi in friulano (il terzo operato in finanziaria dalla Giunta Tondo). Tutto ciò mentre scorrendo le voci che compongono la finanziaria si trovano contributi straordinari per i soggetti più disparati che mal si conciliano con la ristrettezze di bilancio, e che non si tratti solo degli effetti della crisi lo si evince anche dal fatto che dalla finanziaria del 2009 all’attuale la cooperativa ha subito tagli continui che ammontano ormai a quasi il 60% della cifra iniziale.

Risorse per la comunità linguistica slovena
Sembrerebbe migliore la situazione per la comunità slovena dove per gli enti e le organizzazioni della minoranza si prevedono 2 milioni 745mila euro (-300mila rispetto al 2012), mentre altri 516mila euro andranno agli Enti locali per lo sviluppo dei territori della comunità slovena. In realtà si parla di fondi statali che la Regione si limita a girare ai diretti interessati. Sempre legati alla legge statale 38 del 2001, sono poi i 300mila euro per le organizzazioni di riferimento della comunità e i 28mila per il Comitato paritetico.
Di provenienza non specificata sono invece 50mila euro per l’istituto bilingue di S. Pietro al Natisone e 40mila per la parità scolastica, mentre da risorse regionali provengono sicuramente i 165mila per il Teatro Stabile Sloveno di Trieste e 40mila per il resiano e le altre varietà slovene parlate in provincia di Udine (voce di spesa attivata più per ragioni ideologiche che di necessità, visto che per tali varietà si potevano già utilizzare le risorse della legge statale e di quella regionale per gli sloveni). Per la comunità slovena del Friuli - Venezia Giulia dunque l’esecutivo regionale ha messo a disposizione (calcolando anche le voci di spesa di provenienza incerta) in tutto appena 295mila euro, decisamente di meno di quanto è stato concesso alla Promotur per l’acquisizione dei diritti delle tappe del Giro d’Italia in programma nella nostra regione nel 2013 e 2014.

Risorse per la comunità di lingua tedesca e altri fondi
Per le comunità in cui si parlano varietà tedesche la cifra in bilancio è di 150mila euro. Cifra che, considerato il rapporto tra risorse e numero di parlanti, potrebbe sembrare più “generosa” rispetto a quanto stanziato per le altre due comunità minorizzate, ma che in realtà è molto lontana dal garantire delle politiche linguistiche degne di tale nome.
Nel bilancio di previsione per il 2013 ci sono anche un milione e 300mila attribuiti agli Enti locali per garantire ai cittadini una serie di servizi nelle lingue minorizzate tutelate dalla legge statale 482/99, ma in questo caso non è possibile risalire né alla percentuale di fondi statali che contribuiscono a tale voce e nemmeno alla suddivisione interna di tali risorse tra friulano, sloveno e tedesco. In ogni caso, decisamente poco per cambiare il quadro fino a qui illustrato.

Alcune (amare) conclusioni
In conclusione, anche sommando fondi regionali e di provenienza statale, l’esecutivo guidato da Renzo Tondo ha messo in bilancio per friulano, sloveno e tedesco – unico appiglio ormai per difendere l’autonomia e la specialità del Friûli - Venezia Giulia – una cifra che non raggiunge nemmeno lo 0,1% delle risorse a disposizione. Si tratta di un dato che non necessita di commenti e che, prendendo in prestito proprio le parole del presidente dalla Regione in un commento sulle politiche messe in atto dal suo esecutivo per il friulano, lascia che a parlare siano i fatti.
Le elezioni regionali però sono vicine e, nel turbinio di parole che sicuramente si spenderanno anche su questo tema, ci sarà modo e occasione di ricordare più e più volte ai cittadini di lingua friulana, slovena o tedesca quali sono i fatti – quelli veri – che l’Amministrazione Tondo ha loro riservato. A rendere ancora più amaro il boccone è che questa politica miope e autolesionistica rischia di distruggere l’unico appiglio che rimane al Friuli - Venezia Giulia per difendere e riqualificare la propria specialità e autonomia, con conseguenze che saranno pagate da tutti i cittadini della nostra regione, anche quelli che non parlano friulano, sloveno o tedesco.

Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli 

Prof. Gianfranco D'Aronco


Comitato 482

Carlo Puppo