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Ora è dimostrato l’errore tattico madornale fatto dal PD (sempre renziano) nel non volere l’alleanza di governo con i 5 stelle. Dicevano: “la base non vuole!” ; ma di quale base parlavano? Forse avevano confuso la base con l’altezza! Quella che conosco io, piena di buon senso, diceva cose diverse.

Errati ed ingenui calcoli politici hanno così spinto il movimento di Grillo nelle braccia della Lega che, per la personalità di Salvini, si sta dimostrando, almeno a breve, soffocante in modo tale da snaturare il DNA penta stellato che è costretto ad un inseguimento mediatico che pareggi la demagogia leghista.

Fino ad ora di azioni di governo non si è visto granché! Le enormi promesse della campagna elettorale per catturare i voti degli ingenui che credono a qualsiasi promessa, ora si scontrano con la dura realtà: i soldi non ci sono e delle folli spese di decenni di politiche scellerate sono solo rimasti i giganteschi debiti che lo Stato deve in qualche modo onorare.

Qualcuno si ricorda ancora, per fare un solo esempio, delle categorie che potevano andare in pensione con 15-20 anni di contribuzione? In pensione a trent’anni: che bella vita!

Perdura la non conoscenza delle realtà territoriali da parte della politica governativa e nulla lascia prevedere che questa situazione subirà cambiamenti. I megafunzionari ministeriali che nulla conoscono fuori dagli ambiti delle grandi città continuano a dettare le linee....

E così, la necessità di essere sempre esposti a livello mediatico e la ricerca di consenso attraverso affermazioni roboanti e populiste, porta ad affermazioni dal contenuto assurdo e pericoloso con la conseguenza che chi le fa verrà un po’ per volta delegittimato.

Quando Di Maio dice di voler disdire la concessione ad Autostrade per l’Italia ignora o fa finta di non sapere dell’impossibilità pratica di recedere un contratto blindato, fatto a suo tempo a tutto vantaggio del concessionario tramite clausole che comporterebbero enormi esborsi finanziari a carico dello Stato con contenziosi legali il cui risultati vedranno i nostri figli.

Quando Toninelli dice di voler privatizzare le autostrade ignora lo sfascio in cui versa la gestione dei beni pubblici (fatte le debite eccezioni) condizionata in negativo, in modo costante dai vari governi, con l’inserimento negli organici di persone imposte dai partiti (tutti) sicuramente non in base a competenze e professionalità. I bravi non hanno bisogno di raccomandazioni! Si è premiata la fedeltà al partito invece che il merito fermando così l’ascensore sociale e il ricambio che sono elementi fondamentali per lo sviluppo.

Questa situazione si è purtroppo travasata anche dalle amministrazioni pubbliche alle professioni. Lo vedono bene i sindaci quando devono affidare progettazioni, direzioni lavori, ecc. di quelle poche opere pubbliche che ancora si riescono a realizzare.

L’argomento principale che fa versare fiumi di inchiostro e distrae il Paese dai reali problemi è la questione immigrazione e, di conseguenza, l’Europa; vista solo attraverso questa lente che diventa, per l’abilità manovriera di Salvini, la causa di tutte le disgrazie italiane. Di Maio si accoda!

Una politica degli annunci che speravamo finita. E poi i soliti trucchetti: non parliamo di condoni ma di pace fiscale....

Salvini opera con orgoglio fuori dalle norme. Tiene arrogantemente prigioniera una nave sfidando leggi e magistrati: “il popolo ha le sue leggi” e si colloca sopra tutto e tutti. E il popolo applaude come aveva fatto quando Silvio adottava lo stesso sistema; dopo, lo stesso aveva fatto Renzi che raccontava favole farcite di ottimismo (siamo fuori dal tunnel, l’Italia cresce, via i gufi..ecc.) cui gli italiani hanno poi presentato il conto. In più riforme senza capo ne coda come quelle delle provincie che non hanno ora risorse neanche per riparare le strade e pulirle dalla vegetazione sempre più incombente. Con le prime nevicate saranno decine le strade di montagna interrotte (nell’indifferenza generale....in fatto di prevenzione. Se morirà qualcuno assisteremo poi alla solita farsa italiana). L’astuzia era di farle gestire ai Comuni (lasciati senza risorse da anni di tagli lineari mentre i Ministeri continuano a spendere...). Un caos generale!

Lega e 5stelle sono obbligati a stare insieme. Troveranno accordi volta per volta. Magari non si farà la TAV Torino-Lione e si darà via libera al gasdotto nel Salento. Quello che spaventa è l’inadeguatezza di chi deve prendere le decisioni. Non si può dire che diamo all’Europa venti miliardi (mentre sono 4-5 in meno)tacendo su quanto l’Europa ci rende e soprattutto su quanto non riusciamo a spendere e torna indietro per la nostra inefficienza. Questa è la vera vergogna.

Poi la verità viene a galla...ma “passata la festa, gabbato lo santo”.

Tra qualche mese anche la storia delle invasioni avrà stancato un elettorato che ha comunque conservato una certa capacità di leggere la realtà.

Cosa succederà allora? Dove finiranno i voti passati dal PD a 5stelle e Lega?

Sicuramente non alla base di partenza. Il PD di Renzi sta scomparendo dietro alla mancanza di credibilità del suo leader ( ma chi l’ha sostenuto in tutti questi anni?) e di una opposizione pretestuosa che dimentica che a governare fino a sei mesi fa era il PD.

Come scrivevo quando Renzi divenne segretario del Pd: l’inizio della fine della sinistra italiana. Missione compiuta ed il partito è ora senza un leader autorevole che sia in grado di proporre un percorso alternativo ai confusi programmi del governo giallo-verde.

Solo un forte rinnovamento dei vertici può far ritornare gradualmente, molto gradualmente, il consenso.

Ma il partito è diviso tra capi e capetti che guardano principalmente al proprio futuro politico (e di conseguenza economico) dimenticando i valori della sinistra dove gli interessi dei singoli si dovrebbero annullare di fronte alla grandezza degli obiettivi.

Serietà nelle proposte, basta con la demagogia, messaggi efficaci per un modello di Paese diverso che riproponga valori di sinistra, che confermi di voler stare in Europa, ricercandone però quei cambiamenti di rotta necessari. . Purtroppo le emozioni e i valori dei singoli non trovano sintesi nel PD.

Salvini, in negativo, lo fa alla sua maniera mostrando i muscoli, cercando alleanze con i trumpini in giro per l’Europa e isolandosi dagli stati più forti e democratici. Forse è convinto di essere, nel piccolo, Trump: ma l’Italia non è gli Stati Uniti d’America!

Le alleanze di destra che si stanno creando in Europa sono però pericolose per la democrazia e sarebbe ora che qualcuno se ne accorgesse ripassando magari la storia.....

Nel frattempo i problemi del paese crescono, l’economia ristagna, la burocrazia impedisce un ritorno dell’Italia all’efficienza, la pubblica amministrazione peggiora in qualità (i grandi enti, ma anche paesini, specie al sud, che hanno decine di dipendenti nullafacenti, la corruzione dilaga....ecc.).

Il crollo del ponte Morandi è una chiara dimostrazione di incompetenza , di mancanza di senso di responsabilità, speriamo non di collusione, dell’apparato pubblico.

Pensiamo poi alla gestione della questione vaccini, alla questione dei reggenti presidi (di cui nessuno parla) e l’elenco sarebbe lungo e deprimente.

La legge di bilancio sarà la cartina tornasole che indicherà la direzione che il governo vorrà seguire: carta canta! Sfonderemo i parametri europei? Quali le conseguenze?

Se lo spread tornerà fuori controllo dove troverà il Paese le risorse per pagare i maggiori interessi? E l’Europa farà finta di nulla? Salvini e Di Maio pensano tout court di far uscire l’Italia dall’Europa o sono annunci per preparare un tavolo di trattative?

Un generale cinese diceva che non bisogna incominciare una guerra se non si hanno buone probabilità di vittoria.

Ultimamente però assistiamo ad una retromarcia rispetto all’esibizione muscolare verso l’Europa. E’ bastato che lo spread abbia ripreso a salire che qualcuno ha spiegato ai due vice-premier cosa potrebbe voler dire in materia di gestione dell’indebitamento. E così vengono smorzati i toni e si impone al povero Tria di trovare un po’ di soldi per soddisfare, almeno in piccola parte, le promesse elettorali.

Cominciamo a preoccuparci, se non l’avevamo già fatto, per il futuro che ci aspetta dietro l’angolo.