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Nòvas n.118 Novembre 2012

25 Novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

25 de novembre Jornada Internacionala còntra la violença sus las fremas

di Ines Cavalcanti

25 Novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
italiano

Cuore e coraggio di donne occitane, un faro per rischiarare l’oscurità del contemporaneo


In questi anni la Chambra d’oc ha attuato un lavoro costante di recupero della memoria delle donne che hanno in qualche modo marcato la storia dell’Occitania in tutta la sua interezza: dalle Alpi ai Pirenei nell’Occitania grande e nelle Valli Occitane, valorizzando tanti punti di vista ed esperienze diversificate.
Il libro radice che ha dato l’avvio a questo lavoro si può dire che è stato “18 menù d’Occitania, dedicati a 18 donne celebri della storia occitana”. In questo libro, redatto da Andrée Bertino e Fredo Valla, si rende omaggio a donne del passato e donne del presente riconoscendo il loro valore e portando alla luce le loro qualità di forza e di coraggio.
Nell’occasione della giornata del 25 novembre dedicata alla violenza sulle donne vorrei citare in particolare la biografia di una di queste donne: Giulietta Lanteri. “Nata a Piaggia nel 1873. Aveva 6 anni quanto la famiglia lasciò le valli brigasche: destinazione l’Argentina.Fu un lungo viaggio in battello con la speranza di un po’ di fortuna. Nel suo nuovo paese, Julieta lottò per i diritti civili e il voto alle donne. Fu la prima donna chirurgo. Fondò la lega per i diritti della Donna e del Bambino, si candidò deputata al Congresso. Nelle pause della vita politica pascolava un piccolo gregge (proprio come fanno i nostri politici contemporanei! n.d.r) nella pampa ventosa e forse ritrovava gli antenati pastori per i pascoli del Saccarello o fra le rocce bianche ai piedi del Marguareis”. A lei è stato dedicato un menù robusto e di gusti forti, così come indica la biografia del personaggio: acciughe al verde (Valli Occitane), Pissaladiera di Nizza (Provenza), Fricassea di vitello (Provenza), Soufflè di castagne (Linguadoca).
Il secondo lavoro che vorrei citare è la pubblicazione del libro “Simone Weil: pensieri filosofici dedicati all’Occitania” dove vengono riportati due testi poco conosciuti:” L’agonia di una civiltà nelle immagini di un poema epico e L’ispirazione occitana”. Nel 1200 la civiltà occitana ha diffuso in tutta Europa le parole chiave dei trobadors e delle numerose trobairitz: Paratge (pari opportunità), Jòi (gioia di vivere), Prètz (valore), Larguesa (generosità), Convivéncia (l’arte di vivere insieme in armonia), tutte parole che oggi come ieri sono alla base di un’etica del vivere comune. Vale la pena rileggere oggi i due testi sopra citati della Weil perchè sono di un’attualità impressionante.
Ed è proprio ispirandoci alla parola Convivéncia che abbiamo continuato in un lavoro al femminile collaborando con l’antropologa Michela Zucca al volume voluto dalla Provincia Autonoma di Trento in occasione dell’8 marzo del 2004 “Il prezzo dei sogni” dedicato a donne che avevano un sogno e il racconto del loro cammino per realizzarlo.
Incoraggiati da questo interessamento anche esterno alle Valli Occitane abbiamo in seguito ideato la manifestazione “Donne di cuore e di coraggio” nel 2007, anno europeo dedicato alle pari opportunità. Nel salone della Provincia di Cuneo (reso ancora allora accessibile alle associazioni che promuovevano manifestazioni di particolare valore sociale) si è tenuta una Gionata dedicata a donne che hanno cuore e coraggio: Clelia Baccon, Adriana Basso, Stefania Belmondo, Andrè Bertino, Dominique Boschero, Chiara Bosonetto, Grazia Calliero, Franca Coisson, Gabriella Ghigo, Augusta Gleise, Elsa Isoardi, Giovanna Jayme, Rosina De Pèira, Lara Peyrot, Nadia Peyrot e Donatella Sommani. Una per ogni valle occitana, dalle Valli Monregalesi alla Valle di Susa, e una rappresentante dell’Occitania d’oltralpe.
In seguito siamo passati alla contemporaneità del tema realizzando con Maurizio Dematteis due inchieste sui reinsediamenti nella montagna occitana: “Avem fach un sumi” e “Mamma li turchi”. Nel primo 12 coppie raccontano il loro sogno di andare a vivere in montagna, di intraprendere nuovi cammini, la loro filosofia di vita e il loro sogno realizzato di abitare la montagna occitana. In questo libro, accompagnato da un video si sente tutta la forza e la determinazione delle donne. Nel secondo volume la figura femminile è necessariamente più sfumata per ragioni culturali ma è comunque presente tra le righe nel racconto degli uomini .
Abbiamo poi la pubblicazione di Jennie Comollo e Bruno Rosano “Donne d’Occitania nella storia: IL Medio Evo” che ci porta a conoscere alcuni aspetti di quel periodo legato alla nostra area tra cui periodi bui come l’inquisizione e l’eresia.
Passando alla musica, tema nel quale siamo forti come cultura occitana, due donne con la loro meravigliosa voce a cappella hanno realizzato il cd Trobairitz d’oc “Margòt vòu pas dançar” dove compare tra gli altri un canto emblematico “A la ruaa de Rore” che ci porta alla violenza che le donne hanno nei secoli subito e che la giornata del 25 novembre ci porta a ricordare.
Vorrei terminare questo breve excursus dedicato al lavoro che come Associazione abbiamo in questi anni compiuto, per la realizzazione di chiare intenzioni che fanno emergere tutto il potenziale femminile, citando un progetto di largo respiro europeo del 2008 al cui gruppo realizzativo hanno partecipato 4 donne su 7 membri,“L’Occitania a pè”, un cammino da Vinadio a Vielha di 1350 km di percorso e 70 giorni di viaggio ideato in seguito ad appello all’Unesco per dichiarare elementi rappresentativi della civiltà occitana Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Di questa impresa ha scritto il Diario di viaggio una donna, Manuela Almonte, un’altra donna, Elisa Nicoli, ne ha realizzato un film e siamo in attesa che venga pubblicata da Vivalda la guida scritta da Roberta Ferraris.
Ci rendiamo conto che siamo delle donne privilegiate perchè abitiamo in un territorio che non ha più avuto guerre e che ha sviluppato in questo ultimi 40 anni una sensibilità e un rispetto nei confronti di questo tema.
I lavori che abbiamo ralizzato e che ho descritto non sarebbero stati possibili senza la cooperazione maschile ed è proprio lì che si vede come in un’etica sana possano nascere scelte di vita condivise e percorsi politici innovativi.

occitan Còr e coratge de fremas occitanas, un far per esclarzir la sornura d'encuei

Dins questi ans la Chambra a menat un trabalh constant de recuperament de la memòria de las fremas qu'an dins qualque maniera marcat l'istòria de l'Occitània tota, da las Alps ai Pirenèus, en valorizant tanti ponchs de vista e d'experienças diferentas.
Lo libre que qu'a enandiat aqueste trabalh se pòl dir qu'es estat “18 Menù d'Occitània, dedicats a 18 fremas celèbras de l'istòria occitana”. Dins aquel libre, redijut da Andrée Bertino e Fredo Valla, se rend omatge a de fremas dal passat e dal present en reconoissent lor valor e en portant a la lutz lors qualitats de fòrça e de coratge.
En ocasion de la jornada dal 25 de novembre dedicaa a la violença sus las fremas voleriu citar en particular la biografia d'una d'aquestas fremas, Giulietta lanteri: “Naissua en 1873 a La Piaja, avia sies ans quora abo la familha quitec las valadas brigascas per l'Argentina: una lònja traversada en batèl e l'esper de donar lo vir a na misèria antica. Dins son nòu país Julieta fasec la lucha per lhi drechs civils e lo vot a las fremas. Foguec la premiera quirurgiana. Fondec la Liga per lhi drechs de Fremas e Mainaas e se presentec deputaa al Congrés. Quora volia s'arlamar de la vita política, anava dins la pampa airosa a pasturar son pichòt escabòt e magara s'imaginava ensemp a si reires, abo feas e chabras per lhi pasturals dal Sacarèl o al metz de las cassas blanchas dal Marguareis”.
A ilhe es estat dedicat un menú robust e de gustós, parelh coma índica la biografia dal personatge: anchoas al vèrd (Valadas occitanas), Pissaladiera de Niça (Provença), Blancheta de vèel (Provença), Soflat de chastanhas (Lengadòc).
Lo second trabalh que voleriu citar es la publicacion dal libre “Simone Weil: pensiers filosòfics dedicats a l'Occitània”, ente venon reportats dui tèxts gaire pauc conoissuts: “L'agonia d'una civiltat dins las images d'un poèma èpic” e “L'inspiracion occitana”. Ental 1200 la civiltat occitana a difondut en tota Euròpa las paraulas clau di trobadors e de nombrosas trobairitz: Paratge (parieras oportunitats), Jòi (jòi de viure), Prètz (valor), Larguesa (generositat), Convivéncia (l’art de viure ensem en armonia), totas paraulas qu'encuei coma ier son a la basa de un'ètica dal viure comun. Val la pena tornar lèser encuei lhi dui tèxts sobre citats de la Weil perqué son d'una actualitat impressionanta.
E es pròpi en nos inspirant a la paraula Convivéncia que avem continuat un trabalh al femenin en collaborant embe l'antropòloga Michela Zucca al volum volgut da la Província Autònoma de Trento en ocasion dal 8 de març 2004 “Il prezzo dei sogni” dedicat a de fremas qu'avion un sumi e lo cònte de lor chamin per lo realizar.
Encoratjats da aqueste interessament en defòra des Valadas Occitanas, avem puei ideat la maifestacion “Donne di cuore e di coraggio” ental 2007, an europèu dedicat a las parieras oportunitats. Dedins lo salon de la Província de Coni (al temp encara accessible a las associacions que promovion de manifestacions de particulara valor sociala ( s'es tengua una jornada dedicaa a de fremas de còr e de coragtge: Clelia Baccon, Adriana Basso, Stefania Belmondo, Andrè Bertino, Dominique Boschero, Chiara Bosonetto, Grazia Calliero, Franca Coisson, Gabriella Ghigo, Augusta Gleise, Elsa Isoardi, Giovanna Jayme, Rosina De Pèira, Lara Peyrot, Nadia Peyrot e Donatella Sommani. Una per chasque valada occitana, da las Valadas Monregalesas a la Val Dueira, e una representanta l'Occitània granda.
Puei sem passats a la contemporaneitat dal tèma en realizant embe maurizio doas enquèstas sus lhi reinsediaments dins la montanha occitana: “Avem fach un sumi” e “Mamma li turchi”. Dins lo premier 12 cònton lor sum d'anar viure en montanha, d'entreprene de chamins novèls, lor filosofia de vita e lor sumi realizat d'abitar la montanha occitana. En aqueste libre, acompanhat da un video, se sent tota la fòrça e la determinacion de las fremas. Dins lo second volum la figura femenina es necessariament pus nuançaa per de rasns culturalas, mas totun es presenta entre las rigas dins lo cònte de lhi Avem puei la publicacion de Jennie Comollo e Bruno Rosano “Donne d’Occitania nella storia: IL Medio Evo” que nos pòrta a conóisser qualqui aspècts d'aquel periòde liat a nòste airal entre lo qual de periòdes sorns coma l'inquisicions e l'eresia.
En passant a la música, tèma ente sem fòrts coma cultura occitana, doas fremas embe lor meravilhosa vòutz a chapèla an realizat lo cd Trobairitz d’oc “Margòt vòu pas dançar”, ente pareis entre lhi autri un chant emblemàtic, “A la ruaa de Rore”, que nos fai reflechir sus la violença que las fremas an subit dins lhi sècles e que la jornada da 25 de novembre nos mena a recordar.
Voleriu achabar aqueste brèu excursus dedicat al trabalh que coma associacion avem complit dins aquesti ans, per la realizacion de claras intencions que fan emèrger tot lo potencial femenin, en citant un projèct de larg respir europèu dal 2008 dont al grop organizatiu an participat 4 fremas e 7 membres, “L'Occitània a pè”, un chamin da Vinai a Vielha de 1350 km per 70 jorns de viatge ideat en seguit a un apèl a l'Unesco per declarar d'elements representatius de la civiltatoccitana Patrimòni Mondial de l'Umanitat. D'aquesta empresa a escrich lo diari de viatge una frema, Manuela Almonte, un'autra frema, Elisa Nicoli, n'a tirat un film e sem en atenta que vene publiaa da Vivalda la guida escricha da Roberta Ferraris.
Nos rendem còmpte que sem de fremas privilegiaas, perqué abitem dins un territòri que a pas pus agut de guèrras e qu'a desvolopat en aquesti darriers 40 ans una sensibilitat e un respèct vèrs aqueste tèma.
Lhi trabalhs qu'avem realizat e qu'ai descrich serion pas estats possibles sensa la cooperacion masculina e es pròpi aquí que se ve coma dins un'ètica sana pòlen nàisser de chausias de vita partatjaas e de deralhas políticas innovativas.


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