Enti in rete L.482/99   

Eventi e iniziative

La versione francoprovenzale de “Il piccolo principe” al Salone del Libro di Torino

La vershon francoprovensala de “Lo prinselhon” o Salon do Lêvro de Turin

di Matteo Ghiotto

La versione francoprovenzale de “Il piccolo principe” al Salone del Libro di Torino
italiano

Sabato 14 maggio alle ore 14.30 presso il Padiglione “Lingue Madri” del Salone del Libro di Torino Lingotto, si terrà un incontro dal titolo “Letterature in lingua madre. Un prezioso patrimonio a favore della diversità linguistica dell’umanità” durante il quale verrà presentata la versione francoprovenzale de “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry.

Curato nell’ambito degli sportelli linguistici della Città Metropolitana di Torino, “Il piccolo principe” è stato tradotto da Matteo Ghiotto, referente degli sportelli linguistici francoprovenzali, con la supervisione scientifica di Matteo Rivoira dell’Università di Torino, coordinatore del progetto “Enti istituzionali in rete. Lingue Madri, Legge 482/99: Norme in tutela delle minoranze linguistiche storiche” e responsabile delle azioni legate al Dizionario informatizzato e alle 100 parole chiave del francoprovenzale.

L’idea di questa versione, opera del tutto inedita per l’area francoprovenzale piemontese, proviene da Ines Cavalcanti di Chambra d’Oc e da Diego Corraine della casa editrice sarda Papiros specializzata nella pubblicazione di libri in lingua sarda e nelle lingue minoritarie europee.

Si tratta di una grande opportunità per puntare i riflettori sulle nostre lingue locali e per porre in rilievo tutte le loro potenzialità. È questo un modo per tentare di uscire dalla logica intimistica, che ha accompagnato da sempre l’immaginario dei parlanti, al fine di approdare a momenti di riconoscimento istituzionale e a un senso della lingua più alto e maturo. Speriamo che esso possa essere solo il primo di una lunga serie di libri in francoprovenzale e che siano molti coloro che vorranno leggerli, appassionarsi e avvicinarsi a questo immenso patrimonio.

Di che cosa parla “Il piccolo principe”?

Nel “Il piccolo principe”, un pilota è costretto a atterrare nel deserto del Sahara per un guasto dell’aeroplano. Lì, però, conosce un principino che veniva da un altro pianeta. Il racconto svolge un tema filosofico, anche con critiche alla strana maniera di vedere e guardare le cose che hanno le persone adulte. Queste crìtiche alle cose «importanti» e al mondo degli adulti compaiono a poco a poco nel libro. Anche se, per come è scritto, è considerato un libro per bambini, “Il piccolo principe” ha idee profonde della vita e della natura umana. Tutto ciò risulta chiaro nell’incontro del principino con la volpe, che gli insegna il vero senso dell’amicizia e il fondamento della natura umana, espresso dall’idea: «Vediamo bene solo col cuore. Le cose fondamentali no le vediamo con gli occhi». E sono sempre altre frasi della volpe che esprimono altri temi fondamentali del libro: «Tu ti rendi responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato» e «È il tempo che hai  dedicato alla tua rosa che la rende così importante per te».


Chi è Antoine de Saint-Exupéry?

Antoine de Saint-Exupéry (Lione, 29 giugno 1900 – mar Tirreno, 31 luglio 1944) è conosciuto in tutto il mondo perché è stato l'autore di questo libro, in francese “Le petit prince”, pubblicato nel 1943 e tradotto in più di duecentocinquanta lingue.

Scrittore famoso anche per altre opere, “Volo di notte”, “Terra degli uomini” e “L'aviatore”, ha vinto alcuni premi letterari durante la sua vita, in Francia e all'estero.

Durante al seconda guerra mondiale si è arruolato nell’aeronautica militare francese e, dopo l’armistizio, nelle “Forces aériennes françaises libres”, insieme agli Alleati.

È morto in volo, alla fine della guerra, colpito da un pilota della Luftwaffe tedesca, nel mare di fronte a Marsiglia, dopo essere partito dalla Corsica diretto a Lione.

Il 29 giugno 2000, in occasione dei cent’anni dalla sua nascita, è stato a lui intitolato l’aeroporto di Lione.

franco-provenzale

Desando 14 de mai a deuve e demì de l’apré-denà, din lo Pavilhon “Leingue Mare” do Salon do Lêvro de Turin, i arèt ina rancontra antitraie “Literateure an leinga mare. In patremouéno preshoù an favour de la diversità languisticca de l’umanità” pandeunn loquin lhe sarèt prezantaie la vershon francoprovensala de “Lo Prinselhon” de Antoine de Saint-Exupéry.

Souanhò din lo doméno di guetseut languisticco de la Setà Metropolitan-na de Turin, “Lo prinselhon” ou l’eut ià tradouit de Matteo Ghiotto, refereunn di guetseut languisticco francoprovensal, avó la supervizhon santeficca de Matteo Rivoira de l’Università de Turin, coordinatour do prozhé “Istitushon an grilheù. Leingue Mare, Lèi 482/99: Nórme an sovegarda de le minouran-he languistique istorique” e responsablo de les ashon iliaie o Dishounéro anfourmatizhò e a le 100 parole clhaie do francoprovensal.

L’idéia de hlò vershon ieu, ovradzo nóvo pre l’ére francoprovensala piemonteiza, lhe veunt de Ines Cavalcanti de Chambra d’Oc e de Diego Corraine de la moueizhon editris sarda Papiros spesializhò din la publicashon de lêvro an leinga sarda e din le leingue minoritére europeintse.

I se trate d’ina greunta oportunità pre pouintà li lemeunn desù nóhre leingue locale e pre betà an paluta tòt se potensialitaie. Ét ina manêre pre sartsìe de sòrtre de l’intimismo, qu’ou l’èt delon acompanhò l’imazhinéro di parleunn, afin d’arvà a de momeunn d’arcunusan-he istitusionalo e a in seins de la leinga plu hot e mour. D’esperein qu’ou poulisse iéhre lo premìe d’ina londze serìe de lêvro an francoprovensal e qu’ou sisso ina vriiò hi qu’ou voudront lire-li, pashonase e aprocése a het inórmo patroumouéno.


De quèi qu’ou parle “Lo prinselhon”?

Din “Lo Prinselhon”, in piloto ou l'eut forhiò de deseindre din lo dezèr do Saharà pre in problémo a son andzin. Iquieù, totun, ou cunut in prinselhon qu'ou venèt d'in otro planéto. Lo conto ou trate in témo filozoficco, aseù avó de pleunn a la drola fahon de vê e avouità le tsóze qu'ou l'ont li greunn. Hi pleunn a le tsóze  «amporteinte» e o mondo di greunn ou pareseiso taspó pre còl din lo lêvro. Bè que, pre comme qu'ou l'eut screzù, ou l'eut considerà in ovradzo pre li moueinà, “Lo Prinselhon”  ou l'èt d'idéie profonde de la viò e da la nateura de l'omó. Tòt heunn ou merdzeit bieunn din la rancontra do prinselhon avó lo reinot, qu'ou lhe móhre lo veritablo seins de l'amitià e li fondameunn de la nateura de l'omó, developà din lo deut: «De vaiein bieunn rinque avó lo cór. L'esensialo ét anveziblo pre li oueulh». E ou sont delon d'otre santein-he do reinot qu'ou l'esplicco d'otri témo fondamentalo do lêvro: «Te te rein responsablo pre delon de heunn que t'a aprivazhò» e «Ét lo tein que t'a dediiò a ta róza que la reunt si amporteinta pre te».


Qui ét Antoine de Saint-Exupéry?

Antoine de Saint-Exupéry (Lion, 29 de zouin do 1900 – mar Tirreno, 31 de zulheut do 1944) ou l'eut cunusù din tòt lo mondo prequèi qu'ou l'eut ià l'otour de he lêvro, an fransé Le Petit Prince, publiiò an 1943 e tradouit an plu de douehènn e hinqueunta leingue.

Screveunn famoù pre d'otri ovradzo, Vólho de nouèt, Tèra di omó e L'aviatour, ou l'avèt ganhò de pri literéro pandeunn sa viò, an Fran-he e a l'etrandzìe.

Pandeunn la seconda guèra mondiala ou s'èt angajò din l'aeronoticca militéra franséza e, apré l'armestisho, din le “Forces aériennes françaises libres”, ansein avó li Alià.

Ou l'eut desedù an voleunn, a la fin de la guèra, pre man d'in piloto de la Luftwaffe alemanda, din la mar deveunn Marsèlhe, apré d'iéhre modà de la Córsa vers Lion.

Li 29 de zouin do 2000, an ocazhon di hènt'an de sa neisan-he, l'aeropòrt de Lion ou l'eut ià antitrà a loueù.


La versione francoprovenzale de “Il piccolo principe” al Salone del Libro di Torino

La vershon francoprovensala de “Lo prinselhon” o Salon do Lêvro de Turin

di Matteo Ghiotto

La versione francoprovenzale de “Il piccolo principe” al Salone del Libro di Torino
italiano

Sabato 14 maggio alle ore 14.30 presso il Padiglione “Lingue Madri” del Salone del Libro di Torino Lingotto, si terrà un incontro dal titolo “Letterature in lingua madre. Un prezioso patrimonio a favore della diversità linguistica dell’umanità” durante il quale verrà presentata la versione francoprovenzale de “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry.

Curato nell’ambito degli sportelli linguistici della Città Metropolitana di Torino, “Il piccolo principe” è stato tradotto da Matteo Ghiotto, referente degli sportelli linguistici francoprovenzali, con la supervisione scientifica di Matteo Rivoira dell’Università di Torino, coordinatore del progetto “Enti istituzionali in rete. Lingue Madri, Legge 482/99: Norme in tutela delle minoranze linguistiche storiche” e responsabile delle azioni legate al Dizionario informatizzato e alle 100 parole chiave del francoprovenzale.

L’idea di questa versione, opera del tutto inedita per l’area francoprovenzale piemontese, proviene da Ines Cavalcanti di Chambra d’Oc e da Diego Corraine della casa editrice sarda Papiros specializzata nella pubblicazione di libri in lingua sarda e nelle lingue minoritarie europee.

Si tratta di una grande opportunità per puntare i riflettori sulle nostre lingue locali e per porre in rilievo tutte le loro potenzialità. È questo un modo per tentare di uscire dalla logica intimistica, che ha accompagnato da sempre l’immaginario dei parlanti, al fine di approdare a momenti di riconoscimento istituzionale e a un senso della lingua più alto e maturo. Speriamo che esso possa essere solo il primo di una lunga serie di libri in francoprovenzale e che siano molti coloro che vorranno leggerli, appassionarsi e avvicinarsi a questo immenso patrimonio.

Di che cosa parla “Il piccolo principe”?

Nel “Il piccolo principe”, un pilota è costretto a atterrare nel deserto del Sahara per un guasto dell’aeroplano. Lì, però, conosce un principino che veniva da un altro pianeta. Il racconto svolge un tema filosofico, anche con critiche alla strana maniera di vedere e guardare le cose che hanno le persone adulte. Queste crìtiche alle cose «importanti» e al mondo degli adulti compaiono a poco a poco nel libro. Anche se, per come è scritto, è considerato un libro per bambini, “Il piccolo principe” ha idee profonde della vita e della natura umana. Tutto ciò risulta chiaro nell’incontro del principino con la volpe, che gli insegna il vero senso dell’amicizia e il fondamento della natura umana, espresso dall’idea: «Vediamo bene solo col cuore. Le cose fondamentali no le vediamo con gli occhi». E sono sempre altre frasi della volpe che esprimono altri temi fondamentali del libro: «Tu ti rendi responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato» e «È il tempo che hai  dedicato alla tua rosa che la rende così importante per te».


Chi è Antoine de Saint-Exupéry?

Antoine de Saint-Exupéry (Lione, 29 giugno 1900 – mar Tirreno, 31 luglio 1944) è conosciuto in tutto il mondo perché è stato l'autore di questo libro, in francese “Le petit prince”, pubblicato nel 1943 e tradotto in più di duecentocinquanta lingue.

Scrittore famoso anche per altre opere, “Volo di notte”, “Terra degli uomini” e “L'aviatore”, ha vinto alcuni premi letterari durante la sua vita, in Francia e all'estero.

Durante al seconda guerra mondiale si è arruolato nell’aeronautica militare francese e, dopo l’armistizio, nelle “Forces aériennes françaises libres”, insieme agli Alleati.

È morto in volo, alla fine della guerra, colpito da un pilota della Luftwaffe tedesca, nel mare di fronte a Marsiglia, dopo essere partito dalla Corsica diretto a Lione.

Il 29 giugno 2000, in occasione dei cent’anni dalla sua nascita, è stato a lui intitolato l’aeroporto di Lione.

franco-provenzale

Desando 14 de mai a deuve e demì de l’apré-denà, din lo Pavilhon “Leingue Mare” do Salon do Lêvro de Turin, i arèt ina rancontra antitraie “Literateure an leinga mare. In patremouéno preshoù an favour de la diversità languisticca de l’umanità” pandeunn loquin lhe sarèt prezantaie la vershon francoprovensala de “Lo Prinselhon” de Antoine de Saint-Exupéry.

Souanhò din lo doméno di guetseut languisticco de la Setà Metropolitan-na de Turin, “Lo prinselhon” ou l’eut ià tradouit de Matteo Ghiotto, refereunn di guetseut languisticco francoprovensal, avó la supervizhon santeficca de Matteo Rivoira de l’Università de Turin, coordinatour do prozhé “Istitushon an grilheù. Leingue Mare, Lèi 482/99: Nórme an sovegarda de le minouran-he languistique istorique” e responsablo de les ashon iliaie o Dishounéro anfourmatizhò e a le 100 parole clhaie do francoprovensal.

L’idéia de hlò vershon ieu, ovradzo nóvo pre l’ére francoprovensala piemonteiza, lhe veunt de Ines Cavalcanti de Chambra d’Oc e de Diego Corraine de la moueizhon editris sarda Papiros spesializhò din la publicashon de lêvro an leinga sarda e din le leingue minoritére europeintse.

I se trate d’ina greunta oportunità pre pouintà li lemeunn desù nóhre leingue locale e pre betà an paluta tòt se potensialitaie. Ét ina manêre pre sartsìe de sòrtre de l’intimismo, qu’ou l’èt delon acompanhò l’imazhinéro di parleunn, afin d’arvà a de momeunn d’arcunusan-he istitusionalo e a in seins de la leinga plu hot e mour. D’esperein qu’ou poulisse iéhre lo premìe d’ina londze serìe de lêvro an francoprovensal e qu’ou sisso ina vriiò hi qu’ou voudront lire-li, pashonase e aprocése a het inórmo patroumouéno.


De quèi qu’ou parle “Lo prinselhon”?

Din “Lo Prinselhon”, in piloto ou l'eut forhiò de deseindre din lo dezèr do Saharà pre in problémo a son andzin. Iquieù, totun, ou cunut in prinselhon qu'ou venèt d'in otro planéto. Lo conto ou trate in témo filozoficco, aseù avó de pleunn a la drola fahon de vê e avouità le tsóze qu'ou l'ont li greunn. Hi pleunn a le tsóze  «amporteinte» e o mondo di greunn ou pareseiso taspó pre còl din lo lêvro. Bè que, pre comme qu'ou l'eut screzù, ou l'eut considerà in ovradzo pre li moueinà, “Lo Prinselhon”  ou l'èt d'idéie profonde de la viò e da la nateura de l'omó. Tòt heunn ou merdzeit bieunn din la rancontra do prinselhon avó lo reinot, qu'ou lhe móhre lo veritablo seins de l'amitià e li fondameunn de la nateura de l'omó, developà din lo deut: «De vaiein bieunn rinque avó lo cór. L'esensialo ét anveziblo pre li oueulh». E ou sont delon d'otre santein-he do reinot qu'ou l'esplicco d'otri témo fondamentalo do lêvro: «Te te rein responsablo pre delon de heunn que t'a aprivazhò» e «Ét lo tein que t'a dediiò a ta róza que la reunt si amporteinta pre te».


Qui ét Antoine de Saint-Exupéry?

Antoine de Saint-Exupéry (Lion, 29 de zouin do 1900 – mar Tirreno, 31 de zulheut do 1944) ou l'eut cunusù din tòt lo mondo prequèi qu'ou l'eut ià l'otour de he lêvro, an fransé Le Petit Prince, publiiò an 1943 e tradouit an plu de douehènn e hinqueunta leingue.

Screveunn famoù pre d'otri ovradzo, Vólho de nouèt, Tèra di omó e L'aviatour, ou l'avèt ganhò de pri literéro pandeunn sa viò, an Fran-he e a l'etrandzìe.

Pandeunn la seconda guèra mondiala ou s'èt angajò din l'aeronoticca militéra franséza e, apré l'armestisho, din le “Forces aériennes françaises libres”, ansein avó li Alià.

Ou l'eut desedù an voleunn, a la fin de la guèra, pre man d'in piloto de la Luftwaffe alemanda, din la mar deveunn Marsèlhe, apré d'iéhre modà de la Córsa vers Lion.

Li 29 de zouin do 2000, an ocazhon di hènt'an de sa neisan-he, l'aeropòrt de Lion ou l'eut ià antitrà a loueù.