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Nella mia tribù la nostra lingua è veicolo di conoscenza. La poesia è il messaggero preferenziale dei primi popoli antichi che si sono forgiati nella lotta quotidiana per la sopravvivenza”.

Lance David Henson è un poeta Cheyenne. È stato allevato a Calumet, Oklahoma. Henson è headman nella confraternita dei Dog Soldiers Cheyenne, della Native American Church (la Chiesa del Peyote) e dell’American Indian Movement. Ha pubblicato 32 raccolte di poesia, le sue poesie sono state tradotte in 23 lingue e le sue opere insegnate in 9 paesi. È il poeta nativo americano vivente più pubblicato e tradotto.

a cura di Valentina Musmeci, scrittrice

Sono stato cresciuto dalla mia grande famiglia a 20,5 miglia da Calumet, cittadina di whisky e pistole, affacciata sul fiume canadese del nord, che costituisce il confine tra la riserva Cheyenne e quella Arapaho. Nove zie e zii e un nonno hanno formato un cerchio protettivo intorno ai miei anni di crescita formativa. Maude Hauser Wolftongue, mia zia, fu la matriarca della mia famiglia, e la persona che ha dato di più alla mia formazione, come “tsistsistas”, ovvero donna sciamana potente e competente. Grazie a lei, come membro della Chiesa dei Nativi americani, mi sono posizionato direttamente sul mio percorso di poesia odierno. Bob Cook, creatore-peyote di canzoni e uomo di strada, la cui saggezza veniva chiesta da molte persone nella tribù (ricordo innumerevoli visite di Cheyennnes alla ricerca del suo consiglio), è stato una figura importante nella mia crescita.

Anche mio nonno, conosciuto come un cantautore peyote, fu registrato e archiviato dalla Oklahoma Università. All'età di 12 anni, grazie a lui, ho iniziato il mio primo lavoro come mandriano di bovini. Il mio compito era di cavalcare l'esteso perimetro che circondava il ranch. Qui ho imparato a cavalcare e a parlare con gli animali. Mio nonno, in Cheyenne contemporaneo si dice jargon, era un uomo che sussurrava ai cavalli e agli animali. Danzatore della Danza del sole, amava correre sotto la luna piena. L'emozione di cavalcare a piena velocità attraverso i campi, sotto l'orsa maggiore e sotto la via lattea, attraverso i campi dove i danzatori del Sundance e gli uomini medicina Cheyennes hanno toccato la terra e gli animali è fortificante. Egli si fermava per cantare con gli uccelli notturni nelle aree boschive, per illuminare lo spirito con le loro antiche canzoni. Queste esperienze mi hanno introdotto in questo mondo di spiriti, attraverso queste notti di wildness (selvaggitudine), concetto che è sempre stato vivo nella mia vita di uomo e soprattutto nel mio lavoro di poeta. Per noi Cheyennes tale attività è così importante da chiamarla 'attività mitologica'”.

Lance David Henson, nato a Washington DC, è un Cheyenne, con sangue Oglala Sioux e sangue francese. Orfano di madre, è stato cresciuto in una fattoria vicino a Calumet, in Oklahoma, dove sopravvive la cultura meridionale Cheyenne. Ha prestato servizio nella US Marine Corps subito dopo il liceo, nella tremenda guerra del Vietnam, da cui fa ritorno reduce nel 1975, con enormi traumi e sofferenze impresse nell'anima.

Si è laureato all'Oklahoma College of Liberal Arts (ora Università della Scienza e delle Arti di Oklahoma) in Chickasha. Ha conseguito un Master of Fine Arts in scrittura creativa presso l'Università di Tulsa. Dopo dieci anni di conduzione di laboratori di poesia attraverso il programma “Artist in Residence” del Consiglio delle Arti dello Stato di Oklahoma, Lance ha iniziato a viaggiare, lavorando sia negli Stati Uniti che in Europa.
Incontro Lance David Henson a Bologna, dove vive con la moglie da quindi anni per la sua nomina al Premio Ostana nel 2014. Una bottiglia di birra in mano e ci incamminiamo nelle vie della città all'ultimo raggio di sole di un giugno splendente. Gli chiedo della lingua Cheyenne:
“Nella mia tribù la nostra lingua è veicolo di conoscenza, è stata usata da sempre per comunicare all'interno dei nuclei familiari che sono tradizionalmente molto ampi. Le cerimonie antiche sono anche quelle rimaste intatte. La nostra logica indigena e cosmica è fondamentale, non lineare e non occidentalizzata. Questo è rimasto il sistema fondante della nostra sopravvivenza. Il mio desiderio, come poeta, è di poter registrare questi sistemi orientati alla fondazione di una nuova narrazione mitologica. La poesia è il messaggero preferenziale dei primi popoli antichi che si sono forgiati nella lotta quotidiana per la sopravvivenza, con le diverse testimonianze epiche sulle quali si basano le varie culture. Sin da bambino i miei nonni, le zie e gli zii appartenenti al popolo tradizionale sono stati la mia guida attraverso le vie della medicina e della Chiesa nativa americana, hanno instillato in me un senso di meraviglia e di stupore che porto con me ancora oggi. Anche i miei dischi autobiografici sono un esercizio di pratiche di questi metodi. Vengo da una nazione la cui storia non appartiene all'America, ma vive in parallelo e questo ci ossessiona. Trovo il senso della storia culturale europeo più simile, nelle sue profondità, di qualsiasi altro in America, forse per questo mi sono fermato in Svizzera e poi in Italia.

A 12 anni ho dedicato la mia vita alla disciplina della poesia. Io paragono i poeti zen dell'estremo Oriente del VI secolo o le arti marziali del Taekwondo o del Kung Fu o dell'Aikido alle dolci parole del feroce Toro Seduto o di Cavallo Pazzo. Cantare poesie è una vocazione che costringe una svegliarsi in un atto di accoglienza di se stesso”.
Lance ha pubblicato 28 libri di poesia, la metà negli Stati Uniti e metà all'estero. La sua poesia è stata tradotta in 25 lingue e ha letto e tenuto conferenze in 9 paesi.
Lance ha rappresentato la nazione Cheyenne del sud a Leeuwarden, Paesi Bassi, e alla Conferenza dei Popoli Indigeni delle Nazioni Unite a Ginevra dal 1988. Ha successivamente vissuto lì fino a quando il gruppo di lavoro dei Popoli Indigeni è stato spostato alle Nazioni Unite a New York nel 2004.
“Appartengo al
clan hotomitoneo. Siamo una banda militare di 132 guerrieri. Siamo tutti veterani di combattimento che hanno preso la vita in guerra o in difesa del nostro popolo. Durante la cerimonia serviamo come protettori della nostra tribù. Quando un dog soldier muore, la sua posizione nel nostro teepee deve essere riempita. Non abbiamo alcun trattato permanente con alcuna nazione o governo. Ci impegniamo a proteggere gli innocenti. Quando siamo scelti subiamo una cerimonia di istruzione di 12 ore, queste istruzioni riguardano la medicina e la condotta. non vincolati dalla religione o dalla superstizione. non possiamo partecipare alle cerimonie sociali, non possiamo cantare ma una canzone che viene cantata una volta il quarto giorno del nostro Sundance. Siamo liberi di goderci la vita senza riserve, rifiutiamo la colpa,il nostro sistema di conoscenza è basato sulla conoscenza e non sulla convinzione. Per noi il paranormale è normale, viviamo dei rituali quotidiani. La nostra medicina ci protegge dalle medicine degli altri. Il nostro modo di vivere è finito, non richiede nulla al di fuori di sé per sopravvivere e nello stesso tempo è capace di assimilare ciò che è necessario per sopravvivere.

Siamo un clan in un sistema che accoglie uomini e donne della tribù, il clan delle donne è sacro, le conoscenze di questo clan non è conosciuta dagli uomini. Siamo incaricati di proteggere la santità di questa conoscenza. Queste sono le basi di un Dog soldier della mia tribù”.


Link: 
https://www.premioostana.it/poesia-cheyenne-lance-david-henson/