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Edizione 2017

Premio al Cinema - Samir Aït BELKACEM

ANTOLOGIA SAMIR AIT BELKACEM

lingua kabyla (Algeria) - "Premio Ostana scritture in Lingua Madre" edizione 2017

Premio al Cinema - Samir Aït BELKACEM
italiano

Proviene dalla Kabylia algerina, dov’è nato 43 anni fa.

Dal 2005 si dedica al doppiaggio in lingua kabyla di film a grandissima distribuzione, prodotti da famose case americane: DreamWorks, 20th Century Fox, Walden Media, Platinum Dunes, Paramounts Pictures, Columbia Pictures, Sony Pictures Animation, Nickelodeon Movies.

L’inizio è artigianale, nonostante la sua formazione in suono e missaggio presso la scuola di Arti e Mestieri in Kabylia e successivamente in Canada, presso il Conservatorio di Arte Drammatica, specialità doppiaggio, con Claudine Cabay Chatel.

Ad Agouni, villaggio sui contrafforti del Djurdjura, in una vecchia casa in pietra, Samir e l’amico Said Hadj Abdennour doppiano nella loro lingua materna L’era glaciale, film d’animazione del 2002 diretto da Carlos Saldanha e Chris Wedge, realizzato dai Blue Sky Studios per la 20th Century Fox.  L’esperimento si fa subito notare per originalità e qualità tecnica. La diffusione attraverso il passa parola ne assicura il successo e i personaggi del film diventano popolari in tutta la Kabylia.

Samir Aït Bekacem capisce che è ora di cominciare a fare sul serio e doppiare in lingua kabyla diventa il suo mestiere.

Double Voice”, studio di doppiaggio fondato da Samir, si avvale oggi di una ventina di doppiatori. Per ogni film vengono organizzati dei casting per trovare le voci più adatte alle decine e decine di personaggi. L’obiettivo è portare sul mercato dell’home video i grandi film di animazione, titoli che sono sulla bocca di tutti, collocando così il kabylo sullo stesso piano delle altre lingue e promuovendone l’emancipazione e la diffusione tra le nuove generazioni. In Kabylia così come altrove, nonne, zii e genitori non trovano più il tempo per raccontare ai bambini le storie, allora sono i dvd dei film di Samir a far si che i piccoli possano confrontarsi con la cultura universale attraverso la loro lingua.

Samir Aït Belkacem non si limita tuttavia al doppiaggio, percorre con successo la strada dell’adattamento delle storie alla cultura kabyla. Adattamento che in certi casi lo porta a riscrivere (in parte) le storie per il pubblico kabylo, affinché conservino le emozioni, i valori, la comicità che hanno nella versione in lingua originale. Compito non facile, data la necessità di rispettare sia la proprietà intellettuale dell’opera, sia i movimenti labiali e facciali dei personaggi. Alla base c’è sempre un lavoro approfondito sulla lingua, sulle sue espressioni idiomatiche e una particolare attenzione alla scelta dei temi, visto il pubblico infantile a cui i film sono destinati. Ne Le cronache di Narnia l’adattamento si spinge fino tradurre l’universo fantastico del film originale nel ricco repertorio di leggende e miti del popolo kabylo. In Alvin Supertsar l’adattamento coinvolge la stessa colonna sonora, i suoni e le musiche. Molti sono i titoli dell’ormai imponente catalogo di film doppiati e adattati da Samir Aït Belkacem: ai titoli citati si aggiungono Sherk, Tartarughe Ninja, Puffi I e II, documentari e cortometraggi. Sherk ha conosciuto una diffusione di oltre 100.000 dvd in meno di un mese (senza contare le copie pirata); Alvin Superstar ha superato da tempo il mezzo milione. Un successo commerciale oltre che un fenomeno culturale, che - com’era prevedibile – ha fatto sorgere in Kabylia altri studi di doppiaggio.

Qui, come in altre realtà di lingue minoritarie, la creatività dell’artista è riuscita a supplire alle assenze dello Stato in campo didattico, pedagogico e ludico, così molti guardano a Samir Aït Belkacem come a una delle personalità più influenti nel panorama della cultura berbera attuale.

Un percorso di emancipazione


Laureato ingegnere biologo, non avrei mai pensato di abbandonare la ragione dei miei studi per abbracciare una carriera artistica.

All’inizio fu il caso, che tuttavia ebbe subito una forte accelerazione grazie al successo del primo film doppiato in kabylo nel 2005 (L’era glaciale di Carol Saldanhas). Compresi allora che il lavoro che avevo intrapreso non aveva semplicemente a che fare col doppiaggio cinematografico ma era espressione della frustrazione linguistica e identitaria del mio popolo, alla quale potevo rispondere con i mezzi del cinema secondo un percorso di emancipazione della lingua e di partecipazione alle storie e ai valori della cultura contemporanea.

Così, attraverso il doppiaggio e l’adattamento alla nostra lingua e alla nostra cultura dei grandi film di produzione mondiale, ogni generazione kabyla trova il modo di perpetuare alle generazioni future, la propria eredità culturale.

In una situazione, l’attuale, in cui la produzione cinematografica d’espressione amazigh è pressoché inesistente, il doppiaggio riesce a trasmettere sia la ricchezza della lingua, sia ad assumere un valore didattico per molti dei nostri bambini, in particolare per quelli che crescono nell’emigrazione, e più in generale costituisce un arricchimento intellettuale per tutti i kabyli che in questo modo possono accedere, nella loro lingua antica, ai valori di altre culture.

Viviamo oggi un’epoca in cui attraverso la globalizzazione dei media, le culture forti invadono le culture dette minoritarie senza colpo ferire e finiscono per fagocitarle; ciò impone alle culture deboli come la nostra di cavalcare l’onda dello tsunami per non farsi inghiottire. Occorre assomigliare al promontorio contro il quale si frangono incessantemente le onde e attorno al quale in un ribollio di schiuma vanno a morire. Questo tipo di reazione ho voluto innescare attraverso il doppiaggio, con l’obiettivo finale di creare un cinema di espressione kabyla che parli di noi, a noi e agli altri, in suoni e immagini.


Premio al Cinema - Samir Aït BELKACEM

ANTOLOGIA SAMIR AIT BELKACEM

lingua kabyla (Algeria) - "Premio Ostana scritture in Lingua Madre" edizione 2017

Premio al Cinema - Samir Aït BELKACEM
italiano

Proviene dalla Kabylia algerina, dov’è nato 43 anni fa.

Dal 2005 si dedica al doppiaggio in lingua kabyla di film a grandissima distribuzione, prodotti da famose case americane: DreamWorks, 20th Century Fox, Walden Media, Platinum Dunes, Paramounts Pictures, Columbia Pictures, Sony Pictures Animation, Nickelodeon Movies.

L’inizio è artigianale, nonostante la sua formazione in suono e missaggio presso la scuola di Arti e Mestieri in Kabylia e successivamente in Canada, presso il Conservatorio di Arte Drammatica, specialità doppiaggio, con Claudine Cabay Chatel.

Ad Agouni, villaggio sui contrafforti del Djurdjura, in una vecchia casa in pietra, Samir e l’amico Said Hadj Abdennour doppiano nella loro lingua materna L’era glaciale, film d’animazione del 2002 diretto da Carlos Saldanha e Chris Wedge, realizzato dai Blue Sky Studios per la 20th Century Fox.  L’esperimento si fa subito notare per originalità e qualità tecnica. La diffusione attraverso il passa parola ne assicura il successo e i personaggi del film diventano popolari in tutta la Kabylia.

Samir Aït Bekacem capisce che è ora di cominciare a fare sul serio e doppiare in lingua kabyla diventa il suo mestiere.

Double Voice”, studio di doppiaggio fondato da Samir, si avvale oggi di una ventina di doppiatori. Per ogni film vengono organizzati dei casting per trovare le voci più adatte alle decine e decine di personaggi. L’obiettivo è portare sul mercato dell’home video i grandi film di animazione, titoli che sono sulla bocca di tutti, collocando così il kabylo sullo stesso piano delle altre lingue e promuovendone l’emancipazione e la diffusione tra le nuove generazioni. In Kabylia così come altrove, nonne, zii e genitori non trovano più il tempo per raccontare ai bambini le storie, allora sono i dvd dei film di Samir a far si che i piccoli possano confrontarsi con la cultura universale attraverso la loro lingua.

Samir Aït Belkacem non si limita tuttavia al doppiaggio, percorre con successo la strada dell’adattamento delle storie alla cultura kabyla. Adattamento che in certi casi lo porta a riscrivere (in parte) le storie per il pubblico kabylo, affinché conservino le emozioni, i valori, la comicità che hanno nella versione in lingua originale. Compito non facile, data la necessità di rispettare sia la proprietà intellettuale dell’opera, sia i movimenti labiali e facciali dei personaggi. Alla base c’è sempre un lavoro approfondito sulla lingua, sulle sue espressioni idiomatiche e una particolare attenzione alla scelta dei temi, visto il pubblico infantile a cui i film sono destinati. Ne Le cronache di Narnia l’adattamento si spinge fino tradurre l’universo fantastico del film originale nel ricco repertorio di leggende e miti del popolo kabylo. In Alvin Supertsar l’adattamento coinvolge la stessa colonna sonora, i suoni e le musiche. Molti sono i titoli dell’ormai imponente catalogo di film doppiati e adattati da Samir Aït Belkacem: ai titoli citati si aggiungono Sherk, Tartarughe Ninja, Puffi I e II, documentari e cortometraggi. Sherk ha conosciuto una diffusione di oltre 100.000 dvd in meno di un mese (senza contare le copie pirata); Alvin Superstar ha superato da tempo il mezzo milione. Un successo commerciale oltre che un fenomeno culturale, che - com’era prevedibile – ha fatto sorgere in Kabylia altri studi di doppiaggio.

Qui, come in altre realtà di lingue minoritarie, la creatività dell’artista è riuscita a supplire alle assenze dello Stato in campo didattico, pedagogico e ludico, così molti guardano a Samir Aït Belkacem come a una delle personalità più influenti nel panorama della cultura berbera attuale.

Un percorso di emancipazione


Laureato ingegnere biologo, non avrei mai pensato di abbandonare la ragione dei miei studi per abbracciare una carriera artistica.

All’inizio fu il caso, che tuttavia ebbe subito una forte accelerazione grazie al successo del primo film doppiato in kabylo nel 2005 (L’era glaciale di Carol Saldanhas). Compresi allora che il lavoro che avevo intrapreso non aveva semplicemente a che fare col doppiaggio cinematografico ma era espressione della frustrazione linguistica e identitaria del mio popolo, alla quale potevo rispondere con i mezzi del cinema secondo un percorso di emancipazione della lingua e di partecipazione alle storie e ai valori della cultura contemporanea.

Così, attraverso il doppiaggio e l’adattamento alla nostra lingua e alla nostra cultura dei grandi film di produzione mondiale, ogni generazione kabyla trova il modo di perpetuare alle generazioni future, la propria eredità culturale.

In una situazione, l’attuale, in cui la produzione cinematografica d’espressione amazigh è pressoché inesistente, il doppiaggio riesce a trasmettere sia la ricchezza della lingua, sia ad assumere un valore didattico per molti dei nostri bambini, in particolare per quelli che crescono nell’emigrazione, e più in generale costituisce un arricchimento intellettuale per tutti i kabyli che in questo modo possono accedere, nella loro lingua antica, ai valori di altre culture.

Viviamo oggi un’epoca in cui attraverso la globalizzazione dei media, le culture forti invadono le culture dette minoritarie senza colpo ferire e finiscono per fagocitarle; ciò impone alle culture deboli come la nostra di cavalcare l’onda dello tsunami per non farsi inghiottire. Occorre assomigliare al promontorio contro il quale si frangono incessantemente le onde e attorno al quale in un ribollio di schiuma vanno a morire. Questo tipo di reazione ho voluto innescare attraverso il doppiaggio, con l’obiettivo finale di creare un cinema di espressione kabyla che parli di noi, a noi e agli altri, in suoni e immagini.