MODÂ VËNO

Presentazione della poesia

MÔLATHDÔDÂNN – MOLLARDELDANNO

La borgata Môlathdôdânn (Mollardeldanno) è abbarbicata su un pendio molto soleg­giato dove, strano a dirsi per la Val Cenischia, iL vento a assente. Millequattrocento metri la sua altitudine ed è posizionata vicino a quella del Cucuc, pertanto le considerazioni pro­spettate nell'introduzione della poesia UNÂ MUJÔN DÔ CUCUC si prestano anche per questa.

A differenza di quella: UNÂ MUJÔN DÔ CUCUC in questa si delinea come lo stato d' animo del nostro "Gino" sia stato più attratto da ciò che offre questa località nel suo insieme, piuttosto che da un singolo elemento: UNÂ MUJÔN (una casa).

In entrambe, prima e seconda strofa, vi è un alternarsi di allusioni alla vita dura e fati­cosa di un tempo ed alle comode agevolazioni apportate dall'evolversi della modernità.

Nella terza strofa rileviamo come l'autore si lasci nuovamente pervadere da quel sen­timento di tristezza e melanconia suggeritogli della visione delle case abbandonate gia filo conduttore de: UNÂ MUJÔN DÔ CUCUC.

La quarta invece rivela l'intraprendenza e l'indole del poeta dove si rivela la tipica tempra del montanaro che procede passo dopo passo, senza strafare. Questo suo modo di essere lo troverete ancora esternato nelle poesie: NÔHRÂ DZÔRNAIË (la nostra gior­nata), MË VÈT TÔT PËR DRABLËT (mi va tutto storto) e FÔT PASCIÂNTATH (biso­gna pazientare).

Nell'ultima, l'animo ha completamente dimenticato le dure realtà e l'afflizione per indurci ad assaporare una visione bucolica che solo una perenne primavera può offrire.

C.E.

MÔLATHDÔDÂNN

Lôth lèn-not dësu lô mouro

biënn plahiâ môladôdânn

zëmin drèt c'ô fèt sôflatèi

cânn te a pâst te bè côntânn.

Giâchë ün câl t’alâva a plotës

tèn dô fouèn e tèn di boués

athâ anveci ô të sërvouèisônn

gli môtouth a catrô roués.

Lë muijôn sônn chië për zéithë

d'arèngés cô' mach'ünâ

dëré inot su lô zëmin:

ouô hlâchië eth frân la miâ.

A fa prim carch'ün ialavët

gl'otri asë, l'arivônn pe

eth côs-ciôn ma' dë bëtasèi

e pe tôt i vet dsôn bie.

Milë catrô sôn otësa

unâ vista carchërënn

hi c'ô plaiônn lë vëdutës

miëgl ch'ichië iât frân parënn.

E pe côth të sins pa l'ôtha

iàt bôn'eva tench'i vout

bèlë zôszës ch'a paiélës

giô siguth iât padzin sout.

Pâst pathéth, eth pa na couintâ,

la prëmâ lëth pe tó l' ânn

vai tranchilo e pous pe dithë

«de trôoua Môladôdann.

MOLLARDELDANNO (traduzione letterale)

È lassù sopra un cucuzzolo,

ben piazzato Mollardeldanno,

strada ripida, mozzafiato,

quando sei arrivato sei soddisfatto.

È anche vero che un tempo andavi a gambe nei periodi del fieno e della legna

ora, diversamente, ti servono

i motori a quattro ruote.

Le case sono in procinto di cadere,

rimesse a posto, una sola:

ultima in alto, sopra la strada:

si, quella lì, è proprio la mia.

Sì fare il primo qualcuno ci voleva,

altri pure arriveranno;

questione solo di mettercisi

e poi tutto va nel senso giusto.

Millequattrocento la sua altitudine

una veduta... qualche cosa!

coloro, ai quali piacciono i panorami

non c'è nulla di meglio che quel posto lì.

E per giunta, non senti il vento,

hai acqua buona a volontà,

cose tutte che pagarle

non c'è soldo che valga.

Simile luogo, non è favola,

la primavera c' è tutto l'anno;

va' tranquillo e potrai dire

ho trovato Mollardeldanno.

Luigi Vayr

(traduzione libera)

Mollardeldanno si trova in alto, ben posizionato su di un poggio, ci si arriva un po' ansi­manti ma felici dopo aver percorso una ripida mulattiera.

Un tempo questa mulattiera era battuta sia in estate durante la fienagione che nella mezza stagione per approntare la legna, oggi invece questa borgata è comodamente rag­giungibile con i mezzi a motore.

Le case sono tutte in procinto di cadere, di rimesse a nuovo ce n'è una sola sopra la strada ed è la mia.

Per porre rimedio a questo scenario di desolazione ho fatto da battistrada, mi sono rimboccato le maniche ricostruendo la mia baita; è solo questione di affrontare le difficoltà iniziali, poi passo dopo passo vengono superate ed i lavori si susseguono secondo la loro logica.

Millequattrocento metri la sua altitudine, con una veduta impareggiabile per chi ama spaziare con la vista.

Non sei tormentato dal vento ed hai in abbondanza ottima acqua per dissetarti, peculia­rità che non hanno prezzo.

Parrebbe un posto che appartiene solo al mondo delle favole invece è realtà, dove puoi assaporare la primavera tutto l'anno: tranquillamente potrai affermare ho avuto modo di scoprire Mollar del Danno.